18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca News

Indotto ex Ilva, attesa per i pagamenti

L'ex Ilva di Taranto
L'ex Ilva di Taranto

Le aziende dell’indotto-appalto attendono da oggi i bonifici di ArcelorMittal dopo le rassicurazioni fornite durante l’incontro in Prefettura di lunedì scorso. Le imprese che gravitano nell’orbita del Siderurgico, in crisi a causa nei ritardi nei pagamenti da parte della multinazionale, restano in attesa di una schiarita all’orizzonte. L’attesa è concentrata su questo fine settimana per verificare se ArcelorMittal sbloccherà effettivamente la situazione, come l’amministratore delegato Lucia Morselli ha assicurato al prefetto di Taranto, Demetrio Martino ed effettuerà i bonifici degli altri 3,2 milioni di euro, somma a parziale copertura delle fatture scadute per lavori e forniture alla fabbrica.

A quanto pare, la somma complessiva dello “scaduto” a fine febbraio raggiungeva i 25 milioni di euro. La cifra quantificata, negli ambienti delle imprese appaltatrici, viene ritenuta modesta a fronte del maggiore importo maturato e soprattutto della platea che costituisce l’indotto-appalto. Se sarà corrisposta, comunque costituirà una boccata d’ossigeno e un piccolo passo avanti verso la soluzione del problema. E’ quello che auspicano le aziende e le organizzazioni sindacali. Le prime per recuperare liquidità, le seconde per la regolarizzazione delle scadenze dei pagamenti degli stipendi di numerosi lavoratori in attesa che le imprese vengano pagate dal colosso della siderurgia mondiale. La situazione di sofferenza si trascina ormai da oltre due anni, da novembre 2019, quando i mancati pagamenti di ArcelorMittal portarono imprenditori e autotrasportatori a dare vita, per alcuni giorni, ad un presidio di protesta davanti ad una delle portinerie della fabbrica.

Risolto temporaneamente il problema a fine 2019, con uno scaduto fatture maggiore di quello attuale, lo stesso problema si è riproposto nella primavera e a settembre dello scorso anno, quando è stata insediata una cabina di regia in Prefettura che ha ripristinato i pagamenti maturati all’epoca. Riguardo ai nuovi versamenti preannunciati dall’ad Morselli al prefetto Martino, fino a ieri non ci sarebbero stati segnali dalle aziende interessate, nè è stato comunicato nulla al riguardo alle associazioni di categoria. I 3,2 milioni di euro attesi in questi giorni sono giudicati dalle aziende una somma di modesta entità. L’inadeguatezza è ritenuta più evidente per la cifra che ArcelorMittal ha dichiarato al prefetto di aver già versato come anticipo, mezzo milione di euro, soprattutto se rapportata alle dimensioni del committente e dello stesso stabilimento di Taranto che ha 8.200 dipendenti diretti. L’indotto-appalto, invece, conta un centinaio di imprese, considerando almeno quelle impiegate periodicamente, ed una forza lavoro di circa 3.000 unità.

Negli ambienti industriali circola un’altra preoccupazione. Quando arriveranno, come auspicano le aziende del comparto, gli altri 3,2 milioni, bisognerà vedere come saranno ripartiti, perché non è da escludere che vadano solo alle aziende strettamente integrate nell’organizzazione di produzione dei ciclo siderurgico. Ci sono aziende i cui crediti raggiungono i 2 milioni di euro. Anche per rimettere ordine e tentare di ripristinare la regolarità dei pagamenti, si attende che il prefetto Martino, acquisiti i dati ultimi da Confindustria Taranto e Confapi Taranto, insedi di nuovo la cabina di regia revocata nei mesi scorsi e nuovamente invocata dai sindacati nell’ultimo incontro in Prefettura. L’attesa, però, non riguarda solo la situazione dell’indotto-appalto.

È tutto il problema ArcelorMittal che sembra tornare nuovamente in standy by. L’ingresso dello Stato nel capitale di ArcelorMittal attraverso Invitalia, è stato deliberato, è stato approvato anche dalla Unione Europe ma non è stato ancora attuato. I 400 milioni di euro per acquisire il 50 per cento della governance non sarebbero stati ancora versati da Invitalia. Le basi dell’atteso ingresso dello Stato nella società dell’acciaio sono state poste esattamente un anno fa, con l’intesa tra Ilva in amministrazione straordinaria e ArcelorMittal, davanti al Tribunale di Milano. Il raggiungimento dell’intesa disinnescò il contenzioso che la stessa ArcelorMittal aveva aperto a novembre 2019 dichiarando il recesso dal contratto di fitto. L’accordo del 4 marzo 2020 è stato poi perfezionato e sancito nell’ultimo accordo del 10 dicembre, sempre dello scorso anno, tra Invitalia ed ArcelorMittal. Ma al momento è rimasto ancora sulla carta.

1 Commento
  1. VINCENZO 1 mese ago
    Reply

    Chiedo alla V/S redazione un parere circa la affidabilità di questo gruppo, nel senso come possa investire centinaia di milioni di euro per la ambientalizzazione della fabbrica ( termine a Voi caro ed abusato) se non riesce a pagare neanche 25 milioni di euro alle imprese appaltatrici. A Voi che siete sostenitori di questo progetto non viene qualche dubbio? Non avete letto i bilanci di AM dove risulta che hanno una esposizione nei confronti dei fornitori pari a circa 10 miliardi di dollari ( ribadisco 10 miliardi di dollari). Confido in una V/S risposta . Saluti VS

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