22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca News

Rimborsi gonfiati, nei guai quattro Consiglieri comunali di Taranto

foto di Guardia di Finanza
Guardia di Finanza

Rimborsi indebiti o maggiorati, la Guardia di Finanza ha sequestrato disponibilità finanziarie e beni mobili ed immobili, per 255mila euro, a quattro consiglieri comunali e a tre datori di lavoro. II consiglieri comunali finiti nel mirino delle Fiamme Gialle sono Floriana De Gennaro (schierata con l’Opposizione), Emidio Albani, Piero Bitetti e Carmen Casula (schierati con la Maggioranza), Sono stati i militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza ad eseguire un decreto di sequestro preventivo nei confronti di quattro consiglieri del Comune di Taranto e di tre datori di lavoro che, secondo l’accusa, avrebbero beneficiato di indebiti rimborsi.

Gli accertamenti hanno riguardato i rimborsi previsti dagli articoli 79 e 80 del decreto legislativo n. 267/2000, in base ai quali le assenze di un lavoratore dipendente per l’esercizio delle funzioni di componente di un Consiglio comunale sono retribuite a cura del suo datore di lavoro, il quale, su specifica richiesta documentata, viene successivamente rimborsato dall’Ente civico. Gli investigatori della Guardia di Finanza hanno accertato che i quattro consiglieri comunali, in unione e con il concorso con i titolari di imprese, avrebbero in alcuni casi simulato del tutto l’esistenza di un contratto di lavoro dipendente e, in altri casi, modificato ad arte. in senso migliorativo. l’inquadramento contrattuale, al fine di ottenere, per le loro assenze dal lavoro, giustificate dalla partecipazione alle sedute del Consiglio comunale di Taranto, rimborsi del tutto indebiti o quantomeno maggiorati Tali comportamenti hanno indotto in errore il Comune di Taranto, il quale ha ratificato, per il periodo 2017/2019, rimborsi non dovuti per circa 255mila euro. I quattro consiglieri comunali e i rispettivi datori di lavoro sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per il reato di truffa aggravata ai danni dell’Ente pubblico con richiesta di sequestro del profitto di reato pari a 255mila euro.

Nella giornata di ieri è stato eseguito il decreto di sequestro preventivo diretto e per equivalente emesso dal gip del Tribunale di Taranto, dott.ssa Rita Romano, su richiesta del sostituto procuratore, dott. ssa Maria Grazia Anastasia, di disponibilità finanziarie, beni mobili, immobili, per un valore di 255mila euro. “Continua dunque, anche nella contingente e difficile fase pandemica- si legge in una nota stampa del Comando provinciale della Guardia di Finanza- l’attività delle Fiamme Gialle tarantine diretta al contrasto dei fenomeni illeciti che interessano la spesa pubblica e i reati contro la pubblica amministrazione per riaffermare, anche con il ricorso a strumenti incisivi quale i sequestri preventivi, la prioritaria valenza dell’osservanza delle regole poste a presidio della legalità del sistema economico”. Il collegio di difesa è composto dagli avvocati Gaetano Vitale, Giuseppe Sernia, Ciro Buccoliero, Guglielmo De Feis e Andrea Di Giorgio.

Nel 2018 un caso analogo sempre nel capoluogo jonico. Beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie per 240mila euro, nella disponibilità di 13 ex consiglieri comunali di Taranto, erano stati sequestrati dalla Guardia di Finanza in esecuzione di decreto emesso dal gip al termine di accertamenti, nell’ambito di una inchiesta per presunta truffa aggravata in danno di Ente pubblico. Una indagine che ha riguardato sempre la tematica dei rimborsi previsti dagli articoli 79 e 80 del Dl 267/2000, in base ai quali le assenze di un lavoratore dipendente per l’esercizio delle funzioni di componente di un Consiglio comunale, sono a lui retribuite a cura del suo datore di lavoro.

Le Fiamme Gialle anche in quella circostanza sottolinearono che “i 13 ex consiglieri comunali, in unione e con il concorso di taluni titolari di imprese, hanno in alcuni casi simulato del tutto l’esistenza di un contratto di lavoro dipendente e, in altri casi, modificato artatamente in senso migliorativo l’inquadramento contrattuale”.

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