14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Aprile 2021 alle 06:52:44

Cronaca News

Michele Emiliano avverte: «La terza ondata Covid sarà devastante»

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Emergenza coronavirus

Il governatore della Puglia Michele Emiliano ha scelto facebook per una dichiarazione critica nei confronti del governo in merito alla gestione della pandemia. “Non possiamo chiudere noi Regioni le scuole e tutto il resto, lo deve fare il governo che ha praticamente privato le Regioni di tutti i poteri di contenimento della curva epidemica, anche a scuola, che possono essere esercitati solo nell’intervallo di tempo tra un dpcm e l’altro e solo a condizioni molto particolari di peggioramento dei dati. Il risultato della timidezza del governo con il fenomeno del contagio scolastico e del depotenziameto dei poteri delle regioni Regioni potrebbe essere l’accelerazione della variante inglese e della terza ondata. Non possiamo fare altro che concentrarci sugli ospedali perché la terza devastante ondata sta per cominciare. Anche se a Roma sono impegnati solo a tenersi poltrone e a gestire i soldi del recovery fund la pandemia esiste e continua ad uccidere centinaia di persone al giorno.

E intanto al sud, Puglia e Campania su tutte, si mandano meno vaccini che in altre regioni del nord e del centro che avendo il doppio degli ospedali e degli addetti alla sanità se ne prendono molte di più di noi. Cornuti e mazziati al sud. Eppure combattiamo senza tregua e stiamo per finire di vaccinare tutti gli ultraottantenni che possono deambulare e tutto il personale scolastico, speriamo entro metà mese di marzo. Gli ultraottantenni della provincia di Bari allettati e con assistenza domiciliare – per i quali la asl di Bari ha erroneamente comunicato date di vaccinazione – verranno vaccinati dai medici di famiglia con i quali oggi abbiamo finalmente trovato un’accordo. Poi cominceremo con le persone fragili per malattia e completeremo le forze dell’ordine, la protezione civile e i servizi pubblici essenziali che prevedono la necessità della presenza fisica esposta al pubblico. E poi tutti gli altri per fasce di età. Ma i vaccini che ci mandano non sono sufficienti e lo Stato non ce ne manda abbastanza. Questo è il vero problema. Quanto ai furbetti che si sono fatti vaccinare abusivamente li prenderemo e gliela faremo pagare. Si tratta di un reato grave. Le Asl e il Nucleo Ispettivo Regionale stanno collaborando con i Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Magistratura di tutta la Puglia per individuare i colpevoli. Anche se fossero pochi casi, li puniremo severamente”.

È stato firmato ieri l’accordo tra la Regione Puglia e i Medici di Medicina Generale per il proseguimento del Piano strategico vaccinale anti-Covid. “È un obiettivo importante quello raggiunto – spiega l’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco – che potrà essere rispettato in pieno grazie alla collaborazione dei medici di medicina generale e allo sforzo delle Asl se ci saranno forniture adeguate e costanti di vaccini da parte del Governo centrale. Abbiamo raccolto tanti suggerimenti per migliorare la nostra strategia. Partiamo subito e avremo a disposizione tutta la forza e la capillarità sul territorio dei medici di medicina generale che ci permetteranno di accelerare la vaccinazione. Ovviamente, quando arriveranno i vaccini. Per il momento, fino alla fine del mese, con le dosi disponibili e grazie ai medici di medicina generale potremo completare la vaccinazione degli ultraottantenni, sia tra quelli che si sono prenotati per gli ambulatori vaccinali che per coloro che hanno chiesto la vaccinazione domiciliare. Finalmente potranno essere contattati, sarà fissata una data e saranno vaccinati al più presto. Grazie a tutti i medici di medicina generale che permetteranno di mettere in sicurezza la popolazione”.

Secondo il direttore del dipartimento Politiche della Salute, Vito Montanaro, “Abbiamo raccolto le richieste da parte di ogni componente del tavolo, abbiamo condotto un lungo lavoro che ci ha portato a raggiungere un risultato che ancora in altre regioni non appare conseguito. Approviamo una procedura organizzativa per i vaccini in ambulatorio e a casa con la condivisione massima del tavolo. Un’azione raggiunta anche grazie agli uffici del dipartimento che ha portato a un grande risultato. Stiamo programmando l’azione di distribuzione dei vaccini direttamente nei luoghi di somministrazione, cioè nello studio del medico di medicina generale. Stiamo concordando con Federfarma i servizi per la logistica di distribuzione sul territorio”. Dal 15 marzo parte la campagna delle vaccinazioni a casa degli over 80 che non possono recarsi presso un punto vaccinale: il vaccino sarà Moderna o Pfizer.

Per i cittadini in Assistenza domiciliare Integrata o Assistenza Domiciliare Programmata: il medico curante concorda la vaccinazione (prima e seconda dose) con l’assistito. Gli altri cittadini over 80 che hanno prenotato l’appuntamento a domicilio per la prima dose attraverso i servizi Cup saranno ricontattati per fissare l’appuntamento definitivo; il giorno per la seconda dose verrà concordato all’esecuzione della prima dose. Le vaccinazioni saranno a cura dei Medici di Assistenza Primaria dai Medici della Continuità assistenziale e dei Dipartimenti di prevenzione. Il piano strategico regionale per i vaccini continua: per le persone di età compresa tra 75 e 79 anni e tra 70 e 74 anni, per i soggetti con aumentato rischio se contraggono l’infezione da virus SARS-CoV_2 di età compresa tra 66 e 69 anni e per i soggetti tra 66 e 69 anni, il vaccino che sarà offerto presso centri vaccinali Asl dedicati sarà il Pfizer. La modalità di chiamata sarà così organizzata: i cittadini potranno prenotare la prima dose attraverso servizi Cup; l’appuntamento per la seconda dose verrà fissato in sede di prima somministrazione. Alle persone con aumentato rischio tra 18 e 65 anni e le persone tra 55 e 65 anni sarà offerto il vaccino AstraZeneca dai medici di medicina generale.

E’ allo studio del Ministero della Salute la possibilità di estendere l’età di utilizzo del vaccino AstraZeneca; in questo caso il piano vaccinale potrebbe subire modifiche. Il MMG curante concorderà l’appuntamento per la vaccinazione (prima e seconda dose) con l’assistito. Entro il 14 marzo sarà conclusa la campagna vaccinale per il personale docente e non docente di scuole e università. Ad oggi – comunica il dipartimento – sono state somministrate in totale 304.978 dosi di vaccino, di queste 82.133 sono seconde dosi. 63.725 sono le somministrazioni effettuate sui cittadini over 80, 37592 i vaccini già fatti al personale scolastico. A livello nazionale “l’incidenza di Covid-19 sta aumentando a livello nazionale e abbiamo anche i dati proiettati a livello di questa settimana che mostrano un’ulteriore crescita. Andiamo oltre i 200” casi per 100mila abitanti, siamo quindi vicini a quella che viene identificata come la “soglia d’allarme” ha dichiarato Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità.

“Il tema varianti è quello che preoccupa. La cosiddetta variante inglese è ormai largamente dominante nello scenario italiano, però preoccupano anche la brasiliana, la sudafricana o altre”. “Dovremo convivere con queste varianti”, ha aggiunto. Perciò “è molto importante, in caso di insorgenza di casi sostenuti da queste varianti, intervenire in maniera tempestiva e radicale per contenerle. Questo sta avvenendo in molte Regioni, ma è un richiamo a cui tutti dobbiamo essere estremamente sensibili”, ha ammonito Brusaferro. “Continua in maniera significativa la decrescita dei focolai nelle strutture assistenziali e nelle Rsa”, che sono state “uno dei primi obiettivi nel piano di vaccinazione” in Italia, “mentre vengono segnalati alcuni focolai presso le strutture ospedaliere”. Il fenomeno dei focolai negli ospedali, conclude, “può essere dovuto anche all’incidenza di nuove varianti”. “Non soltanto quella inglese”, che comunque in base all’ultima indagine condotta aveva “un 54% di prevalenza al 18 febbraio, e certamente oggi è largamente circolante come maggioritaria nel nostro Paese”.

“Nella fascia d’età tra 0-19 anni c’è una ricrescita” dei casi di Covid-19 “che va confermata, ma comunque c’è una ricrescita dei casi in tutte le fasce d’età”. Sul tracciamento dei positivi, “sostanzialmente – ha spiegato – ci siamo dati come soglia, per poter garantire il tracciamento, i 50 casi per 100mila abitanti”. “In questo caso – ha analizzato l’esperto – ci avviciniamo a un’altra soglia che è la soglia d’allarme dei 250 casi per 100mila abitanti, rispetto alla quale bisogna prendere dei provvedimenti di mitigazione”. E infatti, ha argomentato Brusaferro, “cinque regioni, nella valutazione di questo report, hanno superato la soglia dei 250 casi per 100mila abitanti, altre la raggiungeranno nel corso della settimana corrente. Sei regioni sono a rischio alto, 9 a rischio moderato”. “I casi crescono in tutte le Regioni, nella provincia di Bolzano e in Umbria c’è una decrescita significativa che però si mantiene ancora a livelli molto alti sopra i 500 casi per 100mila in 15 giorni. Il dato significativo è che queste regioni hanno adottato zone rosse”. Capitolo scuola: “Censire che in una certa fascia età c’è una crescita dei casi è un elemento di preoccupazione e bisogna intervenire per far sì che le probabilità di trasmissione si riducano.

Questi sono i dati che abbiamo e su cui si sono basate le scelte adottate” sottolinea Brusaferro, ribadendo come siano necessarie le misure adottate in merito alle scuole. “Intanto si parla di didattica a distanza e non di chiusura delle scuole – ha puntualizzato durante la conferenza stampa al ministero della Salute sul monitoraggio settimanale dell’andamento di Covid-19 in Italia – Sappiamo che il contesto intrascolastico è bene organizzato. Ma questa è una popolazione” che non frequenta solo le aule, ma “attività socializzanti nel periodo post scolastico. Noi abbiamo un monitoraggio abbastanza stretto per fasce d’età e su dove avviene il contagio. E sappiamo che al momento avviene soprattutto a livello familiare. Vuol dire che le persone che viaggiano, lavorano, vanno a scuola, poi facilmente tornando a casa trasmettono il virus. E’ un elemento importante”.

“Pesare i singoli elementi può essere difficile – ammette – In questa fase”, però, si vede che “alcune fasce d’età che nella fase autunnale erano relativamente meno colpite hanno un numero di positività in crescita. Questo non vuol dire che sviluppino necessariamente patologia, ma contraendo l’infezione sicuramente possono trasmetterla. E il dato mostra una crescita” dei casi in queste fasce d’età più giovani. “Credo che – ha concluso Brusaferro – questo elemento che abbiamo censito e l’avvicinamento alla soglia dei 250 casi per 100mila abitanti rappresenti un elemento di grande allerta. Alcune Regioni hanno anche richiesto, motivandolo con una situazione epidemiologica particolare, di inasprire le misure nel loro contesto e mi pare positivo. Ci può aiutare ad affrontare meglio la fase dell’epidemia che tocca almeno i prossimi due mesi”.

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