18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 17:24:06

Cronaca News

Anche rapine per finanziare il gruppo

foto di blitz Taros
Blitz Taros

Per finanziare l’attività dell’associazione mafiosa portata alla ribalta dal blitz Taros, alcuni esponenti del gruppo criminale non esitavano a perpetrare rapine a mano armata. A due degli arrestati gli investigatori hanno contestato anche un paio di episodi criminosi e la detenzione di armi da sparo. Stando alla ricostruzione degli investigatori, gli episodi criminosi, uno consumato e l’altro tentato, sono avvenuti a San Giorgio Jonico, ai danni di esercizi commerciali. Il primo, ad aprile del 2016, all’interno del centro commerciale “Penny Market” in cui due individui, armati di fucile e pistola e col volto coperto dal casco integrale, arrivati a bordo di una moto, hanno fatto irruzione con le armi in pugno.

Sotto la minaccia di aprire il fuoco, hanno costretto i cassieri a consegnare loro la somma di denaro presente in cassa, 800 euro. Analogo colpo, i due presunti rapinatori hanno tentato di mettere a segno ai danni del centro commerciale “Stock Italia”. Identico, secondo la tesi investigativa, il modus operandi: sono piombati a bordo di una moto, col volto camuffato dal casco e armati di fucile. In quest’ultimo caso, però, gli è andata male perché non sono riusciti a portare a termine il colpo.

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