11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 08:18:52

Cronaca News

Blitz Taros, un patto per eleggere due candidati

foto di Il blitz dei carabinieri per l'operazione Taros - foto Francesco Manfuso
Il blitz dei carabinieri per l'operazione Taros - foto Francesco Manfuso

L’azione investigativa dei carabinieri ha consentito di cristallizzare i tentativi di infiltrazione del presunto clan Agosta nelle amministrazioni locali al fine di condizionarne i processi decisionali. Sono state poste in essere le tipiche condotte di scambio elettorale politico – mafioso. Le indagini e hanno messo in luce che il gruppo criminale in occasione delle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Leporano del 2019 avrebbe stretto un patto politico-mafioso con i candidati Daniela Vestita, moglie di Domenico Costanzo, elemento di spicco dell’organizzazione e Antonio Azzolio, in forza del quale, a fronte del sostegno elettorale i due candidati avrebbero procurato posti di lavoro e appalti a ditte di riferimento del gruppo.

Gli interessati non sono stati eletti e sono stati candidati nella lista a sostegno del candidato sindaco Iolanda Lotta, noto politico leporanese che, però, non è indagata. Un altro indagato, titolare di una stazione di servizio, avrebbe contribuito acquistando, “con la somma posta a disposizione da Azzolio, circa 650 buoni benzina da distribuire, a titolo di corrispettivo, a favore di coloro che si impegnavano a votare secondo le indicazioni del clan” e da poter spendere solo presso quel distributore. Dalle indagini sfociate nel blitz Taros è emerso che Maurizio Agosta, affiliato con la dote criminale di “sesta” (trequartini) svolgeva funzioni direttive ed organizzative della frangia che operava nel versante orientale della provincia jonica. Piero Soprano e Domenico Costanzo, affliati al clan con la dote di “seconda” (camorra) per l’accusa avrebbero provveduto personalmente al sostentamento economico e logistico della famiglia Agosta.

Per gli investigatori dell’Arma sovrintendevano alle attività illegali nei territori di Pulsano e Leporano, convocavano le riunioni con gli altri affiliati, proovvedevano alla risoluzione delle controversie sorte anche con gli appartenenti ad altre organizzazioni criminali. Si sono inoltre occupati, in occasione delle consultazioni amministrative tenutesi nel maggio del 2019 a Leporano, del proccacciamento dei voti a sostegno di una lista civica avvalendosi della fama criminale del gruppo diretto da Agosta, in nome del quale avrebbero procacciato voti a favore dei candidati Antonio Azzolio e Daniela Vestita quest’ultima moglie di Domenico, il quale, peraltro, secondo l’accusa fungeva anche da custode delle armi per conto del gruppo. Renato La Carbonara, affiliato al clan con la dote di “seconda” (camorra), considerato un “uomo d’azione” del gruppo, avrebbe fornito piena e incondizionata disponibilità all’organizzazione nella gestione degli affari del gruppo, provvedendo alla puntuale esecuzione impartite da Piero Soprano e Benito Marangiolo, nonchè detenendo armi per conto del sodalizio.

Antonio Serafino, formalmente affiliato al clan con la dote di “seconda” (camorra) prima condannato e successivamente assolto in Appello per l’omicidio di Francesco Galeandro, ricopriva i ruoli di autista personale del capo clan e di tenutario della cassa comune degli introiti del sodalizio. G iuliano Patarnelli, formalmente affiliato al clan con la dote di “seconda” (camorra) e referente per conto del gruppo a Grottaglie, con il compito di coadiuvare Piero Soprano nella gestione degli affari illeciti dell’organizzazione con riferimento anche al traffico di sostanze stupefacenti. Indagato anche Vito Nicola Mandrillo, già formalmente affiliato al clan con la dote di “quarta” (santa), uomo di massima fiducia di Agosta tanto da avere eseguito su ordine dello stesso l’omicidio di Francesco Galeandro, nonchè una serie di reati tra i quali attetati dinamitardi e incendiari. II gruppo era molto attivo nello spaccio di droga. Secondo ggli investigatori dell’Arma Antonio e Benito Marangiolo erano promotori e organizzatori dell’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Avevano compiti di decisione e pianificazione del programma criminoso, di gestione dei contatti con i fornitori delle sostanze stupefacenti (cociana da Luigi Agrosì e da Giorgio Tocci) e di supervisione delle operazioni di raccolta del denaro necessario per i rifornimenti.

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