15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 13:32:53

Cronaca News

Blitz antimafia Taros, in otto fanno scena muta. Solo uno risponde al gip

foto di Il blitz dei carabinieri per l'operazione Taros - foto Francesco Manfuso
Il blitz dei carabinieri per l'operazione Taros - foto Francesco Manfuso

LECCE – Hanno fatto scena muta dinanzi al gip del Tribunale di Lecce i primi interrogati nell’ambito della operazione Taros, condotta dai carabinieri. Si tratta di Antonio e Benito Marangiolo, Giuliano Petarnelli, Antonio Serafino, Piero Soprano, Andrea Cazzato e Alessio e Domenico Costanzo.

Ha risposto alle domande del giudice solo Luigi Agrosì il quale ha respinto le accuse. Nel collegio di difesa gli avvocati Angelo Casa, Pasquale Blasi, Gaetano Vitale, Claudio Petrone, Luigi Danucci e Biagio Leuzzi. Il blitz Taros é scattato all’alba di venerdì quando i carabinieri del Ros, col supporto dei loro colleghi del Comando provinciale di Taranto, del 6° Elinucleo di Bari, del Nucleo Cinofili di Modugno e dello Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia hanno notificato i provvedimenti restrittivi emessi dal gip del Tribunale di Lecce, dott. Giovanni Gallo su richiesta del pm antimafia, dott. Milto Stefano De Nozza. Gli arrestati rispondono a vario titolo di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, scambio elettorale politicomafioso, danneggiamenti, rapine, detenzione e porto illegale di armi e munizioni, anche da guerra, aggravati dal metodo mafioso.

Ad altre quindici persone è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. A sette indagati viene contestata la partecipazione ad associazione di tipo mafioso. Ad un indagato, che era minorenne all’epoca dei fatti, è stato notificato un provvedimento cautelare emesso dal Tribunale per i Minorenni di Taranto, per traffico di stupefacenti. I carabinieri hanno inferto un duro colpo a fondatori e appartenenti alla Sacra Corona Unita, organizzazione che affonda le proprie radici nel rapporto privilegiato con la ‘ndrangheta. Le indagini avviate nel 2018 per approfondire il contesto in cui erano maturati gravissimi episodi criminosi tra cui il triplice omicidio di Palagiano, del 17 marzo 2014 e l’omicidio di Francesco Galeandro, avvenuto a Pulsano il 22 luglio del 2016 hanno consentito di scoprire un gruppo criminale attivo principalmente tra Pulsano e Leporano, capeggiato da Maurizio Agosta e federato al clan Locorotondo di Crispiano.

Tra le attività illecite, oltre a rapine ai danni di esercizi commerciali della zona, particolare rilievo riveste quella dello spaccio di cocaina e hashish nell’area di Pulsano e Leporano, stupefacente approvvigionato nel Leccese e da gruppi legati al narcotraffico che operano nella provincia jonica nel Napoletano. “L’organizzazione mafiosa di cui è stata documentata la disponibilità di armi ed esplosivi, ha esercitato sistematiche attività di intimidazione sul territorio e ai danni di appartenenti ad altri gruppi criminali, contribuendo ad ingenerare nella comunità la tipica condizione di assoggettamento e omertà che sono cardini del metodo mafioso” hanno precisato gli investigatori dell’Arma nel corso della conferenza stampa che si è tenutta venerdì mattina nella caserma De Carolis di viale Virgilio. Contestualmente alle ordinanze di custodia cautelare notificatevenerdì scorso (undici in carcere e quattro ai domiciliari) i carabinieri hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni mobili, immobili e di rapporti bancari emesso dal Tribunale di Lecce per un ammontare di circa mezzo milione di euro.

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