23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 15:58:51

Cronaca News

A Taranto quasi cinquantamila vaccinati anti-covid

foto di Vaccini anti-covid
Vaccini anti-covid

È la sfida da vincere per battere il Covid: la campagna vaccinale rappresenta la grande speranza per mettersi alle spalle questi dodici, lunghissimi mesi. Certo: tutto sarà tranne che una sfida facile. L’assessore alla Sanità, Pier Luigi Lopalco, ha comunicato che fino alle 19.30 di domenica 7 marzo 2021 erano stati vaccinati contro il Covid-19 in totale 351.336 pugliesi, dei quali circa la metà, 178.636, devono completare la seconda dose.

Gli ultraottantenni vaccinati, sono 68.818, dei quali 5.095 hanno ricevuto la seconda dose. I vaccinati totali per provincia sono: Bari 111.540 (hanno ricevuto la seconda dose: 28.783), Bat 27.984 (hanno ricevuto la seconda dose: 7.035), Brindisi 29.963 (seconda dose: 7263), Foggia 60.487 (seconda dose 15.154), Lecce 72.912 (seconda dose: 17.201), Taranto: 48.450 (seconda dose: 10.914). “Abbiamo somministrato – sottolinea Lopalco – oltre l’85% dei vaccini ricevuti. Per usare la scorta da conservare per le seconde dosi, si sta facendo un lavoro certosino di programmazione delle seconde dosi. Siamo fra le regioni italiane che sta utilizzando più velocemente tutte le consegne. A partire dai prossimi giorni l’accordo con i medici di famiglia permetterà la vaccinazione degli over 80 che hanno richiesto la vaccinazione domiciliare: i medici contatteranno direttamente i loro assistiti appena saranno pronti, i pazienti quindi non li devono chiamare.

A domicilio opereranno sia i medici di medicina generale che quelli della continuità assistenziale e dei dipartimenti di prevenzione. Nel frattempo, si stanno per terminare le vaccinazioni degli operatori scolastici e del personale sanitario. Grandi hub per la vaccinazione di massa sono in corso di allestimento e saranno completamente operativi quando arriveranno le quantità di vaccini necessarie: in Puglia si sta lavorando per vaccinare subito, senza tenere le scorte in frigorifero. Confidiamo sia nella capacità di resistenza dei pugliesi nel seguire le regole anticovid che nell’arrivo di grandi quantità di vaccini da distribuire”. È stato chiuso nei giorni scorsi l’accordo tra Regione Puglia e le rappresentanze sindacali della medicina generale per il coinvolgimento dei medici di famiglia nella campagna vaccinale. L’accordo definisce le modalità operative, attraverso l’adozione di un modello organizzativo flessibile che prevede l’intervento dei medici di medicina generale per la somministrazione del vaccino in ambulatorio, presso le strutture vaccinali o a domicilio, in modo da andare incontro ai bisogni dei soggetti fragili. Saranno i medici a chiamare i propri pazienti, in base alle priorità definite dal piano nazionale vaccini.

“La medicina di famiglia ha dato la propria disponibilità fin dall’inizio, anche su base volontaria per la campagna vaccinale. L’accordo di oggi definisce, com’era doveroso, gli aspetti logistici e operativi” – commenta Donato Monopoli, Segretario Fimmg Puglia – “Facciamo un appello a tutti i cittadini a non chiamare il proprio medico, per evitare di costringere gli ambulatori a gestire le telefonate. Il tempo in questo momento è particolarmente prezioso. Chiediamo a tutti quindi di attendere pazientemente: il vostro medico vi contatterà in base ai criteri di priorità definiti a livello nazionale”. “Ringrazio a nome di Fimmg Puglia l’Assessore Lopalco e il Direttore Montanaro per aver voluto coinvolgere la medicina generale quale valore aggiunto per il successo della campagna vaccinale e per aver saputo fare sintesi tra esigenze organizzative dei medici, bisogni dei cittadini e necessità logistiche della campagna” conclude Monopoli. La consigliera del M5s Antonella Laricchia da parte sua ha depositato una interrogazione indirizzata all’assessore alla Sanità Pier Luigi Lopalco per chiedere chiarimenti sulle vaccinazioni a domicilio per gli ultraottantenni.

Lo scorso 15 febbraio Le Asl hanno aperto le prenotazioni per il vaccino Covid-19 riservate alle persone con almeno 80 anni, effettuate nella Asl di residenza o domicilio. Per le persone non autosufficienti c’è la possibilità di richiedere la somministrazione a domicilio tramite farmacia o Cup. Sul sito della Regione Puglia si legge che “La data di prenotazione potrà essere suscettibile di variazione in base alla disponibilità dei vaccini. In tal caso si verrà ricontattati”. “Mi sono giunte numerose segnalazioni – dichiara Laricchia – in cui è evidenziato che nel cedolino di ricevuta della prenotazione non fosse specificato che che la data fosse solo indicativa e che si sarebbe stati ricontattati, tantomeno chi aveva prenotato il vaccino ha ricevuto la comunicazione di annullamento dell’appuntamento domiciliare. In tanti poi si sono visti negare anche la possibilità di prenotare la vaccinazione domiciliare”. Secondo la Fondazione Gimbe la percentuale di ultraottantenni pugliesi che ha completato il ciclo vaccinale è dell’1,7 %, sotto la media italiana del 2,3 %. Le maggiori difficoltà riguardano le vaccinazioni per gli anziani a domicilio, ancora totalmente ferme. “Ci risulta – continua Laricchia – che le prenotazioni per la vaccinazione domiciliare siano chiuse da settimane e né le farmacie né i Cup abbiano ricevuto informazioni in merito. Quello che chiedo nell’interrogazione è di conoscere le motivazioni che hanno portato ad annullare le prenotazioni prese senza avvisare gli interessati e a chiudere alle nuove e quando si intenda riaprire le prenotazioni per i vaccini domiciliari, anche online, in modo da poter avere un quadro più chiaro delle dosi necessarie e già pronta una mappatura delle persone da vaccinare. Parliamo di una questione per cui è indispensabile la massima chiarezza e i cittadini ultra ottantenni e le loro famiglie non possono continuare a brancolare nel buio”.

Nel contempo, arriva il via libera del ministero della Salute all’utilizzo del vaccino anti-Covid di AstraZeneca anche nei soggetti sopra i 65 anni di età, esclusi però i soggetti “estremamente vulnerabili” per particolari patologie. Lo prevede la circolare “Utilizzo del vaccino Covid-19 Vaccine Astrazeneca nei soggetti di età superiore ai 65 anni” firmata dal direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza. “Ulteriori evidenze scientifiche resesi disponibili – si spiega nella circolare del ministero della Salute – non solo confermano il profilo di sicurezza favorevole relativo al vaccino ma indicano che, anche nei soggetti di età superiore ai 65 anni, la somministrazione del vaccino di AstraZeneca è in grado d’indurre significativa protezione sia dallo sviluppo di patologia indotta da Sars-CoV-2, sia dalle forme gravi o addirittura fatali di Covid-19”.

Sulle basi di tali considerazioni, si sottolinea, “anche in una prospettiva di sanità pubblica connotata da limitata disponibilità di dosi vaccinali e alla luce della necessità di conferire protezione a fasce di soggetti più esposti al rischio di sviluppare patologia grave o addirittura forme fatali di Covid-19, il gruppo di lavoro su Sars-CoV-2 del Consiglio Superiore di Sanità ha espresso parere favorevole a che il vaccino AstraZeneca possa essere somministrato anche ai soggetti di età superiore ai 65 anni”. Tale indicazione, precisa il ministero, “non è da intendersi applicabile ai soggetti identificati come estremamente vulnerabili in ragione di condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici o per patologia concomitante che aumenti considerevolmente il rischio di sviluppare forme fatali di Covid-19”. In questi soggetti, si conferma dunque l’indicazione a un uso preferenziale dei vaccini a Rna messaggero.

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