14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Aprile 2021 alle 15:33:27

Cronaca News

Dodici mesi fa scattava il primo lockdown

Taranto al tempo del covid-19 – Foto Fabrizio Pastore
Taranto al tempo del covid-19 – Foto Fabrizio Pastore

Quando tutto questo sarà finito, quando il Covid uscirà dalle pagine di cronaca per entrare nei libri di Storia, magari lo chiederemo gli uni agli altri: “tu dov’eri, la sera di quel 9 marzo?”. Non ci sarà bisogno di indicare l’anno, perchè – come il 2001 per l’11 Settembre – anche il 2020 diventerà un semplice corollario per quella data, “9 Marzo”. Il virus circolava già, in Italia. Anche in provincia di Taranto erano stati registrati i primi casi. Ma da quella sera abbiamo imparato a conoscere una parola dal suono duro, “lockdown”. Che in queste ore, 12 mesi dopo, sta tornando d’attualità. «Stop agli spostamenti, scuole chiuse fino al prossimo 3 aprile, blocco di ogni manifestazione sportiva, compresi i campionati di calcio.

Da oggi ci sarà l’Italia zona protetta, le misure già previste dal Dpcm dello scorso 8 marzo saranno valide sull’intero territorio nazionale»: se mai sono esistite parole drammatiche sono state quelle pronunciate attorno alle 21 dall’allora presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Lo «scorso 8 marzo»: ventiquattr’ore prima. La realtà correva veloce. Il 10 marzo le misure diventeranno operative. «Siamo consapevoli di quanto sia difficile modificare le nostre abitudini. Ma purtroppo non c’è tempo. I numeri ci dicono di una crescita importante dei contagi, dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi. Ai loro cari va la vicinanza di tutti gli italiani. Le nostre abitudini vanno cambiate ora. Dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia, e lo dobbiamo fare subito.

Adotteremo misure più forti per contenere il più possibile l’avanzata del coronavirus e per tutelare la salute di tutti i cittadini», ancora parole di Conte. «Sto per firmare un provvedimento che potrei definire così: #iorestoacasa. Non ci saranno più “zona rossa” o “zona 1 e zone 2”, ci sarà solo l’Italia zona protetta. Saranno quindi da evitare spostamenti su tutto il territorio nazionale a meno che non siano motivati da ragioni di lavoro, necessità o salute. Estenderemo tutte le misure già previste dal Dpcm dello scorso 8 marzo su tutto il territorio nazionale. Inoltre – concludeva Conte – aggiungiamo anche un divieto degli assembramenti sia all’aperto che nei locali chiusi. Sono costretto ad intervenire in maniera decisa per tutelare la salute dei tutti e in particolare quella dei più fragili». Il resto è cronaca, che raccontiamo tutti i giorni. Diventerà Storia. Queste alcune pagine di quei primi giorni di lockdown.

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