11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 08:18:52

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Il tesoretto di Specchia al Museo Archeologico

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Il tesoretto di Specchia al Museo Archeologico

Si è aggiunto un tesoretto all’immenso tesoro del Museo Archeologico Nazionale di Taranto alias MArTA. Sono duecentoquattordici monete d’argento risalenti al III secolo a.C. Per l’esattezza si tratta di duecentoundici stateri della zecca tarentina, due stateri di “Heraclea Lucaniae” e un divisionale che presenta tipi e peso apparentemente avvicinabili a quelli delle dracme tarentine. Proprio un bel gruzzolo ritrovato per caso da alcuni operai il 9 ottobre del 1952 in quel di Specchia (Lecce), antico territorio della Messapia d’un tempo, custodito nel nostro Museo in tutti questi anni e, dopo uno scrupoloso restauro, finalmente esposto, moneta su moneta, e protetto in una teca al secondo piano del Museo. Ora un catalogo, pubblicato da Claudio Grenzi di Foggia, illustra nei particolari le peculiarità delle monete contestualizzate in quel secolo turbolento che vide Tarentini e Messapi dover affrontare l’esondanza di Roma nei nostri territorî magnogreci, senza parlare della guerra contro Annibale.

Per inciso, gli stateri tarentini sono caratterizzati dalla presenza di un cavaliere su una faccia e di una figura maschile a cavallo del delfino sull’altra. Questa figura maschile, ovviamente, è riconducibile a Taras, eroe eponimo della nostra città. Titolo del catalogo: “Taranto e la Messapia tra IV e III secolo a.C. Il tesoretto di Specchia al Museo Archeologico Nazionale di Taranto- a cura di Eva Degl’Innocenti”. Eccellente per impaginazione, testi e corredo fotografico, il catalogo è un autentico “must” che non può mancare nella biblioteca di bibliofili e umanisti.

L’edizione e il restauro del tesoretto– leggo nel colophon- sono stati oggetto di sponsorizzazione tecnica da parte del Lions club Taranto Poseidon il cui guidoncino rosso e blu, con il logo del club intestato a Poseidon, spicca sulla pagina bianca. La restituzione del tesoretto di Specchia alla comunità è, infatti, il risultato, nato sotto una felice congiunzione tra privato e pubblico, di un progetto ideato dalla direttrice del MArTa Eva Degl’Innocenti che, in nome di un mecenatismo moderno, sta proponendo l’adozione dei tanti tesori sconosciuti ai profani e custoditi nei depositi del museo: tutta una miniera aurifera di tesoretti monetali da restaurare e far tornare alla luce per essere studiati e per suscitare la colta meraviglia in chi nel passato trova la memoria che conferisce l’ orgoglio dell’identità. “Adotta un tesoretto”: il Lions club Taranto Poseidon, meritevole di aver sponsorizzato negli anni passati altre operazioni di restauro di beni culturali, ha colto l’invito ed è arrivato primo al traguardo che si era proposto, pur tra le tante difficoltà immaginabili affrontate nell’ “annus horribilis” ormai trascorso.

“L’adozione” del tesoretto di Specchia – ha scritto in catalogo Eva Degl’Innocenti- ha permesso di svolgere un’attività completa, dalla pulitura e dal restauro allo studio, alla documentazione e alla valorizzazione, grazie alla co-progettazione con la comunità. L’esposizione delle 214 monete consente pertanto la pubblica fruizione di un documento numismatico archeologico di grande importanza all’interno del ricco medagliere del museo di Taranto”. Questo medagliere davvero straordinario ospita, spiega Eva Degl’Innocenti, più di ventimila esemplari (fra tesoretti, monete provenienti da scavi, esemplari sporadici, sequestri, donazioni) recuperati in un’area che interessa l’intera Puglia ed alcune regioni vicine, ma che è focalizzata soprattutto su Taranto e la sua provincia. Va da sé che un patrimonio numismatico così ricco è oggetto di una intensa attività di studio e ricerca. A spiegare le finalità dell’operazione è la presidente del Lions club Taranto Poseidon, Maria Rosaria Basile, medico e umanista, nella sua nota di presentazione in catalogo: “Il Lions club Taranto Poseidon opera sul territorio da oltre trent’anni, attento ai bisogni della città e fedele al suo impegno socio culturale. Convinti che Taranto con la sua storia millenaria debba continuare a vivere e che la cultura sia una risorsa indispensabile per lo sviluppo del territorio, abbiamo rivolto la nostra attenzione ai beni culturali.

E’ nato così il progetto di sponsorizzare il “Recupero del Tesoretto monetale di Specchia (Lecce)” conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto, restituendolo alla città. Avendo avuto il privilegio di seguire alcune fasi del restauro operato con passione e competenza dal dottor Giuseppe Sarcinelli, sono rimasta affascinata dalla suggestione che le monete trasmettono. Ho provato il desiderio irresistibile di toccarle, seguirne la forma, tenerle nel palmo della mano. Il forte senso di appartenenza e lo spirito di collaborazione che caratterizza il nostro club è stato un sostegno prezioso per superare le difficoltà incontrate.

Ringrazio la Direttrice del MArTA, dottoressa Eva Degl’Innocenti che con la sua sensibilità e professionalità ha accolto la nostra richiesta, i Funzionari, in particolare il dottor Luca Di Franco, nostro referente, che ci hanno aiutati da un punto di vista tecnico amministrativo nella realizzazione del progetto”. Fascino stregante del tesoretto: ha proprio ragione la dottoressa Basile. Il valore delle monete è inestimabile perché a esse sono legate la storia e tante piccole storie di speranze, ansie, cupidigie, progetti. Le monete erano frutto di un faticoso lavoro o di sfruttamento? Erano un peculio familiare? Chi era l’ultimo proprietario o l’ultima proprietaria? Non lo sappiamo e non lo sapremo mai. Sappiamo solo che questo signore o questa signora senza volto di tanti secoli fa aveva nascosto le sue preziose monete in un’anforetta di terracotta sotto il pietrame, in una zona lontana dai centri abitati; trovò un nascondiglio certamente sicuro (tant’è che è stato scoperto dopo ben oltre duemila anni), nella convinzione di recuperarlo in tempi migliori, dopo il periodo di guerra fra Roma, Taranto e la Messapia.

La fantasia vola. A puntellare fantasia e curiosità sono i saggi degli archeologi contenuti nel catalogo. Puntiamo allora la lente d’ingrandimento sul catalogo pubblicato da Grenzi e leggiamo i saggi. Il primo è di Grazia Semeraro che mette a fuoco “La Messapia fra IV e III secolo a.C. Contesti archeologici e paesaggi culturali”. Segue il saggio di Lorenzo Mancini su “Taranto e l’affermazione del linguaggio ellenistico in Messapia. Considerazioni sull’architettura funeraria e gli spazi del sacro”. “Il tesoretto di Specchia 1952. Storia del rinvenimento e contesto topografico” è il saggio firmato da Luca Di Franco, infine Giuseppe Sarcinelli, che ha restaurato le monete, ha spiegato le circostanze del rinvenimento, le caratteristiche delle monete e le modalità dell’intervento di restauro. Il saggio s’intitola “Monete in Messapia tra Taranto e Roma. Il tesoretto di Specchia, catalogo e interpretazione”.

Sfogliando il catalogo viene spontaneo pensare che è stato davvero fortunato l’incontro al vertice fra due donne intelligenti, la dottoressa Basile e la dottoressa Degl’Innocenti, che hanno subito stabilito fra loro un arco voltaico . “ La restituzione alla comunità del tesoretto monetale di Specchia (Le) -scrive infatti Eva Degl’ Innocenti nel catalogo – grazie alla sua pubblica fruizione e soprattutto alle attività di studio, ricerca, conservazione e valorizzazione ad esso dedicate, è simbolo e risultato della sinergia tra pubblico e privato, tra il Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA e il Lions Club Taranto Poseidon, nonché espressione del forte impegno socio-culturale del suo presidente Maria Rosaria Basile e dei suoi soci. Il progetto “Adotta un tesoretto”, ideato dalla Direzione del MArTA – che ha invitato cittadini, associazioni e imprese ad “adottare” un tesoretto “mai visto” del medagliere del Museo – è stato realizzato grazie alla partecipazione attiva e alla sponsorizzazione tecnica del Lions Club Taranto Poseidon che ha finanziato l’intero intervento di restauro, studio, documentazione fotografica e valorizzazione. Oltre al previo lavoro di conservazione, la successiva pubblicazione del catalogo e l’esposizione delle monete coronano l’impresa di restauro del tesoretto permettendone la valorizzazione”.

Allora, in quest’ottica, il Lions Poseidon può essere stato capofila di un’operazione che ci auguriamo ad ampio respiro. Dice bene Eva Degl’Innocenti che guarda lontano e in profondità: “Auspichiamo che il percorso di adozione dei tesoretti del MArTA possa proseguire con sempre maggiori adesioni, a testimonianza del legame che unisce il territorio alla propria identità e al bene comune”. Perché la cultura è l’unica speranza di futuro; senza cultura non c’è passato, non c’è futuro; c’è solo memoria breve e con la memoria breve il vuoto si spalanca davanti come un enorme buco nero…

Josè Minervini

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