23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 14:25:17

Cronaca News

Il Sindaco Melucci: «Il virus avanza ecco le nuove misure»

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Il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci

Il virus a Taranto avanza velocissimo e, con un nuovo provvedimento, valido da oggi 10 marzo e fino a tutto il prossimo 28 marzo, il sindaco Rinaldo Melucci ha varato una serie di misure per arginare gli effetti della pandemia. L’ordinanza numero 7, firmata ieri dal primo cittadino, prevede alcune restrizioni che integrano quanto disposto dal Dpcm del 2 marzo scorso. Nel dettaglio, il provvedimento dispone il divieto di consumazione di alimenti e bevande su suolo pubblico dalle 18 alle 5 del giorno successivo. Nella stessa fascia oraria vige il divieto di asporto di bevande alcoliche da tutti gli esercizi di ristorazione e affini. L’ordinanza prevede anche la chiusura dei distributori automatici di alimenti e bevande (i cosiddetti H24), sempre dalle 18 alle 5 del giorno successivo.

Tale prescrizione non è prevista per le cosiddette “casette dell’acqua”, i distributori automatici di tabacchi e carburante e i distributori presenti in farmacie, parafarmacie, uffici caserme e strutture sanitarie. Vengono sospesi anche i mercati settimanali su area pubblica allestiti di domenica o nei giorni festivi. Ogni sabato, domenica e giorni festivi, invece, è stata disposta la chiusura dei cimiteri cittadini. Dalle 18 alle 5 del giorno successivo, inoltre, saranno chiusi parchi e giardini pubblici, compresa la passeggiata sulla scarpata di lungomare Vittorio Emanuele II, salvaguardando l’esercizio delle attività commerciali al loro interno secondo le indicazioni del Dpcm. Ogni venerdì, sabato e domenica, infine, dalle 18 alle 5 del giorno successivo è previsto il divieto di stazionamento in via D’Aquino, via Di Palma, via Regina Margherita, viale Liguria, corso Vittorio Emanuele II (Talsano) e in piazza Garibaldi, piazza Giovanni XXIII, piazza della Vittoria, piazza Maria Immacolata, piazza Bettolo, piazzale Bestat, piazza Medaglie d’Oro, piazza Sicilia, piazza Masaccio, piazza Lo Jucco e piazza Spina. Resta consentito attraversare queste aree per raggiungere il proprio domicilio o i luoghi che vi si affacciano.

«L’adozione di questo provvedimento – le parole del primo cittadino – si è resa necessaria perché abbiamo registrato comportamenti che non rispondono alla contingente necessità di prestare massima attenzione. Le varianti hanno reso il contagio più rapido e mai come ora bisogna osservare diligentemente le buone prassi: distanziamento, mascherina, igiene frequente delle mani. Le misure che abbiamo previsto con l’ordinanza sono un’arma in più, ma i cittadini devono fare la loro parte». Nella mattinata di ieri, prima dell’emanazione dell’ordinanza, si era tenuta la nuova Conferenza degli amministratori ionici in seno ad Asl, presieduta dallo stesso sindaco del capoluogo Rinaldo Melucci e alla presenza dell’Assessore alla Sanità Pierluigi Lopalco, del responsabile della cabina di regia regionale Michele Conversano, del direttore della Asl Taranto Stefano Rossi. Unico ordine del giorno lo stato del piano vaccinale in Puglia, e in particolar modo nella Provincia di Taranto, attraverso l’analisi dei numeri riferibili alle prime fasi stabilite a livello nazionale (cioè, operatori sanitari e delle RSA, forze dell’ordine, persone particolarmente fragili, over 80, operatori scolastici, servizi essenziali), l’analisi dell’andamento attuale delle forniture dei diversi vaccini, l’analisi dell’auspicato impatto della convenzione appena firmata con gli operatori di medicina generale sul territorio, nonché l’analisi del funzionamento della rete logistica allestita presso i singoli comuni. «Siamo in una fase assai delicata, anche per effetto delle nuove varianti del virus – ha dichiarato il Sindaco di Taranto al termine della importante videoconferenza.

Tutti i luoghi e i mezzi pubblici sono soggetti a periodica sanificazione e le procedure di vaccinazione procedono in maniera efficiente, ma scontiamo la limitatezza delle forniture, confidiamo che nelle prossime settimane la situazione possa migliorare da questo punto di vista. L’obiettivo sarebbe quello di vaccinare a regime fino a 40 mila cittadini pugliesi ogni giorno, il che significherebbe vaccinare in maniera massiva tutti nell’arco di pochi mesi. Stiamo monitorando costantemente sia la curva dei contagi che questa criticità delle forniture insieme a tecnici e sanitari. Tuttavia, registriamo ancora comportamenti non in linea con la prevenzione raccomandata e le nostre terapie intensive stanno tornando rapidamente a saturarsi. Non possiamo che esortare tutti i cittadini ionici ad una maggiore attenzione, soprattutto nell’evitare gli assembramenti ai quali abbiamo assistito negli ultimi giorni. Dobbiamo fare in modo, anche per il nostro sistema economico, che la fase più difficile della pandemia non si protragga nel tempo a causa di negligenza e superficialità. Per questo nelle prossime ore il capoluogo adotterà nuove strette su aree e orari e tutta la Provincia è destinata a cambiare colore nei prossimi giorni». E poche ore dopo, in effetti, è arrivata l’ordinanza. Nel frattempo, i dati sul contagio confermano la situazione più che complessa che si vive nel Tarantino.

Ieri martedì 9 marzo in Puglia sono stati registrati 10732 test per l’infezione da Covid-19 coronavirus e sono stati registrati 1.286 casi positivi: 524 in provincia di Bari, 109 in provincia di Brindisi, 67 nella provincia Bat, 171 in provincia di Foggia, 147 in provincia di Lecce, 256 in provincia di Taranto, 3 casi di residenti fuori regione, 9 casi di provincia di residenza non nota. Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 1.637.604 test. 117.371 sono i pazienti guariti. 35.805 sono i casi attualmente positivi. Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 157.337 così suddivisi: 60.894 nella Provincia di Bari; 16.314 nella Provincia Bat; 11.544 nella Provincia di Brindisi; 30.873 nella Provincia di Foggia; 13.557 nella Provincia di Lecce; 23.333 nella Provincia di Taranto; 614 attribuiti a residenti fuori regione; 208 provincia di residenza non nota. Tre i nuovi decessi comunicati dalla Asl, tutti al Moscati.

Lockdown nel weekend con nuove restrizioni come a Natale, zona gialla rafforzata e zona rossa locale con misure, divieti e regole più severe e più stringenti per arginare la diffusione del coronavirus sono intanto alcune delle indicazioni che, a quanto si apprende, il Cts ha messo nero su bianco al termine della riunione di ieri mattina, organizzata su impulso del governo, proprio per valutare nuove misure di contenimento in un quadro complicato dalle varianti del covid. Urge velocizzare la trasmissione dei dati per evitare di fare valutazioni su dati vecchi, un’altra delle indicazioni del Cts a quanto si apprende: per poter applicare la soglia dei 250 casi ogni 100mila abitanti per far scattare la zona rossa, secondo quanto avrebbero spiegato gli esperti del Comitato, è infatti necessario velocizzare la trasmissione dei dati così da avere un’incidenza più rispondente al periodo che si sta valutando e non corrispondente a due settimane prima. Per il Cts c’è inoltre l’esigenza di ridurre l’incidenza per consentire un rapido contact tracing, mentre tra le indicazioni in considerazione della crescita dei nuovi contagi ci sono quelle di porre un’attenzione importante sulla vaccinazione e potenziare il sequenziamento per l’identificazione delle varianti virali. Sono 19.749 i contagi da coronavirus rilevati in Italia ieri martedì 9 marzo, secondo i dati del bollettino della Protezione Civile pubblicato dal ministero della Salute.

Altri 376 i morti, un dato che porta a 100.479 il totale dei decessi dall’inizio dell’epidemia di covid 19. Nelle ultime 24 ore sono stati processati 345.336 tamponi, con un tasso di positività al 5,7%. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono ora 2.756, in aumento di 56 unità rispetto alle 24 ore precedenti. I ricoverati con sintomi salgono a 22.393 (+562). Sono 3.101.093 i casi totali di Covid in Italia dall’inizio della pandemia, mentre il totale dei dimessi/guariti sale a 2.521.731. La regione che ha fatto segnare l’incremento più alto dei casi nelle ultime 24 ore è la Lombardia con 4.084 nuovi positivi. A fare una stima dei tempi per un ritorno alla normalità è stato Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute. “Abbiamo recentemente messo a punto insieme all’Istituto superiore di sanità (Iss) e la Fondazione Bruno Kessler un modello matematico per cercare di capire, se noi vacciniamo a un certo ritmo, quando riusciremo a tornare a una ‘pseudo normalità’ nello stile di vita” dice durante l’audizione informale in Commissione Igiene e Sanità del Senato sul tema dei vaccini anti-Covid. “Ebbene, se ipotizziamo ci sia protezione dall’infezione e non solo dalla malattia” con i vaccini anti-Covid, “se assumiamo una durata dell’immunità di 2 anni e nessun rilassamento per ora delle misure di distanziamento, vaccinando circa 240mila persone al giorno riusciamo nel giro di 7-13 mesi probabilmente a tornare a uno stile di vita” prepandemico, “che ci permetta di riaprire buona parte delle attività”.

“E’ chiaro che questo deve essere condizionato – spiega – dal fatto che riusciamo a stabilire un numero quotidiano di vaccinazioni elevato e mantenere in questo momento una fase di contenimento e mitigazione dell’epidemia e quindi ottenere il risultato nel giro di un certo periodo di tempo. Oggi i vaccini stanno aumentando, non disperiamo di averne altri nel giro di pochi mesi. Il numero di dosi disponibili aumenterà certamente nella seconda metà del trimestre 2021 e dovremmo essere molto attivi e ben organizzati per dare un’accelerazione alla campagna, perché le dosi saranno molte di più rispetto al primo trimestre”.

1 Commento
  1. Monica 1 mese ago
    Reply

    Ordinanza ridicola. La mandria di gente che passeggia in centro continuerà a farlo poiché non staziona, tutti i fumatori continueranno a fumare e quindi a tenere mascherine abbassate poiché si è vietato mangiare e non fumare, molto più pericoloso ed inutile. Chiudiamo i cimiteri la domenica e consentimi le messe, sempre piene di gente in luoghi chiusi, i funerali con gente fin fuori alle chiese. Non finirà mai, se non quando saremo tutti vaccinati, mai appunto.

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