18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 12:17:53

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Premio Leogrande, si entra nel vivo con “Verità contagiose”

foto di Verità contagiose
Verità contagiose

La V edizione del Premio Alessandro Leogrande entra nel vivo con Verità contagiose, le interviste ai cinque concorrenti in gara condotte da Marino Sinibaldi e trasmesse in diretta streaming sulla pagina facebook dei Presìdi del Libro. Dal 15 al 19 marzo, ogni giorno alle ore 18, gli autori delle inchieste narrative selezionate al Premio discuteranno di temi di grande attualità insieme al direttore di Radio3 Rai e ai colleghi che li hanno candidati.

Si comincia il 15 marzo con Paolo Pileri, ordinario di Urbanistica al Politecnico di Milano, e il suo Progettare la lentezza (People), un elogio dei tempi lenti ed un invito al recupero di abitudini antiche che, contrariamente ai modelli dominanti nella società globale, dovrebbero indurre una nuova visione politica capace di rilanciare l’economia attraverso un progetto sostenibile del territorio. Il 16 marzo toccherà a Francesca Nava, la prima giornalista italiana a indagare sull’epidemia di Covid-19 a Bergamo e sulle tragiche conseguenze della mancata zona rossa di Alzano Lombardo e Nembro. L’inchiesta che ne scaturisce è Il focolaio (Laterza) che mette a nudo tutte le fragilità di un sistema che si credeva infallibile ed eccellente.

Giampiero Calapà sarà l’ospite del 17 marzo con A un passo da Provenzano (Utet) che indaga trent’anni di storia italiana aggiungendo un altro tassello a quel mosaico di segreti, trame, e misteri che sono stati gli anni novanta delle stragi e della trattativa Stato-mafia, un mosaico che dopo più di vent’anni attende ancora di essere decifrato nella sua interezza. La rivolta per Reggio Calabria capoluogo è protagonista dell’incontro del 18 marzo con Gianfrancesco Turano.

In Salutiamo, amico (Giunti) l’autore ci immerge in una Calabria degli anni 70, a margine del progresso, governata da un complicato ingranaggio che tiene insieme eversione nera, cosche mafiose, massoneria e apparati dello Stato. La speranza è nei giovani e i protagonisti, due tredicenni amici come si può essere solo a quell’età, sapranno farla valere. Conclude la rassegna l’incontro del 19 marzo con Nicola Lagioia, autore de La città dei vivi (Einaudi) che indaga un efferato caso di cronaca, l’omicidio Varani, interrogandosi su valori e senso di responsabilità.

Lagioia intervista i protagonisti, raccoglie documenti e testimonianze, intrattiene un carteggio con uno dei due colpevoli. Mettersi sulle tracce del delitto significa anche affrontare una discesa nella notte di Roma, una città invivibile eppure traboccante di vita, stravolta dalla corruzione, dalle droghe, ma al tempo stesso capace di far sentire libero chi ci vive come nessun altro posto al mondo. Intanto, è stato presentato in Presidenza regionale il Premio Letterario “Stefano Fumarulo”. Sono intervenuti il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il sindaco di Bari Antonio Decaro, il garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà Stefano Rossi e il presidente dell’associazione Falcone, Corrado Berardi In occasione dei 25 anni dalla sua nascita, l’Associazione “Giovanni Falcone” ha infatti organizzato il Premio Letterario Fumarulo, dedicato alla memoria del dirigente regionale Stefano Fumarulo, scomparso prematuramente nell’aprile del 2017.

Un progetto nato circa tre anni fa grazie al presidente Corrado Berardi, al segretario Antonio Fioretti, scomparso pochi giorni fa e al Garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive delle libertà, il dott. Piero Rossi. Stefano Fumarulo ha sempre dedicato la sua vita alla lotta alla criminalità, oltre ad aver lottato a fianco delle persone più deboli contro il caporalato e ogni tipo di mafia, sia personalmente che in qualità di dirigente regionale, unendo professionalità e rigore tecnico. Proprio per questo motivo si è imposto come modello di virtù etica e sociale, di legalità e solidarietà, e soprattutto come modello per le nuove generazioni e per chi vuole cambiare la rotta della propria vita. A lui è dunque dedicato il Premio Letterario, che vedrà coinvolti i detenuti delle carceri di Puglia e Basilicata. “Le parole sono insufficienti – ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – per esprimere la gratitudine mia personale verso l’associazione di Corrado Berardi. È chiaro che è un momento importantissimo questo premio letterario che chiede ai detenuti di tutte le carceri italiane di ricordare Stefano e di comporre poesie per lui o dedicate alla legalità, e alla rinascita che il Paese deve avere anche rispetto ai suoi sbandamenti, alle sue perdite di coscienza. Per 20 anni, Stefano Fumarulo è stato un punto di riferimento insieme al Comune di Bari, alla Regione e ai comuni di tutta la Puglia, nella lotta non repressiva alla criminalità organizzata, in favore dei migranti, del loro coinvolgimento in termini di legalità e di utilità economica.

Sono grato a tutti coloro che si sono adoperati per il successo di questa iniziativa”. Secondo il garante Stefano Rossi “Quando Corrado Berardi è venuto a proporci un concorso letterario riservato a persone private della libertà, non abbiamo avuto dubbi sull’efficacia dell’azione, corroborata dall’essere intitolata alla memoria di Stefano Fumarulo, con cui abbiamo sempre svolto attività insieme, sia durante la sua esperienza comunale che regionale. È importante che il premio si rivolga ai detenuti non solo per ambizioni riabilitative orientate all’educazione alla legalità, quanto piuttosto per il senso di legalità che deve pervadere l’assunzione di responsabilità che lo Stato ha nei confronti dei detenuti stessi, facendogli espiare la pena conferendo sempre maggiore significatività al tempo trascorso in carcere. È importante dedicarsi alla letteratura, alle espressioni di bellezza, alla fruizione di strumenti che siano effettivamente efficaci rispetto al percorso di chi sta espiando una pena privato della sua libertà”.

Il sindaco di Bari Antonio Decaro, ha dichiarato di essere “orgoglioso di presentare oggi il premio letterario intitolato a Stefano Fumarulo, che è stato non solo un amico e un prezioso collaboratore del Comune di Bari ma anche una persona capace e determinata, che ha promosso un nuovo protagonismo civico nel contrasto alle mafie e all’illegalità. Stefano ha saputo smuovere le coscienze di tanti indicando una strada nuova dentro e fuori le istituzioni per il contrasto alla criminalità organizzata, e nei suoi anni al Comune di Bari non ha mai mancato di tendere la mano alle famiglie delle vittime innocenti di mafia, come pure ai minori provenienti da famiglie criminali, cui credeva fosse doveroso offrire un’alternativa a una strada già segnata. Stefano è stato per molti versi un precursore: ha creduto nei ragazzi e nelle ragazze, nella possibilità di coltivare l’antimafia sociale nelle scuole, nelle carceri, nei luoghi della partecipazione e ha ideato progetti e azioni innovative anche in materia di riutilizzo dei beni confiscati che nella nostra regione non si erano mai visti.

A distanza di quattro anni dalla sua prematura scomparsa, il vuoto che ha lasciato resta incolmabile, ma la sua eredità morale prosegue nelle persone e nelle realtà che lo hanno accompagnato nel suo cammino. In questo senso lanciare un concorso letterario che renda protagonisti i detenuti delle carceri pugliesi e lucane ha un valore profondo perché è un modo per spingersi al di là dei muri – fisici e mentali- per ascoltare le voci, i pensieri e le parole di chi vive privato della propria libertà. Vorrei anche ringraziare Corrado Berardi e l’associazione Giovanni Falcone di Catino per il lavoro costante e non privo di difficoltà che portano avanti da tanti anni in un quartiere periferico della città, dove ormai rappresentano un presidio importante e un punto di riferimento. E il fatto di essere qui oggi a presentare questa iniziativa in un periodo in cui proprio l’attivismo e la partecipazione sono stati messi a dura prova dalla pandemia è la dimostrazione della vitalità dell’associazione e della forza del lavoro che svolgono. Questa iniziativa, quindi, non può che raccogliere il nostro plauso e il nostro sostegno. Una iniziativa che arriva nel 25° anno dalla fondazione dell’associazione che porta il nome di Giovanni Falcone e che rende omaggio a Stefano, un partigiano moderno, – come lo definì don Franco Lanzolla – un uomo che nella sua vita ha sempre scelto da quale parte stare”.

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