23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 07:08:31

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Lauro e il Tricolore: le proteste dell’Ancri

foto di Achille Lauro durante una delle sue performance al Festival di Sanremo
Achille Lauro durante una delle sue performance al Festival di Sanremo

I suoi quadri, nell’ultima edizione del Festival di Sanremo andata in onda la scorsa settimana, hanno fatto molto discutere: ci riferiamo ad Achille Lauro, ospite delle cinque serate della manifestazione canora sanremese, con i suoi costumi e coreografie sicuramente tra i protagonisti di questa edizione “senza pubblico” della seguitissima kermesse andata in onda su Rai 1.

«Ho voluto portare al Festival qualcosa di più di semplici canzoni», ha dichiarato il cantautore romano durante una conferenza stampa. Sul valore artistico delle performance, il pubblico italiano si è diviso in due. Non è, sicuramente, piaciuto alla presidenza dell’Associazione Nazionale Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI), il quadro presentato da Achille Lauro durante la terza serata quando, vestito di piume bianche, sulle note dell’Inno di Mameli è sceso dalla scalinata dell’Ariston con la bandiera tricolore sulle spalle. Bandiera che ha, poi, lasciato cadere a terra. Con una lettera indirizzata al Presidente della RAI, Marcello Foa e alla Commissione di vigilanza dei servizi radiotelevisivi, l’ANCRI si è resa interprete delle proteste di migliaia di membri del sodalizio per il discutibile utilizzo del Tricolore da parte di Achille Lauro nel corso del 71° Festival di Sanremo.

L’ANCRI – come si legge in una nota – “pur riconoscendo la piena libertà di espressione artistica, che peraltro deve sempre rispettare i sentimenti e i valori più autentici e condivisi dal comune sentire del popolo italiano, ritiene che fosse abbastanza prevedibile che quella mancanza di rispetto verso la Bandiera avrebbe finito per disorientare una fascia consistente della popolazione, fortemente ancorata a sentimenti di profondo rispetto per i simboli della Patria, spesso legati a vicende personali o familiari”. In tale quadro, l’ANCRI ha voluto ribadire “quanto più volte ha pubblicamente sottolineato, invitando gli organismi di gestione e di indirizzo della televisione pubblica al rispetto della sensibilità di milioni di cittadini che vedono riflessi nella Bandiera e nell’Inno i principi e gli ideali che hanno accompagnato il cammino dell’indipendenza nazionale e, più recentemente, la rinascita democratica del nostro Paese. Nella lettera scritta dal prefetto Francesco Tagliente, nella veste di delegato nazionale alle relazioni istituzionali dell’ANCRI, viene ricordato anche l’impegno del presidente del sodalizio, Tommaso Bove, e di migliaia di associati delle tante delegazioni n Italia e all’estero, a promuovere i grandi valori richiamati dalla Costituzione, con una duplice campagna di comunicazione.

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