18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 12:17:53

Cronaca News

«Il protocollo anti-Covid nei luoghi di lavoro funziona bene»

foto di Fabio Paolillo
Fabio Paolillo

«Il protocollo anti Covid nei luoghi di lavoro ha mostrato di funzionare bene anche durante le fasi peggiori della pandemia, è ancora valido e secondo noi non va modificato. Ma serve ora una norma chiara sui comportamenti da adottare nei confronti dei lavoratori che, non vaccinandosi, mettono a rischio la salute e la sicurezza degli altri lavoratori». Questa è la posizione di Confartigianato espressa nel corso del confronto tra il Ministro del Lavoro Andrea Orlando, i rappresentanti del Governo e le parti sociali sul funzionamento dei protocolli di sicurezza e sui vaccini nei luoghi di lavoro.

«Il primo protocollo di misure per contrastare la diffusione del virus, firmato dalle parti sociali il 14 marzo 2020 e integrato il 24 aprile – spiega Fabio Paolillo, segretario provinciale di Confartigianato – ha contribuito in maniera decisiva a mantenere aperte le attività fondamentali, costituite da imprese manifatturiere e dei servizi, consentendo ai lavoratori di continuare a lavorare in sicurezza. Possiamo dire, con soddisfazione, che anche sul territorio tarantino è stato profuso questo sforzo da parte di larga parte delle imprese, che hanno recepito ed investito per la salvaguardia del patrimonio principale dell’azienda e cioè i collaboratori.

Certo, bisogna tenere sempre alta la guardia e Confartigianato resta al fianco delle imprese anche per questi aspetti. Ora, però, deve essere garantito agli imprenditori che il Covid contratto dai propri dipendenti, quando è considerato infortunio sul lavoro, non comporti per il datore di lavoro il rischio di defatiganti contenziosi in sede penale e civile, oltre all’azione di regresso da parte dell’Inail. Su questo aspetto, la normativa attuale è assolutamente insufficiente». Confartigianato ha offerto al Governo la propria disponibilità per «contribuire alla diffusione della campagna vaccinale anche tra i lavoratori e gli imprenditori delle micro e piccole imprese utilizzando in particolare la rete della bilateralità artigiana». «E’ altresì importante chiarire che, per quanto riguarda le attività produttive e quelle artigianali, anche la recente normativa precisa chiaramente che per poter continuare ad operare occorre rispettare il Protocollo anti Covid-19 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Come ribadito dall’articolo 4 del Dpcm 2 marzo 2021, sull’intero territorio nazionale, tutte le attività produttive industriali, artigianali e commerciali, sono tenute a rispettare i contenuti del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro, sottoscritto da Governo e parti sociali il 24 aprile 2020 (nel Dpcm 2 marzo è nell’Allegato 12). Allo stesso modo per le attività in cantiere, le attività del comparto costruzioni, devono rispettare il Protocollo anti Covid-19 sottoscritto da governo e parti sociali dell’edilizia (nel Dpcm 2 marzo è nell’Allegato 13). E così – conclude Confartigianato – anche le attività di trasporto e logistica devono rispettare il Protocollo sottoscritto il 20 marzo 2020 (nel Dpcm 2 marzo è nell’Allegato 14). Alla luce di quanto specificato sopra, e a patto che i Protocolli sulla sicurezza anti Covid-19 siano rispettati rigorosamente, la maggior parte delle attività produttive e commerciali possono continuare ad operare».

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