30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Novembre 2021 alle 22:43:00

Cronaca News

Rischio definanziamento per la Taranto-Avetrana. Ora i sindacati chiamano il prefetto


La sede della Prefettura e della Provincia

«Non solo sono stati disattesi gli impegni assunti nelle sedi istituzionali ma la decisione è stata assunta senza coinvolgimento alcuno delle parti che avevano invocato l’accelerazione dell’opera, giunta ad un trentennio dalla sua originaria elaborazione». Le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil esprimono sconcerto per il rischio definanziamento della Regionale 8. «Abbiamo appreso, in modo del tutto incidentale, attraverso le dichiarazioni rese dall’assessore Regionale ai Trasporti, Anna Maurodinoia che, la Regione Puglia, con atto di Giunta n. 1603 del 17.09.2020, ha de-finanziato il progetto che prevede la realizzazione dell’infrastruttura “Strada Litoranea interna Talsano-Avetrana” (cosiddetta Regionale 8), per l’importo di 70.600.000 di euro. Più specificamente, rileviamo come, con tale decisione, sia stata stralciata la parte che riguarda il 3° lotto, tratta Manduria-Avetrana. La motivazione addotta è stata quella di dirottare il finanziamento per cause che attengono alla crisi pandemica in atto al fine di “implementare e rafforzare gli interventi a sostegno delle imprese locali mobilitando tutte le risorse disponibili oltre a quelle già stanziate”.

L’ipotesi di “distrazione” dei fondi era stata già ipotizzata e immediatamente scongiurata attraverso una mobilitazione che ha riguardato tutti i livelli del territorio: istituzionali, politici e sociali (partenariato). Le medesime componenti, valutati gli storici ritardi accumulati nel tempo, si sono impegnate nel chiederne la velocizzazione sensibilizzando tutti i soggetti istituzionali che svolgono ruoli di amministrazione attiva (Provincia di Taranto e Regione Puglia). Azione questa espressa considerando anche come, la moratoria biennale concessa dalla Regione sull’utilizzazione dei fondi, fosse di prossima scadenza (31.12.2021) e che occorreva evitare di rischiare di perdere il finanziamento. Nonostante ciò – evidenziano Cgil, Cisl e Uil – non sono stati adottati quegli atti giuridicamente vincolanti che avrebbero impedito la “distrazione” dei fondi». Le organizzazioni sindacali quindi «esprimono il proprio sconcerto per il metodo, prima ancora del merito, adottato.

Non solo sono stati disattesi gli impegni assunti nelle sedi istituzionali (Consiglio Provinciale in seduta monotematica, incontri con i rappresentanti politici regionali), ma la decisione è stata assunta senza coinvolgimento alcuno delle parti che avevano invocato l’accelerazione dell’opera, giunta ad un trentennio dalla sua originaria elaborazione. Quanto al merito, l’atto adottato, contraddice apertamente la volontà di consolidare nuovi driver di sviluppo (turistico, commerciale) di cui si vorrebbe dotare il territorio emancipandolo dalle monoculture». Cgil, Cisl e Uil rilevano come «la decisione assunta dalla Giunta regionale pugliese incida significativamente sull’opera, non solo perché ne limita la sua integralità, avendone eliminato una parte (3° lotto), ma ne allunga ulteriormente i tempi di realizzazione considerato che, ad oggi, la procedura è ancora allo stato progettuale, peraltro, pienamente incompiuto. Mancano i riscontri richiesti dall’Assessorato ai Trasporti alla Provincia di Taranto. Valutiamo come assolutamente insufficienti le assicurazioni fornite dallo stesso Assessore regionale ai Trasporti relativamente alla possibilità di rifinanziare l’opera nell’ambito della programmazione finanziaria 2021-2027 in assenza di una volontà politica espressa, che si traduca nell’assunzione di impegni formali.

Nello specifico, ritengono necessario l’immediato confronto con lo stesso Assessore Regionale al fine di dirimere sia le questioni tecniche (valutazione dell’iter amministrativo), che di acquisire la reale volontà politica dell’Ente per la realizzazione dell’opera nella sua configurazione originaria. Rilevano, come ancora una volta, il territorio ionico subisca una pesante, insopportabile, penalizzazione che va ad aggravare ulteriormente la sua condizione già apertamente deficitaria a causa delle ben note vicissitudini». Allo stesso tempo, le segreterie confederali Cgil, Cisl e Uil ritengono necessario un incontro urgentissimo con il Prefetto di Taranto «al fine di chiarire in modo inequivocabile gli accadimenti tecnico-burocratici sottesi alla decisione adottata dalla Giunta Regionale della Puglia, da tenere anche alla presenza dei sindaci dell’area orientale della provincia ionica». «Ci riserviamo – si conclude la nota delle organizzazioni sindacali – l’adozione di ulteriori e più specifiche iniziative a sostegno, interessando i nostri diversi livelli organizzativi».

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