23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 14:25:17

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Processo Ambiente Svenduto, in due rinunciano alla prescrizione

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Processo Ambiente Svenduto

Rinunciano alla prescrizione due imputati del processo “Ambiente svenduto” sul disastro ambientale dell’Ilva targata Riva. Vincenzo Specchia, direttore generale della Provincia di Taranto dal 2006 al 2009, è accusato di concussione nei confronti del dirigente Luigi Romandini, in concorso con altri tre imputati, Florido, Conserva e Archinà, ossia il presidente e l’assessore all’ambiente della Provincia e l’addetto alle relazioni istituzionali dell’Ilva.

I fatti contestati sono datati e la prescrizione ha fatto il suo corso, per questo la pubblica accusa ha chiesto alla Corte d’Assise il “non doversi procedere”. Ma la decisione, formalizzata in aula nell’udienza di mercoledì, rimette in gioco la sua sorte processule. Specchia, prima dell’arringa del suo avvocato ha reso dichiarazioni spontanee esordendo così: “Innanzitutto devo rinunciare alla prescrizione in quanto con riferimento alla vicenda che mi vede come imputato e segnatamente con riferimento a questioni di ambiente non me ne sono mai occupato e sono venuto a conoscenza della vicenda della Mater Gratiae solo quel maledetto giorno, il 15 maggio del 2013 quando alle 7,05 mi è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari dai finanzieri che hanno bussato alla porta di casa mia.

Di tutta questa vicenda che mi vede qui non me ne sono mai occupato. Ho visto tante inesattezze, per usare un eufemismo…”. Ha parlato dei suoi rapporti con Romandini e con gli altrii dirigenti della Provincia, del regolamento sui compensi, di una direttiva della Corte dei Conti alla base della sua richiesta, in quanto direttore generale, di restituzione delle somme percepite. “La Giunta provinciale – ha dichiarato testualmente Specchia – cincischiava sul l’adozione del provvedimento di rimozione di una norma per la restituzione delle somme. Mi sono imposto perché quelle somme fossero restituite. Dal 2008 i dirigenti hanno restituito le somme percepite indebitamente e il mio grande accusatore ha dovuto restituire 14.000 euro”.

Questa la versione di Specchia. Dall’altra parte Romandini non ha negato di aver restituito le somme ma ha sostenuto di averlo fatto spontaneamente. “Non ho mai iniziato un procedimento disciplinare nei confronti di Romandini”. Ha detto ancora Specchia nelle sue dichiarazioni spontanee, spiegando, inoltre, di aver “querelato Romandini per diffamazione” per un’intervista ad una emittente televisiva e “il giudizio pende dinanzi al Tribunale di Lecce”. A seguito della richiesta di prescrizione di Specchia il pm Raffaele Graziano è intervenuto ricordando che poiché l’accusa ha chiesto di “non doversi procedere per prescrizione”, deve riformulare la richiesta. Il presidente della Corte Stefania D’Errico (a latere il giudice togato Fulvia Misserini) lo ha invitato a farlo durante le repliche (per le quali sono previste almeno tre udienze ad aprile). Specchia è il secondo imputato che rinuncia alla prescrizione, senza considerare gli imputati che hanno scelto di essere processati con l’abbreviato e di fatto hanno non ne hanno usufruito con un’unica eccezione di parziale estinzione delle accuse.

Prima di Specchia ha rinunciato alla prescrizione l’avvocato Francesco Perli come ha spiegato durante l’arringa il difensore Raffaele Della Valle che ha concluso chiedendo l’assoluzione, anche per il reato di abuso d’ufficio e violazione del segreto d’ufficio oltre che per l’ipotesi di concussione per la quale il pm ha chiesto 7 anni di reclusione. Non è escluso che anche altri imputati decidano di rinunciare alla prescrizione.

Annalisa Latartara 

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