20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 14:00:21

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Taranto e Bari unite dalla musica di Paisiello e Niccolò Piccinni

foto di Giovanni Paisiello
Giovanni Paisiello

Nel febbraio scorso Bari e Taranto hanno sottoscritto alla presenza dell’assessore regionale alla cultura, prof. Massimo Bray, un protocollo d’intesa per l’avvio di un percorso comune sul tema della cultura, finalizzato a valorizzare le esperienze e i programmi nel settore, e in quello del turismo delle due città. Superando anacronistici ed improduttivi antagonismi, Taranto e Bari dovranno ora porre in evidenza i punti di contatto all’interno delle loro storie millenarie, scoprendo, a mio avviso, sorprendenti, quanto finora sottovalutati, se non ignorati, aspetti di continuità ed affinità. Di particolare rilevanza ritengo sia, ad esempio, il legame in campo musicale, se teniamo conto che i massimi musicisti delle due città, per Taranto Giovanni Paisiello (1740 – 1816) e per Bari Niccolò Piccinni (1728 – 1800), strinsero in vita una serie di proficui rapporti, riconducibili anche alle peculiari affinità stilistiche. Siamo di fronte a due esponenti di spicco della cultura musicale di scuola napoletana del XVIII secolo, conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo, più di quanto non siano presso le loro città natali.

Basti pensare che Paisiello fu chiamato alla corte dell’imperatrice Caterina di Russia a San Pietroburgo, dove compose fra l’altro il suo celebre Barbiere di Siviglia, e poi a Parigi presso Napoleone Bonaparte, per il quale compose il Sacre per l’incoronazione, e che Piccinni compose in Francia per la corte di Luigi XVI e di Maria Antonietta e poi per Napoleone, che lo volle a capo del dipartimento di canto del neonato Conservatoire di Parigi. Il prof. Lorenzo Mattei, docente di storia della musica presso l’Università di Bari e direttore artistico del Paisiello Festival di Taranto, sostiene che “molto probabilmente fu Piccinni, più anziano di dodici anni di Paisiello a favorire gli esordi di quest’ultimo nel circuito teatrale dell’Emilia Romagna (La Moglie in Calzoni, Modena 1764 è l’opera prima del maestro tarantino). La reputazione del compositore barese era più che solida dopo il successo della Buona Figliola su libretto di Carlo Goldoni (Roma 1760) e il suo giudizio su un giovane debuttante, qual era Paisiello, costituiva una garanzia di qualità incontestata”.

Taranto e Bari, Paisiello e Piccinni, la Puglia e la “scuola Napoletana” (non dimentichiamo anche il ruolo di Leonardo Leo – San Vito dei Normanni, 1694; Napoli, 1744 – nel panorama musicale dell’epoca, al quale è dedicato un importante festival di musica barocca giunto alla XXIV edizione), sono legate dunque in intrecci ben documentati dalle fonti storiche, intersezioni che oggi possono venire riattivate da un progetto culturale e musicale di grande respiro. Nei due teatri comunali, il Piccinni di Bari e il Fusco di Taranto, potrebbero prendere corpo concerti vocali e strumentali i cui programmi prevedano la compresenza dei due autori in questione, anche con contaminazioni affidate ad esecutori provenienti da differenti ambiti musicali (a puro titolo esemplificativo: Diodato/Paisiello per Taranto; iI gruppo Radicanto/Piccinni per Bari).

Dirette streaming segnerebbero concomitanze simboliche unendo ancor più due città che hanno firmato un patto di collaborazione culturale. Inoltre il Giovanni Paisiello Festival di Taranto, giunto alla sua XIX edizione, potrebbe interagire con il nascente Piccinni Opera Festival di Bari, in un “brand” simile al ROF, Rossini Opera Festival di Pesaro. Un primo appuntamento legato all’iniziativa potrebbe essere fissato in occasione della presentazione del programma del Giovanni Paisiello Festival 2021, che avrà inizio a fine settembre prossimo. La proposta, anche se per ora in via embrionale, è stata accolta e lanciata dal Comune di Taranto al tavolo di concertazione istituito fra le due città in base al citato protocollo d’intesa. Sarebbe auspicabile che l’iniziativa fosse sostenuta dalla Regione Puglia, contando in questo sulla disponibilità e sulla raffinata cultura del Prof. Massimo Bray, e fosse avviata concretamente dalle due città in concomitanza con l’inaugurazione della Casa Museo di Paisiello, prevista per settembre prossimo e cofinanziata dalla Regione Puglia e dal Comune di Taranto.

Augusto Ressa

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