20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

Cronaca News

Settimana Santa 2021: ecco cosa cambia

foto di Settimana Santa
Settimana Santa

Per la grave situazione pandemica, com’era prevedibile, anche quest’anno non avranno luogo i Riti della Settimana Santa, con gli antichi gesti e le tradizionali attività di cui sono custodi le confraternite dell’Addolorata e del Carmine. Ne prendono atto con dolore i confratelli e tutta la comunità tarantina legata alle secolari tradizioni, assieme agli operatori commerciali che da questo momento coinvolgente di fede e tarantinità solitamente traggono una boccata d’ossigeno, molto salutare data la crisi perdurante.

Quanti rimpianti da parte di tutti, ognuno per la parte che gli compete, per non aver saputo (o potuto) affrontare nei mesi precedenti quei sacrifici che ci avrebbero consentito di onorare, almeno parzialmente, le nostre tradizioni! Rispetto allo scorso anno, quando la chiusura è stata totale, qualcosa però è stato possibile salvare. Per quanto riguarda l’arciconfraternita del Carmine, il priore Antonello Papalia ha fatto conoscere, in una lettera inviata agli iscritti, il programma nei dettagli. Domenica 22 marzo, ultima di Quaresima, in chiesa, dopo la santa messa delle ore 16.30 (ingresso fino all’esaurimento dei posti stabiliti dalle vigenti normative), alle ore 17.30 si terrà la solenne Via Crucis con l’intronizzazione del simulacro della Beata Vergine Addolorata, alla presenza di soli confratelli in abito di rito; seguirà l’adorazione alla Croce, con la partecipazione di coppie di confratelli precedute dal “troccolante”.

I fedeli potranno seguire la Via Crucis in diretta streaming dalle pagine Facebook dell’arciconfraternita e della parrocchia. Domenica delle Palme, 28 marzo, la benedizione dei ramoscelli d’ulivo si terrà nelle sante messe delle ore 10-11-12-18.30. Giovedì Santo, primo aprile , alle ore 16.30 si svolgerà la santa messa in Coena Domini con la partecipazione di due confratelli in abito di rito con bordone. Dalle ore 17.30 alle 21.30 all’interno del Carmine avrà luogo l’adorazione di coppie di confratelli all’altare della reposizione che, come in tutta la diocesi, secondo le raccomandazioni dell’arcivescovo, sarà allestito sobriamente. Il pellegrinaggio, fa sapere l’arciconfraternita, potrebbe avvenire anche in altre chiese; è possibile quindi anche in quelle di altri quartieri, secondo accordi con i parroci. Quest’anno, nel rispetto delle misure legate al contenimento della diffusione del Covid 19, i confratelli non andranno a piedi nudi ma indosseranno opportune protezioni.

Venerdì 2 aprile, alle ore 5.30 fino alle ore 9.30 ripresa dell’adorazione in chiesa all’altare della reposizione del Carmine . Alle ore 11, Azione Liturgica della Croce, con intronizzazione del simulacro di Gesù Morto per la venerazione, con la partecipazione di un confratello in abito di rito quale “troccolante”. Alle ore 17, al suono della “troccola”, verrà aperto il portone del Carmine per consentire la venerazione delle immagini dell’Addolorata e di Gesù Morto, alla presenza di confratelli in abito di rito. L’afflusso di fedeli verrà consentito fino alle ore 21.30. Sabato santo, 3 aprile, la venerazione ai sacri simboli si ripeterà dalle ore 5.30 fino a mezzogiorno.

Sabato santo, 4 aprile, infine, veglia e santa messa di Pasqua alle ore 18.30. In mancanza delle aggiudicazioni nell’assemblea straordinaria della Domenica delle Palme, per il sostegno alle opere di culto e di solidarietà, a quanti vorranno elargire delle offerte verrà rilasciato un attestato di benemerenza con la riproduzione del manifesto ufficiale dei Riti e riportante i dati dell’offerente. Sarà invece definito a breve il programma della confraternita dell’Addolorata. Si sa già che nella chiesa di San Domenico non dovrebbe esserci, come avvenne lo scorso anno, la funzione della notte del Giovedì Santo con la partecipazione dell’arcivescovo. Mons. Filippo Santoro, invece, presiederà la funzione dei Sette Dolori del venerdì di Passione, 26 marzo, che avrà luogo alle ore 18.

Il tutto, con la speranza che l’anno prossimo, quando il Covid 19 sarà definitivamente sconfitto, potremo daccapo rivedere per le strade i “perdune” e le nostre belle e toccanti processioni della Settimana Santa. A proposito della “novità” dei confratelli non più scalzi, ecco un ricordo del nostro collega e confratello del Carmine dal 1974 Antonio Fornaro. Egli rammenta che negli anni settanta, ai tempi in cui era padre spirituale il compianto mons. Luigi Liuzzi, quando partecipava in abito di rito come lettore alle Via Crucis quaresimali, ricevette una violenta reprimenda da un anziano confratello che pretendeva rimanesse a piedi scalzi, invece che con le scarpe, per tutta la funzione. “Evidentemente i tempi cambiano!” – commenta Antonio Fornaro.

Angelo Diofano

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