30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Novembre 2021 alle 20:48:00

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Fidapa: cinquant’anni di storia sulle rive dello Jonio

foto di Fidapa: cinquant’anni di storia sulle rive dello Jonio
Fidapa: cinquant’anni di storia sulle rive dello Jonio

Cinquant’ anni. Mezzo secolo di storia sulle rive dello Jonio. Oggi, 18 marzo, la sezione di Taranto della FIDAPA- BPW Italy festeggia virtualmente i suoi primi cinquant’anni di vita. Risale al 18 marzo 1971, infatti, la Charter con la quale veniva riconosciuta la nascita della sezione tarentina dell’associazione costituitasi a Roma nel 1930, versione italiana dell’associazione di donne laureate BPW (Business, Professional Women) fondata nel 1919 negli Stati Uniti d’America dalla dottoressa Lena Madesin Philips. La decisione di fondare un’organizzazione di donne all’avanguardia, colte e impegnate, venne presa nel 1927, dopo la visita in Italia di una delegazione statunitense a capo della quale c’era Lena Madesin Philips che, con un gruppo di socie, viaggiò in lungo e in largo in Europa e negli altri continenti per divulgare le finalità dell’associazione proiettata verso l’emancipazione culturale ed economica delle donne di ogni credo religioso e politico.

Le socie italiane, tutte donne di spicco nei vari settori della vita sociale, coinvolsero nell’associazione anche le artiste. Artiste, professioniste e donne d’affari: ecco le fidapine italiane. E a Taranto fu un’artista di valore la promotrice della Fidapa e la prima presidente, l’indimenticabile Maria Scarcella Padovano, affermata come professionista (era docente di Disegno e Storia dell’Arte) e come pittrice d’ineguagliabile stile: a mano libera Maria Scarcella disegnava delle opere perfette che esprimevano la sua sensibilità di donna e la sua cultura artistica. E un fiore disegnato da Maria Scarcella fu scelto qualche anno fa da una presidente, la professoressa Clara Conte Minervini, come simbolo della sezione tarentina e per impreziosire i cartoncini degli inviti alle manifestazioni. Infaticabile e generosa operatrice culturale (dirigeva una galleria d’arte e promuoveva il talento delle giovani artiste), Maria fu anche colei che volle fortemente il Liceo Artistico Lisippo di Taranto.

E fu sempre lei a scegliere un gruppo di amiche entusiaste, capaci di coniugare la tradizione e lo spirito moderno dei tempi, il lavoro e la famiglia, l’emancipazione femminile e i valori antichi della civiltà italiana, l’impegno politico e il rispetto del privato. Dopo Maria Scarcella Padovano tutte le presidenti che si sono succedute hanno dato il loro apporto alla crescita qualitativa dell’associazione. Ecco i loro nomi nell’albo d’oro della microstoria fidapina, dalla fondatrice all’attuale presidente, la dottoressa Rosalia Bevilacqua Barnaba: 1971-1977: Maria Scarcella Padovano; 1977- 1980: Rosa Santoro D’Aloja; 1983-1986: Franca Giraldi Schembari; 1986-1989: José Minervini; 1989-1991: Maria Pia Barchetti Monfredi; 1991-1993: Sandra Fago Pavone; 1993-1995: Rossella Genovesi; 1995-1997: Carolina (Carla) Turi; 1997-1999: Alessandra Salamino; 1999-2001: Annalinda Brandimarte;2001-2003: Franca Angarano; 2003- 2005: Clara Conte Minervini; 2005-2007: José Minervini; 2007-2009: Giusy Ruggieri; 2009-2011: Annamaria Esposito; 2011-2013: Adriana Laruffa Carrisi; 2013-2015: Rosalia Bevilacqua Barnaba; 2015- 2017: Mariangela Tarantino Introcaso; 2017-2019: Perla Suma Calò; 2019-2021: Rosalia Bevilacqua Barnaba.

“Con commozione ed emozione, sono onorata, in qualità di Presidente della sezione di Taranto – ha detto Rosalia Bevilacqua Barnaba – di ricordare il 50° anniversario della sua Fondazione, nella consapevolezza del senso di appartenenza e all’insegna della solidarietà e dell’affetto che contraddistingue noi sorelle fidapine, unite in un unico ideale abbraccio. Le nostre attività sociali, a causa dell’immane pandemia, sono rallentate, ma prevedono a breve incontri su piattaforma, come movimento di opinione”. Per la cronaca, il direttivo è così composto: prof. Clara Conte Minervini (vicepresidente); Prof: Cinzia Rizzo (segretaria), Prof. Tonia Torcello (tesoriera); preside Franca Giraldi Schembari, sigg. Teresa De Baggis Bevilacqua e Annamaria Pisarra Nicolò, le proff. Mariangela Tarantino Introcaso e José Minervini, il Maresciallo C.C. Grazia Laneve (consigliere); le dott. Cristina Di Gregorio Longo e Rosa Gigante Carucci e la preside Franca Giraldi Schembari (revisori dei conti). Certo, i cinquant’anni dell’Associazione tarentina andavano festeggiati alla grande, ma, causa forza maggiore, gli auguri con torta e champagne saranno virtuali. Che cosa importa? Ciò che importa è la memoria.

E allora ricordiamo, per sommi capi, le tante attività svolte ad ampio raggio in questi anni: convegni distrettuali, interclub, conferenze di socie e di donne rappresentative, ognuna nel suo campo d’azione, e di personalità del mondo culturale, giornalistico e politico, mostre artistiche, recital di poesie, “il concerto di San Valentino”, dal 2003, che ha lanciato tanti giovani concertisti e concertiste (portando loro fortuna), il restauro di una tela del XVI secolo raffigurante Santa Lucia, ora custodita nel Museo Diocesano di Taranto, presentazioni di libri, sondaggi d’opinione, cineforum, gite, dibattiti e studî – dall’archeologia a temi sociali di più urgente attualità (la violenza sulle donne, l’inquinamento, le leggi per la parità)- il gemellaggio con la sezione di Roma e, diciamo così, il “madrinaggio” della sezione di Massafra, fra le più attive e in luce non solo nel Distretto, ma in tutta Italia. Insomma, la storia di questi ultimi cinquant’anni e i mutamenti sociali sono stati filtrati, analizzati e discussi dalle fidapine con lungimiranza e tempismo.

Non è stata persa nemmeno una sfida, non si è venute mai meno alla caratteristica dell’associazione che è un movimento d’opinione, ma la parola -chiave è sempre stata l’amicizia fra le donne di varie generazioni, dalle più “âgées” alle “young”, unite per realizzare un mondo migliore. E l’amicizia si celebra simbolicamente ogni anno durante la “Cena delle Candele”, o “Candle Night”, con la presenza delle massime autorità cittadine. L’accensione delle candele bianche e azzurre è un rito suggestivo, perché ogni candela rappresenta, con la sua luce, uno Stato dei cinque continenti dove sono presenti le sezioni della BPW che danno il loro contributo di luce alla società in cui vivono. Una cosa è certa: le socie della Fidapa di Taranto in tutti questi anni sono state coscienze critiche e presenze attive del nostro territorio, sempre dalla parte delle donne e per tutte le donne, in difesa dei più deboli e del patrimonio ambientale e culturale del territorio, nella consapevolezza che il successo, le conquiste e l’onore di una sola donna ricadono a pioggia su tutte le altre.

Allora è impossibile dimenticare alcune socie preziose che non ci sono più, oltre a Maria Padovano e all’avvocatessa Rosa D’Aloja, Orsola Protopapa Occhinegro, la prima storica imprenditrice commerciale di Taranto, sempre sulla breccia con il suo ottimismo vincente, che ospitava le socie e gli ospiti importanti nella sua villa liberty, l’unica villa storica del Borgo salvata dalle ruspe. E poi l’imprenditrice agricola Rosa Di Lullo Logrieco, Ada Chiffi Viola, medaglia d’oro dell’Ordine dei Medici, tra le prime donne del territorio a laurearsi in Medicina negli anni Sessanta e la prima donna della Regione Puglia a specializzarsi in Ortopedia e in seguito in Fisiatria; la farmacista Elide Saccoja Fullone, la scultrice Liliana Casella Muratti, la geniale creatrice di moda Rossella Mapelli, apprezzata in tutta Italia, le pianiste Vera D’Amore, Bianca Bonocore, Lucy Di Palma e Anna Galasso, le poetesse e pittrici Eugenia Schirano Giacom, Laura Verlara, Tina Rumine Di Leonardo, Maria Monteleone Leccese e Carola Albano Colizzi, e ancora Maria Massafra, Lucia Gangemi Chirichigno, Luciana Tarantino La Guardia, Anna Alfarano Mazzarino, Margherita Monfredi Mirelli, Teresa Lorusso, Rita Caffio, Ebe Liguori Ferrini, Piera Andriulli, Grazia Calcante, Eva Protopapa Lamanna, Emilia Candido, Tina Barnaba Di Gregorio, Lucia Palmi Caputo, Lucia Bozzi, Rita Scarcella Blasi, Felicia Burlini, Fedora Romano Colizzi , Emilia Esposito Perrone… Bei nomi di belle persone, come si vede, e di tutto prestigio che sono state esempio di eleganza e di amicizia sincera. In questo giorno le ricordiamo tutte con gratitudine e affetto.

Allora, buon compleanno, Fidapa di Taranto, nonostante il periodo terribile che stiamo vivendo. Prosit, aspettando tempi migliori. Un’ultima cosa: sul logo dell’associazione è riprodotta l’immagine di una Vittoria alata, quella scolpita in bassorilievo sulla colonna di Traiano, intenta a leggere su uno scudo le “Res Gestae” dell’imperatore. La FIDAPA, per il suo logo, scelse proprio questa Vittoria che legge, però, ben altre “Res Gestae” e cioè le conquiste, anno dopo anno, delle socie di tutto il mondo per le altre donne e per una società più libera e giusta, a misura di persona. Su quello scudo la Vittoria legge anche i nomi e le vittorie delle fidapine di Taranto.

Josè Minervini

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