16 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Aprile 2021 alle 12:00:44

Cronaca News

«Preoccupa la perdita di un presidio di sicurezza»

Il Palazzo di Città di Taranto
Il Palazzo di Città di Taranto

«Preoccupa, e suona francamente incomprensibile, la possibile soppressione dell’Ufficio di Polizia di Frontiera di Taranto che si fa sempre più largo in queste settimane». È quanto si legge in una nota congiunta dei consiglieri regionali del Pd Vincenzo Di Gregorio e Maurizio Bruno in riferimento al rischio di chiusura del presidio di Polizia di Frontiera al porto di Taranto.

«Preoccupa perché la perdita di un presidio di sicurezza e legalità in una realtà complessa come quella di Taranto è un segnale che potrebbe avere ricadute pericolose e diffondere segnali che non potrebbero che andare nella direzione sbagliata – osservano i consiglieri regionali – Ma suona, come già detto, francamente incomprensibile perché tutto in realtà dovrebbe portare il dipartimento a imboccare la strada esattamente opposta: ovvero il rafforzamento di quel presidio, anziché la sua soppressione. Taranto e il suo porto saranno infatti presto interessati da un possibile sviluppo legato alla creazione delle cosiddette Zone Economiche Speciali, al rilancio del terminal container, alla ripresa del mercato crocieristico, da richiedere maggiori forze di controllo: non il loro smantellamento». «Nonostante la crisi, il Porto di Taranto è già oggi tra i più attivi in Italia per movimentazione e volumi di traffico merci. I nuovi sviluppi in programma non faranno che rendere questa fondamentale infrastruttura ancora più dinamica, con un flusso in aumento di transiti, tale da richiedere controlli e sicurezza. E invece cosa si vuol fare? Toglierlo di mezzo, per rispettare un piano di ‘razionalizzazione’ che evidentemente non tiene per nulla conto di ciò che sta accadendo. E tutto questo senza tenere minimamente conto delle ricadute sugli agenti e sui disagi alle loro famiglie per i conseguenti trasferimenti.

Ci attiveremo immediatamente per chiedere all’Amministrazione regionale, così come ha già fatto quella provinciale di Taranto, di intervenire in merito a questa vicenda e adoperarsi nel limite delle proprie competenze affinché si scongiuri un simile errore. E anzi si rilanci allo smantellamento – concludono i consiglieri regionali del Partito democratico – con una proposta di rafforzamento del presidio del Porto di Taranto, affinché allo sviluppo economico dell’infrastruttura sia affiancato uno sviluppo dei controlli che garantiscano sicurezza, legalità e prevenzione». Intanto, sull’argomento, si registra la presa di posizione di Piero Bitetti, consigliere comunale e provinciale di Italia in Comune. «È nostro dovere batterci per salvaguardare la presenza sul nostro territorio di ogni struttura che a vario titolo opera per garantire sicurezza e legalità. In questo ambito è certamente da annoverare il presidio della Polizia di frontiera di Taranto che, da quel che ho appreso dagli organi di stampa, potrebbe essere soppresso». «Taranto – ricorda il consigliere comunale e provinciale – è una città che vive una fase particolare della sua storia moderna ed ha perciò bisogno di confermarsi, a livello nazionale ed internazionale, come una realtà sempre più orientata ad incrementare i traffici commerciali ma anche pronta, com’è nella sua migliore tradizione, ad accogliere le persone.

Una realtà, quella ionica, che ha dunque bisogno del massimo sostegno dello Stato per esprimere al meglio le sue potenzialità e creare così ricchezza e nuovo sviluppo. In questo senso, le forze dell’ordine svolgono un compito fondamentale e insostituibile perché contribuiscono a garantire sicurezza e legalità nell’interesse dei cittadini e dell’intera comunità. Mi auguro quindi che il presidio ionico della Polizia di frontiera possa continuare ad operare e che la sua paventata chiusura possa essere scongiurata. Posizione, questa, già espressa da alcune sigle sindacali come il Siulp. Auspico infine – conclude Piero Bitetti – che su questa vicenda prendano posizione tutti i rappresentanti istituzionali del territorio».

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