17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 14:59:00

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La mappa dell’acciaio in Italia: Lombardia in testa

foto Acciaio
Acciaio

Quasi la metà dell’acciaio grezzo prodotto in Italia è lombardo, in particolare gli 11 milioni di tonnellate su 24 sono state realizzate da 18 industrie del polo siderurgico bresciano e nelle altre province lombarde. Un settore che, a livello nazionale, fattura 45 miliardi di euro all’anno ed esporta direttamente il 40% del prodotto e che investe in innovazione in media un miliardo all’anno. In Triveneto nel 2019 il comparto siderurgico ha fatturato circa 10 miliardi, quasi il 20% del totale italiano. Fonte Siderweb Nordest: aziende dell’acciaio meno elastiche (ma più solide finanziariamente). Partiamo dai numeri. Trentino, Friuli e Veneto vantano il 15,8% del totale delle imprese italiane del settore e generano il 18,2% del fatturato.

Ne deriva che la dimensione media delle imprese nel Triveneto è maggiore che nel resto d’Italia, con 38 milioni di fatturato contro i 33 della media nazionale. La dimensione media delle imprese nel Triveneto è maggiore che nel resto d’Italia, con 38 milioni di fatturato contro i 33 della media nazionale. L’utile netto è complessivamente ammontato a 230 milioni di euro, pari al 3,5% del fatturato. «Il 2019 è stato l’anno peggiore dell’ultimo triennio sul fronte della redditività. In particolare il rapporto tra patrimonio netto e totale attivo è superiore di un punto e mezzo rispetto alla media italiana, con i comparti di produzione e taglio lamiera che sono i più patrimonializzati».

Andrea Gabrielli, presidente Gruppo Gabrielli
Il gruppo Gabrielli è un centro servizi, a valle della produzione. Si occupa prevalentemente di distribuzione (ma anche produzione di manufatti e tubi di precisione), è importante programmare gli investimenti futuri: «più che pensare a possibili incrementi di capacità e volumi, punteremo ad un miglioramento e ad una personalizzare gli impianti per incrementare la qualità del prodotto finale e cercare di dare il nostro contributo alla sostenibilità della filiera». Con grande attenzione anche alla logistica, che si sposterà sempre di più su rotaia: «questo mezzo già oggi rappresenta il 65% dei trasporti in entrata nei nostri magazzini e intendiamo ulteriormente incrementare la quota». Allo stato attuale, «la situazione è ancora in piena evoluzione, con i coils che crescono e con le lamiere da treno che a loro volta stanno ripartendo, anche se più lentamente perché i settori utilizzatori non hanno avuto la stessa prontezza dell’automotive. Ma le prospettive sono positive».

Enrico Fornelli, direttore commerciale di AFV Beltrame
E c’è chi, in mezzo alle turbolenze della pandemia ha persino chiuso un accordo commerciale di grandi dimensioni. Afv Beltrame, che ha siglato l’intesa tra il gruppo vicentino e la Ferrosider di Ori Martin, che riguarda primariamente il mercato tedesco e in parte quello francese. «Si tratta di un puro contratto di trasformazione – spiega Enrico Fornelli, direttore commerciale di Afv Beltrame – forniremo a Ferrosider piani di laminazione trimestrali in base alle esigenze di mercato che loro trasformeranno per noi. Non è stato difficile raggiungere un’intesa, dato il grande interesse reciproco: da parte nostra, per la volontà di rafforzare la nostra posizione di leader sul mercato europeo dei laminati mercantili; da parte loro, per la possibilità di dedicarsi in modo pieno e mirato allo sviluppo del loro core business».

Fornace Danieli.
L’obiettivo del Gruppo è di riuscire a diventare competitiva con Cina e India A fine settembre Danieli, leader del mercato Triveneto, ha presentato i numeri dell’esercizio 2019/2020 e lanciato le previsioni per l’esercizio corrente. Il percorso di crescita di questo colosso non si è mai fermato e non intende fermarsi neppure con la seconda ondata pandemica, non prevista ma facilmente recuperabile.

Secondo il presidente Gianpietro Benedetti Danieli passa dagli investimenti in Cina e India, quelli strutturali sono stati fatti «ora puntiamo al software: le capacità del nostro personale di essere competitivo, di intraprendere, di avere idee, di trovare le supply chain adeguate. Non cresceremo nelle strutture, quanto nelle operazioni: ne faremo di più». Oggi costruire un impianto in Cina costa il 50% in meno che in Italia: «Costruire un impianto nella nostra fabbrica in Cina costa il 35% in meno rispetto a Buttrio. Deve arrivare a costare il 50% in meno». La Cina, nell’ultimo anno finanziario, ha rappresentato il 53% del mercato dell’area plant making del gruppo, ma l’Europa resta un mercato interessante soprattutto in vista della potenziale spinta dell’acciaio green e della digitalizzazione. Così come Usa e Russia. Un ulteriore fronte di sviluppo è quello degli acciai di qualità, con la controllata Abs, vicina a fatturare oltre il miliardo di euro, con una marginalità del 10%: si tratta dell’unico produttore in Europa Ue con una gamma completa prodotta in un unico sito.

Valbruna Group.
Fondata nel 1925 e leader nella produzione di prodotti lunghi in acciaio inossidabile, leghe di nichel e titanio, Valbruna è la più internazionale dei gruppi dell’acciaio italiani, conta 2.500 dipendenti e una produzione annua di 200.000 tonnellate di acciai speciali ad alta qualità Il gruppo fa capo alla famiglia Amenduni, ed è un punto di riferimento non solo per il territorio di Vicenza. Il gruppo lavora in quattro stabilimenti produttivi, due in Italia (Vicenza e Bolzano), uno negli Stati Uniti (Fort Wayne, IN) e uno recentemente acquisito in Canada (Welland, Ontario). L’acquisizione della fabbrica canadese, a ottobre 2019, derivata dalla cessione da parte di Ampco-Pittsburgh Corporation, è stata guidata dalla necessità di bypassare i dazi imposti da Trump aumentando la produzione direttamente in Nord America. Non sono molti gli attori in grado di realizzare queste leghe: all’appello rispondono solo la ThyssenKrupp di Terni e Cogne Acciai. Ed è di inizio dicembre la notizia che proprio la controllata canadese del gruppo si doterà di un nuovo forno ad arco fornito da Tenova (gruppo Techint della famiglia Rocca). La gestione dell’impianto sarà automatizzata e integrata nel process control system del forno. Grazie a questo nuovo forno elettrico ad arco, l’impianto di produzione di acciaio dovrebbe risultare più produttivo, efficiente e affidabile.

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