15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 16:13:34

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“Radio music cafè”: il ritorno ai microfoni di Maurizio Gravina

foto di Maurizio Gravina
Maurizio Gravina

Pensavo al ruolo, se vogliamo negativo, svolto dai media e in particolare dalle radio e dai grossi network sulla poca diffusione della musica di spessore. Tutti impegnati ad inseguire un format “Juke Box” capace di catturare l’attenzione del maggior numero di ascoltatori. E poca importa se la ricerca e il nuovo finiscono con l’esser completamente ignorati. Se questo modo di far radio lo comprendo se fatto dai grossi network in quanto aziende prima ancora di essere radio, ecco che mi ritrovo ad essere più intollerante verso le realtà più piccole in quanto ritengo che tutto ciò non abbia senso. Perchè entrare nel mercato gestito dai grossi network? Perchè voler essere in concorrenza con realtà molto più grandi e ricche di risorse? Perchè rinunciare alla missione originale di diffondere musica inedita e di livello, aiutare la crescita individuale e di essere faro e guida per chi ascolta? Perchè mai l’ascoltatore dovrebbe accontentarsi di ascoltare chi scimmiotta un grosso network, quando schiacciando un semplice tasto può passare ad ascoltare l’originale?

Ecco, quindi, che mi viene in mente l’espertissimo Maurizio Gravina mio amico da sempre e che proprio in quest’ultimi giorni è tornato a far radio, il suo primo amore, su Radio Cittadella 96.50 Mhz attraverso il programma “Radio music cafe” dove passa nufunk, nudisco, classic rock, notizie e lifestyle, dal lunedì al venerdì a partire dalle 15 sino alle 17. Gravina, art director, dj, vocalist, muove i primi passi a “Radio Taranto centrale” nel 1975 per passare, successivamente, a Studio 100, Radio in, Radio luna, Publiradio e Radio Taranto stereo. Nel corso della sua lunga carriera artistica, tanti sono gli ingaggi nelle principali discoteche di Taranto tra le quali Tartaruga, Fata Morgana, Canneto Beach, Mon Reve, System, Dyonisos, Yachting Club, Historic 73. Personaggio eclettico per natura, Maurizio ama e segue tuttora generi musicali underground come il nu-funk, la nu-bossanova, broken beat, l’afro e la nu-disco ed ha trascorso oltre 10 anni in televisione (Studio 100 in modo particolare). Chiarita, dunque, l’attendibilità del mio interlocutore, gli giro i miei interrogativi circa il ruolo della radio oggi e, a questo punto, anche del suo “Radio music cafe”:

«Credo che come in tutte le cose, il giusto sia nel centro – mi dice – L’anima musicale del mio programma è certamente ricca della musica a me affine, in particolare i “nuovi generi” come il nu funk e il nu jazz, ma che hanno le radici ben piantate nel passato. Non a caso questo fenomeno mi riporta ai primi anni 90 quando esplose l’acid jazz. A differenza del passato, in questo programma – per usare una metafora – utilizzo il sistema del bastone e della carota e, cioè, alleggerisco il tutto inserendo nella scaletta, tra la musica nuova, tracce anni ‘70, ma rigidamente remixate e rivestite di nuovo e classici del rock che è sempre un piacere rispolverare. Se poi a questo aggiungi che il modo di interloquire con chi ascolta è niente affatto accademico, ma spassoso e leggero, ricco di curiosità e notizie, ecco che il quadro diventa completo. Oggi, tra l’altro, la musica sta pagando purtroppo e pesantemente per le chiusure dei negozi, della mancanza di eventi e concerti.

Dopotutto tutti i settori son stati colpiti e non poco da questa pandemia. Meno male che la musica di “nicchia” continua a dare un ottimo contributo. Infatti non a caso i periodi di grande crisi spesso producono buoni frutti. Forse perchè – conclude Gravina – si è costretti a pensare di più e a cercare di essere più originali». Si chiude qui l’incontro con Maurizio Gravina che saluto con affetto e con il quale mi scambio reciproche attestazioni di stima, ma non prima di avergli chiesto le sue dieci tracks tra quelle che ritiene più rappresentative.

Eccole:
01) “Child in time” (Deep purple);
02) – “Pata Pata” (Miriam Makeba);
03) – “Funky stuff” (Kool & Gang),
04) – “Gratitude” (E.W.F);
05) – “Starway to heaven” (Led Zeppelin);
06) – “Lowdown” (Chicago);
07) – “Sookie sookie” (Grant green);
08) – “Everything i play is funky” (Lou Donaldson);
09) – “Impressioni di settembre” (P.F.M.);
10) – “My baby just cares for me” (Nina Simone)

 

Vito Lalinga

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