19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 07:17:57

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Vertenza Tessitura, interviene Del Genio

foto di Sit in dei lavoratori della Tessitura
Sit in dei lavoratori della Tessitura

MOTTOLA – “La cessione dello stabilimento di Mottola rischia di lasciare per strada i lavoratori, e inoltre di dissipare le loro competenze che, oggi più che mai, sono un capitale straordinario. CNA-Federmoda considera grave la perdita dell’esperienza e del capitale di conoscenza maturata nei 17 anni di vita dello stabilimento di Mottola e propone di utilizzare l’occasione della cessione della Tessitura di Mottola come l’inizio di una riflessione per lo sviluppo di un comparto a maggior valore aggiunto, accorciando le filiere, creando connessioni tra le diverse vocazioni territoriali”. E’ quanto dichiara Daniele Del Genio, presidente di CNA-Federmoda Puglia e componente della Presidenza nazionale, in merito alla delicata questione ed al tentativo di cessione dell’importante stabilimento manifatturiero di Mottola da parte del gruppo Albini.

“Deve essere uno stimolo per una riflessione più generale sull’industria e sulle filiere locali – aggiunge Daniele Del Genio – la vertenza di Mottola può essere occasione per ragionare in termini sistemici di sviluppo locale e di manifattura affrontando la vicenda da un prospettiva diversa, di proposizione, di rilancio ovvero allargando lo spazio di manovra”. Secondo il presidente CNA-Federmoda Puglia “possiamo e dobbiamo provare, come sistema territoriale, a mettere insieme imprese, sindacati e istituzioni, a fare rapidamente un punto per un nuovo modo di intendere lo sviluppo locale, e questo lo si può fare se alla vertenza diamo risposte nuove. Nella discussione deve trovare spazio e centralità l’idea che possiamo sviluppare sul territorio filiere corte che mettano in relazione gli studi sui materiali portati avanti dagli atenei locali, con le necessità delle aziende di produzione. In una logica di rete, la distanza tra i diversi nodi, tra i diversi passaggi, ne determina il coefficiente di sostenibilità economica e ambientale. È la misura del Made in Italy per il futuro”.

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