14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Aprile 2021 alle 08:30:25

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Scarpe in plastica riciclata e tessuti in vinaccia

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Scarpe in plastica riciclata

La scorsa settimana abbiamo parlato dell’economia circolare come dell’unica possibilità di giungere allo sviluppo sostenibile e, quindi, abbiamo chiarito cosa si intende per bioraffinerie e biomasse. Ricordiamo che le bioraffinerie non utilizzano come materia prima il petrolio grezzo ma biomasse di diversa origine, quali rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura, dalla silvicoltura e dalle industrie connesse.

Oggi, entriamo nello specifco di questo ciclo virtuoso facendo alcuni esempi. Partiamo da un tessuto in similpelle ottenuto dagli scarti dell’industria vitivinicola, cioè dai residui della pigiatura dell’uva (graspi, bucce e semi), la cosiddetta vinaccia. Il processo produttivo inizia dalla spremitura dell’uva e dalla separazione delle vinacce, fasi che sono alla base della produzione del vino e che vengono eseguite dalle aziende vinicole. La vinaccia viene essiccata, affinchè non si biodegradi e si conservi, al fine di essere utilizzata anche a distanza di tre anni a partire dalla data dell’essiccazione, senza dover attendere ogni anno il periodo della vendemmia, risolvendo in tal modo il problema del reperimento della materia prima. La vinaccia essiccata, come qualsiasi scarto secco di origine vegetale, è ricca di cellulosa e lignina, biopolimeri (cioè, molecole di grosse dimensioni) naturali usati nel processo produttivo. Tramite una procedura brevettata si realizzano dei veri e propri teli ai quali, con trattamenti di finitura specifici, vengono conferite diverse gradazioni di peso, spessore, elasticità, goffratura e colore in base alle successive applicazioni.

Con questo tessuto di origine vegetale, sono stati realizzati scarpe, borse e portafogli già in commercio. Che il risultato di questo processo produttivo sia a basso impatto ambientale è importante, soprattutto se si considera che l’industria della moda è uno dei settori più inquinanti al mondo. Un altro esempio di bioraffineria ci viene dalla Coca-Cola che ha iniziato lo sviluppo di una nuova bottiglia in plastica attraverso un processo innovativo che trasforma la canna da zucchero e la melassa, sottoprodotto della produzione di zucchero, in un componente base del PET (Polietilentereftalato), tradizionalmente usato per realizzare bottiglie per bevande.

E torniamo ora a parlare di plastica e di come riciclarla. In India, il dipartimento di Chimica del Thiagarajar College of Engineering ha avviato un progetto pilota nei pressi di Nuova Delhi, dove un chilometro di strada ad alta percorrenza è stato ricoperto con un nuovo tipo d’asfalto, realizzato con una miscela di minerali classici e plastica riciclata. Per realizzare questo tratto di strada è stata recuperata più di una tonnellata di rifiuti, tra bottiglie, confezioni in polistirolo e buste per la spesa. In totale, circa il 10% del bitume classico è stato sostituito con plastica riciclata. Il processo alla base del recupero dei rifiuti è semplice ed economico. Gli oggetti in plastica vengono ridotti in piccoli frammenti, poi fusi a 170°C e lavorati fino a ottenere un film sottile.

A questo punto, il normale asfalto viene colato sopra lo strato plastico ottenuto, creando così un nuovo materiale molto resistente, duraturo e più liscio. Pare che i vantaggi di questo manto stradale innovativo siano molteplici: aumentata capacità di tenuta dell’asfalto sul suolo, quindi con minore probabilità di formazione di buche, e riduzione dei consumi di carburante. Ma non finisce qui. Riuscite a immaginare delle scarpe ottenute dalla plastica delle bottiglie usate? Ebbene, esistono. Due imprenditori californiani hanno realizzato una linea di produzione di scarpe in plastica riciclata che vanta 2 linee e 17 diverse tonalità. La plastica, acquistata dai centri di riciclo, viene sterilizzata, sminuzzata, compressa e trasformata in un lungo filo che viene lavorato con una speciale stampante 3D. Alla fine, si aggiunge la suola in gomma e le suolette in schiuma riciclabile.

La A sinistra uno schema di riciclo dei materiali (slidesharecdn.com); a destra, uyn esempio… “plastico” di trasformazione (dentroildesign.com) produzione di un paio di scarpe in plastica riciclata richiede l’uso di tre bottiglie e circa 6 minuti di lavorazione. Ma senza solleticare troppo la fantasia, va ricordato che dalla plastica riciclata, vengono prodotti molti altri materiali. Pensiamo al Polietilene (PE), al Polivinilcloruro (PVC), al Polistirolo (PS), al Polipropilene (PP), al Polietilentereftalato (PET) usati per produrre vaschette per alimenti, posate, piatti, tappi, pannelli isolanti per l’edilizia, imballaggi, oggetti di arredo, ecc., i quali possono essere a loro volta riciclati. Molte sono le imprese, in ogni campo e ovunque nel mondo, che si stanno orientando sulla produzione sostenibile. Ma, da quanto sin qui detto, appare evidente che il ruolo del singolo cittadino, cioè di ognuno di noi, per quanto di nostra competenza tramite la raccolta differenziata, è fondamentale. La Giornata Mondiale del Riciclo celebrata lo scorso 18 marzo ce lo ricorda!

Ester Cecere
CNR
Istituto Talassografico Taranto

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