15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 13:32:53

Cronaca News

L’Italia ricorda le vittime del Coronavirus e rilancia la sfida dei vaccini

foto di Draghi a Bergamo
Draghi a Bergamo

In occasione della Giornata Nazionale in memoria delle vittime dell’Epidemia da Covid, ieri 18 marzo, la Regione Puglia ha esposto a mezz’asta le bandiere sulle sedi della Presidenza a Bari, nelle sedi provinciali e a Roma.

“Una giornata – ha detto il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – di ricordo per chi ha perso la vita, di gratitudine per chi l’ha persa aiutando gli altri, e di impegno verso tutti a tutelare la propria vita e quella degli altri attraverso il rigoroso rispetto delle regole. La lotta è in corso e quindi questa commemorazione è un momento di questa durissima battaglia che tutto il mondo sta conducendo”. Alla data del 18 marzo 2021, le vittime pugliesi del Covid sono 4.394, di cui 565 tarantine, del capoluogo o della provincia. Il piano di vaccinazione non rallenterà, a prescindere dalla decisione dell’Ema sul vaccino AstraZeneca, sospeso in Italia e in altri paesi. Lo ha assicurato il premier Mario Draghi, a Bergamo per la Giornata per le vittime covid.

“Il governo – e lo sapete bene – è impegnato a fare il maggior numero di vaccinazioni” anticovid “nel più breve tempo possibile. Questa è la nostra priorità”, ha detto Draghi, intervenendo a Bergamo, al parco Martin Lutero alla Trucca, all’inaugurazione del Bosco della Memoria in ricordo delle oltre centomila vittime italiane del coronavirus. “La sospensione del vaccino AstraZeneca, attuata lunedì con molti altri Paesi europei, è stata una decisione temporanea e precauzionale. Nella giornata di oggi, l’Agenzia Europea dei Medicinali darà il suo parere definitivo sulla vicenda. Qualunque sia la sua decisione – assicura dunque il presidente del Consiglio – la campagna vaccinale proseguirà con la stessa intensità, con gli stessi obiettivi.

L’incremento nelle forniture di alcuni vaccini aiuterà a compensare i ritardi da parte di altre case farmaceutiche. Abbiamo già preso decisioni incisive nei confronti delle aziende che non mantengono i patti”. Su tutti, tre impegni solenni: “Lo Stato c’è e ci sarà”, la campagna vaccinale non rallenterà qualsiasi sia la decisione che oggi verrà assunta dall’Agenzia europea del farmaco su Astrazeneca, e, ultimo ma certo non per importanza, anziani e fragili non saranno mai più lasciati senza assistenza, senza cure. Ad assumerli il premier Mario Draghi, nel luogo del ricordo che da oggi diventa il “simbolo del dolore” dell’Italia tutta: il Bosco della Memoria di Bergamo. Draghi prende la parola per ultimo, il suo intervento non era in scaletta ma era atteso, nell’aria. Appare commosso e inizia a braccio, prima di procedere con gli appunti, per rispondere alla richiesta di supporto e sostegno arrivata dal sindaco bergamasco Giorgio Gori, uno dei volti di questo ultimo anno di tragedia, con una città, la sua, falcidiata dal virus: “Oggi è una giornata piena di tristezza ma anche piena di speranza, vorrei che tutti voi mi sentiste vicini nella tristezza e nella speranza. Lo Stato c’è e ci sarà”, esordisce il presidente del Consiglio.

“Non possiamo abbracciarci, ma questo è il giorno in cui dobbiamo sentirci tutti ancora più uniti – prosegue -. A partire da qui, da questo luogo che ricorda chi non c’è più. In questa città non vi è nessuno che non abbia avuto un familiare o conoscente colpito dal virus. Cari bergamaschi, avete vissuto giorni terribili in cui non vi era nemmeno il tempo di piangere i vostri cari, di salutarli e accompagnarli per l’ultima volta. Sono tante le immagini di questa tragedia, che hanno colpito tutti, in Italia e nel mondo. Una su tutte è indelebile: la colonna di camion militari carichi di bare. Era la sera del 18 marzo, esattamente un anno fa. Questo bosco non racchiude solo la memoria delle tante vittime cui va oggi il nostro pensiero commosso.

Questo luogo è un simbolo del dolore di un’intera nazione. Lo testimoniò già, con la sua presenza alla commemorazione del 28 giugno al Cimitero Monumentale, il Presidente della Repubblica”. Ma “è anche il luogo di un impegno solenne che oggi prendiamo. Siamo qui per promettere ai nostri anziani che non accadrà più che le persone fragili non vengano adeguatamente assistite e protette. Solo così rispetteremo la dignità di coloro che ci hanno lasciato. Solo così questo bosco della memoria sarà anche il luogo simbolo del nostro riscatto. Siamo qui per celebrare il ricordo perché la memoria di ciò che è accaduto nella primavera dello scorso anno non si appanni. Ricordare ci aiuta a fare buone scelte per la tutela della salute pubblica e per la salvaguardia del lavoro dei cittadini”.

“Ricordare i tanti e magnifici esempi di “operatori del bene” espressi nell’emergenza da questa terra ci dà la misura della sua capacità, del suo sacrificio – scandisce Draghi -. Vorrei ricordare gli operatori dell’ospedale Papa Giovanni XXIII. In questi mesi hanno dato un contributo straordinario di professionalità e di dedizione, spesso pagato con la vita”. “Vorrei ricordare il miracolo – e non si può definire diversamente – dell’ospedale da campo della Fiera di Bergamo. Allestito in pochi giorni dagli Alpini, dalla Protezione Civile e dagli artigiani volontari. E sostenuto dalla grande generosità dei cittadini bergamaschi. Il sindaco Giorgio Gori ricorda nel suo libro – che ha come titolo “Riscatto” – anche i mille volontari, ragazze e ragazzi, che hanno aiutato le persone in difficoltà. Il sindaco li ha chiamati, a ragione, i “nuovi mille” di Bergamo”. “In tutta Italia sono tantissimi i protagonisti silenziosi di questa rete di solidarietà – ricorda il premier – Sono tante le figure simbolo della resistenza civile di questa comunità che oggi vorrei ricordare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche