05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Agosto 2021 alle 04:52:00

Cronaca News

Vertenza Indotto ex Ilva. “A rischio il sistema industriale jonico”

L'ex Ilva
L'ex Ilva

“Qui rischiamo un’ecatombe economica, sociale e ambientale se dal Governo non arriveranno in tempi brevi decisioni chiare sul futuro di Taranto. Per questo abbiamo chiesto al prefetto un incontro col ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti”. Il presidente di Confindustria Taranto Antonio Marinaro non usa mezzi termini per descrivere la gravità della situazione delle aziende dell’appalto e dell’indotto di ArcelorMittal. Ieri mattina una delegazione di imprenditori della sezione metalmeccanica ha tenuto un presidio pacifico davanti alla Prefettura e ha incontrato il prefetto Demetrio Martino per chiedere il suo intervento, questa volta nei confronti del Governo.

“Il prefetto è stato molto disponibile, si è subito attivato per contattare la segreteria del ministro Giorgetti – ha spiegato Marinaro – e farsi portavoce della nostra richiesta. Gli imprenditori dell’indotto sono molto preoccupati e noi siamo preoccupati per le loro aziende; molte sono in concordato e altre rischiano di aggiungersi. Così come siamo preoccupati per il futuro dello stabilimento”. Il Siderurgico sembrava una priorità nell’agenda del Governo considerando la tempestività con cui Giorgetti, fresco di giuramento, aveva convocato alcune associazioni di categoria. Invece, in concreto, lamenta Confindustria, non si è visto ancora nulla. “Il Governo non ha una linea chiara sul futuro dello stabilimento – evidenzia Marinaro – e su come intende affrontare la vicenda del Siderurgico e questo non fa altro che allungare i tempi e qundi aggravare i problemi.

Sono anni che Taranto aspetta delle risposte. E quando parliamo di futuro ci riferiamo alla fabbrica e alla sua ambientalizzazione. Dal Governo attendiamo segnali chiari e ci auguriamo tempestivamente”. E’ a rischio, dunque, il futuro di numerose aziende che, complessivamente, vantano uno scaduto fatture di quasi 30 miliardi di euro, cifra che riguarda solo le aziende rappresentate da Confindustria Taranto. Secondo fonti industriali, è questa la montagna di crediti rivendicata delle aziende dell’appalto e dell’indotto nei confronti di ArcelorMittal. La situazione ha causato notevoli difficoltà a numerosi imprenditori alle prese con una notevole sofferenza finanziaria che ha innescato una reazione a catena, ossia mancati pagamenti di stipendi ai dipendenti oppure versamento di soli acconti sulle retribuzioni. Sono state queste le ragioni della protesta pacifica di ieri mattina.

Lo scorso fine settimana, altre associazioni di categoria hanno manifestato le loro apprensioni per i ritardi nei pagamenti alle aziende dell’indotto. Il segretario generale Fisascat Cisl Puglia Antonio Arcadio e il segretario territoriale Taranto Brindisi Luigi Spinzi hanno sottolineato “le ansie e le paure che vivono tutti i giorni circa 5000 mila addetti di cui ben oltre 2500 nei compartimenti terziarizzati dalla committente nei contratti dei settori Terziario, Pulizie Civili e Industriali, Ristorazione e Vigilanza”. Entrambi hanno lanciato “un appello corale a tutte le istituzioni”.

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