22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

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Ex Ilva, gli autotrasportatori minacciano lo sciopero

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Ex Ilva, gli autotrasportatori minacciano lo sciopero

Continua lo stato di agitazione fra le aziende dell’indotto e dell’appalto di ArcelorMittal. Gli autotrasportatori preannunciano di essere pronti a fermarsi se non ci sarà una schiarita all’orizzonte sul fronte dei pagamenti alle imprese i cui crediti ammontano a circa 6 milioni di euro come riferisce Casartigiani. Le imprese dell’autotrasporto che lavorano per la multinazionale siderurgica Arcelor Mittal, tornano per l’ennesima volta sul piede di guerra. Ormai da lunghissimo tempo non ricevono il pagamento per i servizi già erogati.

Come spiega Casartigiani in un comunicato, si tratta di “inadempienze già denunciate nei mesi scorsi” e di una situazione che “continua a generare forte preoccupazione tra i trasportatori, ormai impossibilitati a pagare anche gli stipendi”. “La situazione, che coinvolge anche i lavoratori dell’indotto di Novi Ligure e Genova, peggiora di mese in mese. Mittal continua a non rispettare gli impegni. Ad oggi le imprese sono ferme agli acconti delle fatture di ottobre. – riferisce Giacinto Fallone, coordinatore della categoria degli autotrasportatori di Casartigiani Taranto – Tutto il parco mezzi dell’indotto è in queste condizioni. Nel complesso, le imprese vantano crediti per almeno 5-6 milioni di euro”. A ciò si aggiungono le incognite sul futuro del rapporto fra le aziende e la multinazionale dell’acciaio. “Le notizie che giungono negli ultimi giorni non promettono bene e generano incertezza e preoccupazione tra gli imprenditori”. Arcelor Mittal ha infatti annunciato “una riduzione dei suoi livelli di produzione ed un rallentamento temporaneo dei suoi piani di investimento” fino a quando Invitalia “non adempierà agli impegni presi con l’Accordo di Investimento”.

La complicata vertenza dell’acciaieria sta mettendo a dura prova il comparto e la continuità operativa delle aziende tarantine che contavano già ingenti crediti maturati con la precedente gestione Ilva. In assenza di una seria interlocuzione con l’azienda e del pagamento delle fatture nel giro dei prossimi giorni, i trasportatori sono pronti a fermarsi. “Siamo stanchi di aspettare, siamo al limite della sopportazione. – commenta Fallone – La multinazionale stia usando le imprese di Taranto come grimaldello per costringere il Governo a intervenire a suo favore. Siamo sotto ricatto, ancora una volta. Arcelor Mittal dica chiaramente che intenzioni ha. La mancanza di trasparenza e chiarezza ci costringe a bloccate il servizio di trasporto”. Il segretario provinciale di Casartigiani Stefano Castronuovo, a fronte di una situazione non più sostenibile, fa appello alle istituzioni locali “perché si facciano carico della questione e tutelino imprese e operatori che a causa di scelte politiche”.

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