13 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 15:33:31

Cronaca News

Confindustria, il Presidente Antonio Marinaro lascia

foto di Antonio Marinaro
Antonio Marinaro

Antonio Marinaro si è dimesso ieri da presidente di Confindustria Taranto. Ha presentato le sue dimissioni al presidente di Confindustria Puglia, Sergio Fontana e ha inviato una lettera alle istituzioni tarantine e alla base dell’associazione degli industriali tarantini. Le vicende di Confindustria Taranto hanno interessato anche i probiviri nazionali dell’organizzazione a seguito della frattura creatasi all’intero dell’associazione. Una parte degli imprenditori, a quanto pare, avrebbe contestato l’operato di Marinaro.

Prima di diventare presidente di Confindustria Taranto, Marinaro ha guidato l’Ance, l’associazione dei costruttori edili. Era stato eletto nell’estate del 2019. Le dimissioni coincidono con un periodo burrascoso per il sistema industriale tarantino alle prese con i non facili rapporti con ArcelorMittal, con i crediti di 30 milioni di euro vantati dalle aziende dell’appalto e dell’indotto. Anche ieri mattina, come lunedì, una delegazione di imprenditori dell’indotto di ArcelorMittal, ha tenuto un presidio pacifico davanti alla Prefettura.

Una delegazione, sempre nella giornata di ieri, ha incontrato di nuovo il prefetto Demetrio Martino, facendosi portavoce del disagio degli imprenditori costretti a fare i contri con pesanti incognite sul loro futuro e sul futuro assetto dello stabilimento siderurgico. Il prefetto Martino, in seguito alla manifestazione di lunedì mattina e alla richiesta di Confindustria, si è messo in contatto col Ministero dello Sviluppo economico, per chiedere un incontro fra gli imprenditori e il ministro Giancarlo Giorgetti. La data non è stata ancora fissata. Le questioni che le aziende dell’indotto appalto hanno posto sono quelle che da anni attendono risposte, prima fra tutte lo stato dei pagamenti da parte del committente ArcelorMittal per i lavori effettuati in fabbrica e le fatture scadute, la continuità dei cantieri relativi agli interventi indicati dall’Autorizzazione integrata ambientale, nei quali sono impegnate diverse imprese.

Infine, problema non secondario, il futuro complessivo dell’acciaieria di Taranto, considerato che l’accordo del 10 dicembre scorso, tra Invitalia e ArcelorMittal, relativo all’ingresso dello Stato al 50 per cento nel capitale della società siderurgica, non è stato ancora attuato nonostante le scadenze, in quanto Invitalia non ha ancora provveduto al versamento di 400 milioni di euro. Ma su questo punto, come riferiamo dettagliatamente a parte, è intervenuto l’ad di Invitalia Arcuri. Intanto, al Mise qualcosa si muove per le questioni irrisolte del Siderurgico di Taranto. Il ministro dello Sviluppo economico Giorgetti ha convocato per le 10 di venerdì prossimo 26 marzo i sindacati metalmeccanici Cgil, Cisl e Uil, Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Usb metalmeccanici e Ugl. I sindacati, alcuni giorni fa, avevano scritto al ministro Giorgetti sollecitando la convocazione di un tavolo e annunciando che si sarebbero autoconvocati al Mise proprio venerdì se il ministro non avesse programmato l’incontro. La richiesta è stata accolta.

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