24 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Ottobre 2021 alle 22:59:00

Cronaca News

La Via Crucis ai tempi del Covid: “vite intrecciate”

foto di La Via Crucis missionaria FONTE D’ARCHIVIO G. LEVA
La Via Crucis missionaria FONTE D’ARCHIVIO G. LEVA

“Vite intrecciate” è il tema che caratterizza la 29.ma giornata di preghiera e digiuno in memoria dei martiri missionari, che nella nostra diocesi, per motivi organizzativi (invece della consueta data del 24 marzo), è stata posposta a oggi, giovedì 25 marzo. La celebrazione è prevista al santuario del Santissimo Crocifisso alle ore 20.00, a cura dell’Ufficio diocesano per cooperazione missionaria tra le Chiese e del Servizio diocesano per la pastorale giovanile.

Nella circostanza l’arcivescovo mons. Filippo Santoro presiederà la Via Crucis missionaria, nel ricordo di tutti coloro che hanno perso la vita per l’annuncio del Vangelo. Il momento di preghiera sarà animato da una rappresentanza del mondo giovanile e del Centro missionario. A causa dell’emergenza Covid-19, la Via Crucis avverrà a porte chiuse, ma sarà possibile assistervi e unirsi spiritualmente in preghiera attraverso la diretta streaming che sarà trasmessa dal canale YouTube dell’Arcidiocesi (https://www.youtube.com/c/ArcidiocesidiTaranto).

La Giornata dei martiri missionari viene celebrata ogni anno in occasione della festa liturgica di San Oscar Arnulfo Romero, l’arcivescovo di San Salvador assassinato 40 anni fa, mentre celebrava la santa messa, a causa delle sue denunce contro le violenze della dittatura militare. Mons. Romero fu canonizzato da Papa Francesco il 14 ottobre 2018. Secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, nel 2020 sono stati uccisi nel mondo venti missionari: 8 sacerdoti, 1 religioso, 3 religiose, 2 seminaristi, 6 laici. Secondo la ripartizione continentale, il numero più elevato dei martiri missionari torna a registrarsi in America, seguita dall’Africa. Nessuno di loro ha compiuto imprese o azioni eclatanti (continua la Fides) ma ha semplicemente condiviso la stessa vita quotidiana della maggior parte della popolazione, portando la sua testimonianza evangelica come segno di speranza cristiana.

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