14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Aprile 2021 alle 06:52:44

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Verso la Settimana Santa, tradizionale funzione dei Sette Dolori di Maria

foto di L’Addolorata
L’Addolorata

Stasera, Venerdì di Passione, alle ore 18, nella chiesa di San Domenico Maggiore, la confraternita dell’Addolorata (nella cosiddetta “festa piccola”) terrà la tradizionale funzione dei Sette Dolori di Maria: Profezia di Simeone, Fuga in Egitto, Smarrimento di Gesù, Incontro sul Calvario, Morte di Gesù, La Deposizione, Gesù nel sepolcro. La funzione sarà presieduta dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro, che commenterà i Sette Dolori attraverso i discorsi da lui pronunciati negli ultimi anni la notte del Giovedì Santo, all’inizio del pellegrinaggio dell’Addolorata per le vie della Città vecchia e del Borgo.

Per l’occasione la statua della Beata Vergine sarà rimossa dalla sua cappella laterale e sistemata su un tosello davanti all’altare maggiore, con due confratelli in una sorta di scorta di onore. Al termine di ogni commento, due confratelli recheranno una luce davanti alle relative raffigurazioni dei Sette Dolori, realizzate appositamente. Alla corale “Alleluja” diretta da Michele Riondino saranno affidati i canti della tradizione popolare quaresimale; al termine, secondo consuetudine, verrà eseguita “La Desolata” di padre Serafino Marinosci.

Nel rispetto del protocollo per l’emergenza Covid-19, che sarà osservato rigidamente (informa il commissario arcivescovile del sodalizio Giancarlo Roberti) si accederà in chiesa solo con il pass rilasciato dalla segreteria confraternale e con numero di posti contingentati. La diretta video sarà assicurata da Studio 100 tv e diffusa anche dalla pagina facebook confraternale.

La devozione verso i Sette Dolori, ricordiamo, fu introdotta a metà del secolo XVIII dal canonico abate Vincenzo Cosa, padre spirituale della confraternita di San Domenico in Soriano, nella cappella del fondatore dell’Ordine dei Predicatori, oggi dedicata all’Addolorata. In seguito a tale pratica il sodalizio ricevette nel 1794 dalla Real Camera di Santa Chiara di Napoli il permesso di solennizzare la festa della Madonna Addolorata (“festa grande”) con la solenne processione della statua. Con il prevalere della devozione alla Beata Vergine, i confratelli chiesero all’allora arcivescovo mons. Giuseppe Rotondo di fondare la confraternita di Maria Santissima Addolorata: la richiesta fu accolta nel 1870 e il nuovo sodalizio fu aggregato a quella preesistente di San Domenico in Soriano.

Nella serata del Venerdì di Passione, ricordiamo, avevano luogo anche le processioni dei Crocifissi venerati nelle chiese degli Angeli Custodi (al quartiere Tamburi) e di San Lorenzo da Brindisi (in viale Magna Grecia), dall’anno scorso sospese per via della pandemia. Si trattava di un avvenimento particolarmente atteso per l’ascolto delle prime marce funebri tradizionali eseguite da complessi bandistici al seguito, che intervallavano i momenti di preghiera e di riflessione sulle Stazioni della Via Crucis.

Angelo Diofano

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