22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca News

“Ex Ilva, Giorgetti dia delle risposte”

foto di Il Ministro Giorgetti in un incontro col Sindaco Melucci
Il Ministro Giorgetti in un incontro col Sindaco Melucci

“Giorgetti non può trincerarsi dietro a un ricorso o una sentenza, in questo caso del Consiglio di Stato, evitando di fatto di attuare una seria programmazione di politiche industriali e di transizione ecologica”. Ieri, alla vigilia dell’incontro in programma questa mattina al Mise a Roma, Francesco Brigati ha commentato le dichiarazioni del ministro dello Sviluppo economico sul versamento di 400 milioni di euro da parte di Invitalia per l’ingresso dello Stato, con una quota del 50 per cento, nel capitale di ArcelorMittal.

Secondo il segretario provinciale Fiom Cgil Taranto, aspettare il fatidico 13 maggio, giorno della decisione finale del Consiglio di Stato sul ricorso della multinazionale contro lo spegnimento dell’area a caldo disposto dal Tar di Lecce, “significa non affrontare la vertenza ex Ilva con tutte le sue criticità, a partire dalla questione ambientale e sanitaria”. Invece, sostiene Brigati, il Governo deve fornire risposte concrete e fare le sue scelte in tema di politica industriale, anche in considerazione dell’opportunità delle risorse del Recovery Fund. “Abbiamo la straordinaria opportunità di mettere in campo le risorse del Recovery fund per avviare una seria transizione ecologica con un piano ambientale e industriale ambizioso, capace di riconvertire l’attuale processo produttivo – sottolinea Briganti – la politica deve tornare ad assumere un ruolo nelle scelte future del nostro Paese e lo faccia non lasciandosi scappare una grande opportunità di un radicale cambio di passo nel rispetto dell’ambiente e di politiche industriali efficaci che salvaguardino anche l’obiettivo della piena occupazione”.

Giancarlo Giorgetti, partecipando al forum del Sole 24 Ore, ha confermato che “Invitalia ha intenzione di versare il capitale previsto”, però, ha fatto notare, “c’è una complicazione che al momento della sottoscrizione del contratto non c’era”. In particolare, Giorgetti fa riferimento al contenzioso in corso davanti al Consiglio di Stato: “C’è una decisione della giustizia amministrativa che prima ha sospeso e poi ha rinviato la decisione di merito a maggio, e quindi il versamento dei 400 milioni richiede la parte dell’amministrazione del Mef un supplemento di istruttoria per giustificarlo di fronte all’andamento del processo amministrativo”.

“Il sindaco di Taranto Melucci lancia un grido di allarme che non può cadere nel vuoto o addirittura essere risolto da una sentenza di un Tribunale – aggiungono i metalmeccanici della Cgil – il ministro dello Sviluppo economico, insieme al Governo presieduto da Draghi, deve prendersi le sue responsabilità ed ascoltare le istituzioni locali e le parti sociali per fare chiarezza sul futuro di Taranto”. Ieri sera intanto, dopo una riunione di segreteria, Cgil, Cisl e Uil Taranto hanno preannunciato che chiederanno al prefetto Demetrio Martino di costituire in Prefettura un nucleo addetto alla gestione delle crisi occupazionali che sono aumentate nelle ultime settimane, affiancando in questo il ruolo della task force Occupazione e lavoro della Regione Puglia. Inoltre ieri mattina i sindacati hanno avuto un confronto col prefetto sulla questione ArcelorMittal.

Da quanto riferiscono i sindacati, il prefetto, sulla scorta dei colloqui avuti nei giorni precedenti, ha spiegato che il Governo ha confermato l’intenzione di effettuare l’investimento pubblico nella società siderurgica con ArcelorMittal. Nei giorni scorsi, il prefetto ha incontrato anche una delegazione di Confindustria, che si è fatta portavoce del disagio delle imprese dell’appalto dell’acciaieria tarantina. Infine, questa mattina, mentre gli esponenti delle segreterie nazionali incontreranno Giorgetti, all’esterno del Ministero è previsto anche un presidio di una delegazione territoriale di Fim, Fiom e Uilm, come preannunciato nei giorni scorsi dalle segreterie joniche.

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