14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Aprile 2021 alle 15:33:31

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Il settore Wedding scende in piazza: «Vogliamo certezze». Foto e video

foto di Il settore Wedding scende in piazza - foto Francesco Manfuso
Il settore Wedding scende in piazza - foto Francesco Manfuso

Taranto scende in piazza per la mobilitazione nazionale delle imprese del wedding. «Oggi venerdì 26 marzo, da nord a sud ‘Insieme per il wedding’: l’indotto del settore manifesta nelle piazze italiane per gridare, con una sola voce “Vogliamo certezze per ripartire”». Un tema quello della ripartenza e del riavvio in totale sicurezza dell’intero indotto del wedding che Confcommercio – unitamente ad AssoEventi Confindustria – ha portato da mesi sui tavoli nazionali e regionali.

«Gli operatori – spiegano dall’associazione del commercio – hanno chiesto un piano ad hoc che permetta la riapertura delle sale e la realizzazione dei matrimoni in sicurezza e che consenta di pianificare con serenità gli eventi. Ora si attende che il Cts, il comitato tecnico scientifico del Ministero della Salute, metta a punto un protocollo delle direttive da adottare per pianificare i ricevimenti di nozze». «L’anno scorso l’emergenza sanitaria in Puglia ha fatto saltare l’85% dei matrimoni, non eravamo preparati e abbiamo perso almeno un paio di mesi, dall’ordinanza della Regione del 15 giugno. Non vorremmo che – spiega il presidente provinciale della categoria Wedding Confcommercio, Enea Fanelli – in assenza di direttive chiare, quando la Puglia uscirà dalla zona rossa e le condizioni sanitarie consentiranno una ripresa delle attività, si ripetesse l’identica situazione, e perdessimo mesi preziosi per comprendere come ripartire. Un matrimonio non si può organizzare in poche settimane, necessita di una programmazione di almeno un paio di mesi. Ecco perché l’indotto del wedding insiste sui protocolli di sicurezza, sulla definizione di regole chiare e certe che ci consentano di ripartire con serenità».

«La maggior parte delle coppie che hanno scelto di sposarsi nel 2021 sono quelle che nel 2020 hanno rinviato il matrimonio, le tipologie di attività e professionalità dell’indotto sono molteplici, il settore del wedding coinvolge il commercio, l’artigianato, il turismo con fatturati ad oggi ridotti al 90%. La Puglia è una regione in forte crescita nella top ten delle mete matrimoniali, una ragione in più – sottolineano le imprese del settore – per rivendicare attenzione e la giusta interlocuzione con il Governo nazionale». Intanto anche sul fronte Ristori, le aspettative degli operatori sono andate deluse: «I codici Ateco nello scorso decreto – conferma il presidente Enea Fanelli – ci avevano tagliati fuori, in quest’ultimo anche il wedding è rientrato, ma riteniamo che i ristori siano assolutamente inadeguati, a compensare la seppur minima parte delle perdite». Questa mattina intanto, come detto in apertura, il settore scende in piazza alle ore 10 alla Rotonda del Lungomare di Taranto.

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