15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 16:13:34

Cronaca News

Il Ministro Giorgetti, “dubbi su ArcelorMittal”

foto di La riunione al Ministero dello Sviluppo economico
La riunione al Ministero dello Sviluppo economico

Dall’incontro col ministro Giorgetti i sindacati attendevano risposte concrete sul rilancio dell’ex Ilva. Attendevano una accelerazione (termine riccorente in questo periodo nelle dichiarazioni di esponenti del Governo) nella definizione dell’accordo fra Invitalia e ArcelorMittal per il definitivo ingresso dello Stato nella joint venture. Invece il titolare del Mise, nel corso dell’incontro con le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil, Fim, Fiom e Uilm, Ugl e Usb metalmeccanici, ha frenato.

Stando alle dichiarazioni dei ledader nazionali dei sindacati metalmeccanici, Giorgetti avrebbe manifestato dubbi sull’affidabilità del colosso indiano come interlocutore dello Stato per il rilancio della principale acciaieria italiana (e d’Europa). Nessun dubbio, invece, da parte del ministro, sull’investimento di 400 milioni destinati all’investimento nella joint venture fra Invitalia e ArcelorMittal.

“E’ solo una questione di autorizzazioni da parte dell’Avvocatura di Stato, arriveranno nelle prossime settimane, prima del 13 maggio (giorno in cui è prevista la sentenza del Consiglio di Stato sulla chiusura degli impianti ndr), Giorgetti ha confermato la strategicità della siderurgia italiana e quindi l’impegno dell’investimento pubblico. Invece, il Governo non sembra convinto che il gruppo indiano sia il partner adatto per far ripartire lo stabilimento tarantino, anche nel nuovo corso dell’acciaio verde”.

E’ quanto ha dichiarato la segretaria generale della Fiom Francesca Re David a conclusione dell’incontro. Giorgetti, “non è convinto nè del piano industriale, che sta studiando per vedere quanto c’è di concreto, nè delle reali intenzioni del gruppo indiano – ha detto chiaramente la leader della Fiom – e col Governo vuol fare tutte le verifiche necessarie per capire come si sta muovendo ArcelorMittal, come utilizzare i soldi, quali siano gli obiettivi”.

Sul piano industriale, la sindacalista ha confermato che, anche secondo le organizzazioni sindacali, “ci sono aspetti non chiarissimi”. Sulla scelta della multinazionale, inoltre, ha preso le distanze: “Non siamo stati noi ad aver scelto ArcelorMittal ma i governi, dal 2018 ne sono cambiati 4 e ogni volta qualcuno spiega che devono verificare l’affidabilità di Mittal”. Secondo Antonio Spera, segretario nazionale di Ugl Metalmeccanici “è importante che i ministri Giorgetti e Orlando abbiano promesso lo sblocco dei 400 milioni senza aspettare la scadenza del 13 maggio, ma è ancora più importante che gli investimenti consentiranno l’ingresso di tre componenti nel cda indicati da Invitalia. Finora il Governo nel cda è assente”.

“Serve una politica industriale e non una mera politica finanziaria”, ha detto Giancarlo Giorgetti al termine dell’incontro con i sindacati. Riguardo ai 400 milioni che Invitalia si è impegnata a versare nel capitale sociale, Giorgetti ha confermato che arriveranno, “se al Mef giungeranno le necessarie rassicurazioni nelle prossime settimane, prima della sentenza attesa per metà maggio”. Poichè “l’obiettivo è far lavorare l’azienda e in quest’ottica anche il piano industriale ha necessità di un aggiornamento”.

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