05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Agosto 2021 alle 05:58:00

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I Riti della Settimana Santa e le tradizioni da due anni soppressi a causa della pandemia

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I Riti della Settimana Santa

Nella puntata odierna della nostra rubrica, ideata e curata dal prof. Antonio Fornaro, lo stesso, nel rimarcare che pesano ai tarantini i due anni di sospensione delle processioni della Settimana Santa a causa del Covid-19, in una sorta di caleidoscopio presenterà riti e tradizioni della Settimana Santa di ieri a Taranto “cancellate”. Questi i santi della settimana: Marco di Aretusa,

Secondo di Asti, Beniamino, Ugo, Francesco da Paola e Riccardo. Fornaro ricorda che a Taranto i figli religiosi di San Francesco di Paola sono presenti dal 1533 e che l’attuale facciata della Chiesa tarantina fu realizzata nel 1956. Gran parte dei tarantini che portano il nome di Francesco fanno riferimento al santo fondatore dell’Ordine dei Frati Minimi al quale è intitolato il Ponte Girevole attuale. San Riccardo fu uomo di grande bontà e carità e combattè perché i sacramenti fossero amministrati gratuitamente e per il celibato del clero. Questa settimana la Chiesa cattolica festeggia la Madonna sotto i titoli di: Madonna della Speranza, della Santa Croce e della Luce. Questi i detti della settimana: “Legna per aprile disse lo spagnolo”, “Aprile, se ti colpisce, ti infilza”, “Aprile ora piove, ora ride”, “La pioggia di aprile ingrassa il bue”, “Quando aprile tuona e piove, porta sempre buone notizie”, “Si avverte da aprile il buon odore del vino”, “Aprile lungo e sottile”.

Giuseppe Cravero nella sua effemeride ricorda che il 29 marzo 1945, dopo la interruzione dovuta alla seconda guerra mondiale, a Taranto ripresero le processioni della Settimana Santa. Quell’anno la processione dell’Addolorata uscì nel pomeriggio e fece ritorno in mattinata del Venerdì Santo perchè si doveva aprire il ponte. All’uscita dalla Chiesa di San Francesco di Paola un ufficiale polacco in divisa chiese ed ottenne di reggere sulle spalle una delle ‘sdanghe’ del simulacro, il priore glielo concesse per un breve tragitto tra la commozione dei numerosi fedeli presenti. Queste le efemeridi di Antonio Fornaro: il 3 aprile 1882 la Confraternita del Rosario riconobbe alla Confraternita del Carmine il diritto di precedenza nel pellegrinaggio del Venerdì Santo. Il 3 aprile 1407 fu concesso il matrimonio tra il re Ladislao e la principessa Maria d’Enghien. Il 2 aprile 1721 scompare Tommaso Nicolò D’Aquino. Il 29 marzo 1941 rientra a Taranto, rimorchiato, il Vittorio Veneto dopo la battaglia di Matapan nella quale perse la vita in mare lo zio del prof. Fornaro che portava il nome di Antonio, come quello del nostro professore.

Il 30 marzo 1637 Mons. Tommaso Caracciolo diventa Arcivescovo di Taranto. Il 31 marzo 1746 a causa di una mareggiata, crolla il bastione Carducci del Castello Aragonese. Il 1° aprile 1892 la ditta Traversa da inizio con il vaporetto “Padre Santo” alle gite lungo il Mar Piccolo con una capienza fino a 30 persone. Questi i riti e le tradizioni della Settimana santa tarantina di ieri ricordati da Antonio Fornaro. Oggi la Domenica delle Palme i fidanzati non si scambiano più i regali come avveniva nel passato quando il fidanzato regalava alla promessa sposa il brillantino e la sposa futura regalava al fidanzato la camicia, cucita con le sue mani, che avrebbe indossato nel giorno del matrimonio. Nel passato dalla Domenica delle Palme al Martedì Santo si tenevano nella cappella del Sacramento in San Cataldo le “Quaranta Ore”. Il Mercoledì Santo in San Cataldo si simulava il “Terremoto”. Il Giovedì Santo al mattino i ragazzi della Città Antica facevano un gran fracasso agitando le piccole troccole che ricevevano in dono dai genitori.

Oggi il Giovedì Santo i perdoni del Carmine non fanno più il giro “sano”, quello che prevedeva la visita alle diciannove chiese della Città Antica e alle quattro del Borgo Umbertino. Il Giovedì Santo nelle acquasantiere non si trova l’acqua santa. Il Venerdì Santo non si celebra la messa, ma, nel passato, per i nostri padri, era sempre e comunque una messa chiamata “scisciata”, cioè pasticciata. Negli anni 1947, 1948 e 1949 l’Addolorata arrivò fino alla Chiesa di sant’Antonio. Oggi il Giovedì Santo è scomparsa la figura del “chiamatore”, un confratello che con la troccola girava per le case dei Confratelli che si dovevano preparare per il pellegrinaggio-processione del Giovedì Santo. Nel passato l’Addolorata, uscita dalla Chiesa di San Domenico, si fermava nelle chiese di Sant’Anna, San Gaetano e San Giuseppe.

Fino agli anni ’70 del secolo scorso in Piazza Fontana, prima Rinaldo Melucci, nonno dell’attuale sindaco, poi il fratello Nicola, accendevano il falò in piazza Fontana al passaggio dell’Addolorata. Oggi non ci sono più, come ieri, i pescatori che in via Garibaldi con delle fiaccole accese spettavano l’Addolorata. A Taranto, dal 1708 fino agli anni ’50 del secolo scorso, il Venerdì Santo al mattino le diciassette confraternite tarantine facevano il pellegrinaggio ai Sepolcri della città antica. Il Giovedì Santo si potevano omaggiare soltanto uova. Il Venerdì Santo si mangiavano soltanto verdura lessa e uova e sulla mensa non si metteva la tovaglia. Nelle case si coprivano gli specchi con delle lenzuola. Non si svolge più il Sabato Santo al mattino nella Chiesa di Monte Oliveto la funzione della Desolata. Il Venerdì Santo dalle 13 alle 16 in San Cataldo si svolgevano le Tre Ore di Agonia. Nel passato la Resurrezione avveniva di sabato. I Misteri hanno percorso la Città Antica dal 1765 al 1967 ed eccezionalmente nel 2015. Dal 1977 la processione dei Misteri rientra subito dopo che il troccolante ha bussato per tre volte al portone del Carmine. Quest’anno ricorre il 120° anno della presenza delle statue della colonna dell’Ecce Homo e della Cascata di Giuseppe Manzo. Dobbiamo ricordare che nella Processione dell’Addolorata sono presenti 49 confratelli e in quella dei Misteri 132. Oggi i papà, il giorno di Pasqua, non trovano più la letterina dei loro figli sotto il piatto. Nell’augurarvi Buona Pasqua vi diamo appuntamento con la nuova puntata il 10 aprile.

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