20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 08:05:06

Cronaca News

Covid, riflettori puntati su Arcelor Mittal

Arcelor Mittal
Arcelor Mittal

«Si richiedono delucidazioni in merito agli obblighi aziendali relativamente ai casi positivi, definiti contatti stretti, riscontrati in azienda e le procedure da adottare per i lavoratori che sono risultati e/o risultano a tutt’oggi positivi al Sars-Cov-2 e risultano essere in malattia ».

Hanno scritto all’Inail, i coordinatori di fabbrica Arcelor Mittal di Fim, Fiom e Uilm, La Neve, Brigati ed Oliva, per avere chiarimenti su come debbano essere gestiti i casi Covid nell’ex Ilva. I sindacalisti si rivolgono al direttore generale Inail Puglia, Giuseppe Gigante, «in riferimento alla circolare n.13 del 3 aprile 2020 e n.22 del maggio 2020 relative alla tutela infortunistica per i casi accertati di infezione da Sars-Cov-2» dicendo di aver «riscontrato anomalie in merito all’obbligo da parte del datore di lavoro di comunicazioni di infortunio. Infatti, ci risulta che i lavoratori ritenuti contatti stretti dall’azienda in caso di positività di uno di essi, dopo aver effettuato il tampone molecolare da parte dell’Asl di riferimento con esito positivo abbiano avuto indicazioni di inviare un certificato di stato di malattia. Pertanto» aggiungono La Neve, Brigati e Oliva «con la presente si richiedono dei chiarimenti al fine di regolarizzare la gestione dei contagi da Sars-Cov-2 in ambiente lavorativo anche per i casi pregressi». Poche ore prima della comunicazione sindacalei consiglieri comunali Massimo Battista e Rita Corvace avevano inviato a mezzo Pec – la posta elettronica certificata – una lettera aperta al prefetto di Taranto, Demetrio Martino, per conoscere i dati dei contagi in Ilva.

«La città di Taranto vive una doppia emergenza sanitaria, quella legata da decenni all’inquinamento e quella pandemica di Covid» scrivono Battista e Corvace al Prefetto. «Ai cittadini sono richiesti grandi sacrifici e sono tante le attività commerciali ormai in ginocchio a causa delle restrizioni imposte dal Governo. Abbiamo imparato in questi mesi quali sono le attività indispensabili e quali invece no ma, a tutt’oggi, non ci capacitiamo di come sia possibile tenere aperto lo stabilimento siderurgico. Sono giorni davvero duri per la nostra città, i positivi sono migliaia, decine i morti, conosciamo i dati quartiere per quartiere, ciò che però non è dato sapere è quanti siano i positivi all’interno dello stabilimento Arcelor Mittal. Da settimane, giungono voci dall’interno della fabbrica di numerosi casi di positività, notizie che ci portano a pensare che quello sia il più grande focolaio della nostra provincia. Per questo ci appelliamo a Lei, Signor Prefetto, a Lei che rappresenta lo Stato qui a Taranto chiediamo di conoscere i numeri, di rendere nota la situazione contagi all’interno dello stabilimento e, infine se, come crediamo, i numeri lo impongono, di farsi portavoce con il Governo per limitare al massimo i numeri di operai in azienda. Non vorremmo che i sacrifici di migliaia di cittadini e centinaia di commercianti siano resi vani dalla difesa ad ogni costo della produzione di acciaio. I tarantini meritano di essere messi a conoscenza della situazione, questo Le chiediamo».

«CONSENTIRE LE VISITE NEGLI OSPEDALI»
«Non solo la paura di dover lottare contro la malattia, ma anche quella di doverlo fare in perfetta solitudine: i pazienti Covid in ospedale vivono un vero e proprio incubo anche per l’impossibilità di avere accanto le persone più care. Si tratta di una questione di non secondaria importanza ed è per questo che oggi, in Commissione Sanità, ho voluto rappresentare all’assessore Lopalco il dramma di coloro che non possono contare su un sorriso o una carezza proprio nel momento in cui ne avrebbero più bisogno. C’è necessità di trovare una soluzione che garantisca un breve incontro tra paziente e familiare in sicurezza per entrambi, utilizzando tutte le accortezze per evitare un eventuale contagio.

L’assessore Lopalco ha dichiarato che ci vorrebbero un paio di persone addette per aiutare il familiare ad indossare le tute di protezione e a toglierle successivamente e ci rendiamo conto che in una fase di emergenza come questa non sia semplice sottrarre due unità alla normale routine. Ma siamo altrettanto consapevoli dell’importanza che riveste la visita di una persona cara quando si è chiamati ad attraversare il tunnel della malattia». Così il consigliere regionale di Forza Italia, Paride Mazzotta, che annuncia come «su questo eserciteremo tutta la pressione politica possibile, propositiva e non stonata, affinché in ogni struttura Covid si possa rompere il vetro della solitudine».

VACCINI, SI PROVA L’ACCELERATA
Ieri mattina nella provincia di Taranto sono stati vaccinati 2.310 anziani over 80 con il siero Pfizer e 590 unità di personale sanitario con AstraZeneca. A Manduria, inoltre, continuano le vaccinazioni in pazienti nefropatici ad elevato grado di fragilità. Presso la struttura di Nefrologia e Dialisi del P.O. Giannuzzi di Manduria che afferisce alla Struttura Complessa di Nefrologia e Dialisi della Asl Taranto diretta dal dott. Luigi Morrone, sono stati complessivamente sottoposti alla somministrazione della prima dose di vaccino 61 pazienti in emodialisi, 3 pazienti in dialisi peritoneale più 4 caregiver. Nelle operazioni di somministrazione delle dosi di vaccino hanno cooperato il dott. Fabio Pennacchiotti, responsabile della Struttura di Nefrologia e Dialisi di Manduria, la dott.ssa Loso Kwelusukila e personale sanitario del Punto Vaccinale del Presidio Ospedaliero Orientale.

IL PUNTO IN PUGLIA
Sono 574.931 le dosi di vaccino somministrate sino a ieri in Puglia, di queste 186.119 sono relative agli ultraottantenni (dato aggiornato alle ore 16). La settimana si è aperta con l’avvio della campagna vaccinale dedicata ai soggetti fragili nei centri dialisi della ASL Bari e con le prime vaccinazioni a domicilio da parte dei Medici di Medicina generale per ultraottantenni non deambulanti nel distretto di Putignano. Nelle strutture complesse degli ospedali Di Venere a Carbonara e Don Tonino Bello a Molfetta sono in corso 170 somministrazioni a pazienti dializzati tra mattina e pomeriggio. Le vaccinazioni sono state organizzate in percorsi sicuri con sale di attesa, ambulatori dedicati rispettivamente ad anamnesi, somministrazioni e preparazione delle fiale, e sale osservazione per la fase successiva alle iniezioni.

Le procedure si stanno svolgendo regolarmente e in orario, con gli operatori sanitari impegnati nelle somministrazioni e con la stretta supervisione dei medici nefrologi che stanno coordinando le operazioni vaccinali. Le somministrazioni ai pazienti in trattamento dialitico proseguiranno anche domani e per tutta la settimana ad Altamura, Bitonto, Putignano, Monopoli, Conversano e Gioia del Colle, oltre ai centri privati, per un totale di 854 vaccinazioni già calendarizzate. A Putignano è stato avviato oggi il primo test in provincia di Bari riservato alla somministrazione a domicilio per over 80 non deambulanti. Il direttore del Distretto socio sanitario, Enzo Gigantelli, ha consegnato 100 dosi (sulle 400 programmate) di vaccino Moderna ai medici di base di Putignano. Le prime dosi sono state somministrate a domicilio dalla dottoressa Rosa Donnaloia, medico di medicina generale, ad un paziente 87enne allettato e alla moglie caregiver di 78. Seconda tappa a casa di un 94enne e di sua moglie, 90enne. In giornata sono partiti anche altri sei medici appartenenti ad un’aggregazione di medicina di base di Putignano. Il programma prevede la progressiva distribuzione di vaccini ai medici di medicina generale di Castellana Grotte, Noci, Alberobello e Locorotondo.

Intanto la campagna vaccinale della Asl prosegue a pieno ritmo: oggi sono state programmate complessivamente 3.702 somministrazioni in 41 punti vaccinali comprendenti hub, carcere di Bari, centri territoriali ed ospedalieri e destinate alle categorie prioritarie fissate dai piani nazionali e regionali. Al Policlinico di Bari oggi sono stati vaccinati 30 pazienti dializzati e 12 pazienti affetti da una malattia rara, la febbre mediterranea familiare. In provincia di Foggia hanno preso il via anche nei Comuni di maggiori dimensioni le vaccinazioni anticovid a domicilio per le persone ultraottantenni non autosufficienti.

Da oggi, i medici di medicina generale stanno vaccinando a domicilio a Foggia. Nel complesso, ad oggi, la Asl Foggia ha somministrato 97.418 dosi di vaccino, di cui 67.101 prime dosi e 30.317 seconde dosi. Hanno ricevuto la prima dose 26.849 persone ultraottantenni; di queste, 11.013 hanno fatto anche la seconda somministrazione. È partita al Policlinico Riuniti di Foggia la campagna vaccinale per i soggetti estremamente vulnerabili, come i pazienti in trattamento dialitico (emodialisi e dialisi peritoneale), i pazienti portatori di trapianto renale ed epatico o candidati al trapianto, talassemici ed oncoematologici. In particolare, i pazienti in trattamento dialitico di Foggia e di Lucera hanno ricevuto il vaccino presso i rispettivi centri dialisi, mentre le altre categorie fragili saranno immunizzate direttamente negli ambulatori vaccinali della U.O.C. di Igiene dell’Ospedale Colonello D’Avanzo. “È un passaggio importante nel contrasto alla pandemia – ha dichiarato il Commissario Straordinario del Policlinico Riuniti di Foggia Dott. Vitangelo Dattoli. Saranno vaccinati più di 600 pazienti.

L’operazione è una tangibile testimonianza dell’integrazione tra le varie strutture e rappresenta soprattutto l’estrema attenzione del Policlinico Riuniti ai pazienti più vulnerabili”. Avviata anche nella Asl Bt la campagna di vaccinazione dei soggetti dializzati, presso i centri dialisi del territorio, e dei soggetti trapiantati o in attesa di trapianto presso l’ospedale Dimiccoli di Barletta. In totale saranno vaccinati 550 soggetti, compresi i candidati a donare il rene da vivente. Sul territorio intanto continua la vaccinazione degli over 80, tra prime e seconde dosi. Sono in fase di allestimento i 6 hub individuati sul territorio per la vaccinazione dei cittadini dai 60 ai 79 anni. Oggi, martedì 30 e mercoledì 31 marzo, si terranno nella provincia di Brindisi due giornate di vaccinazione domiciliare per gli anziani over 80 con difficoltà deambulatorie o ritenuti fragili per condizione clinica, affidate ai medici di medicina generale grazie all’accordo siglato tra la Fimmg, la federazione italiana dei medici di medicina generale, e l’Azienda sanitaria brindisina.

Nelle due giornate di test i circa 30 medici volontari coinvolti vaccineranno sei utenti a testa, per una prima tornata di vaccinazioni domiciliari che coinvolgerà fino a 180 ultraottantenni. È stato previsto anche un elenco di circa 30 anziani che saranno contattati in caso di eventuali indisponibilità”. Gli anziani che verranno vaccinati sono inseriti nelle liste di prenotazione in possesso dei distretti sociosanitari: esaurita la fase sperimentale del servizio, Asl e Fimmg si riuniranno nei prossimi giorni per stilare il calendario ufficiale delle vaccinazioni. Prosegue la campagna di vaccinazione antiCovid della Asl Lecce. Sono 25.929 gli ultraottantenni a cui è stato somministrato il vaccino, tra questi 15.962 hanno già ricevuto la seconda dose. Al via all’interno del punto vaccinale Dea Vito Fazzi, la vaccinazione dei trapiantati d’organo (cuore, rene, fegato e polmone) con 36 vaccinazioni.

«ORA UN SALTO IN AVANTI»
«Non fermiamoci ai numeri ma utilizziamoli per fare un salto in avanti». ha detto Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile a Genova per l’apertura del maxi-hub vaccinale della Fiera. «Non siamo qua – ha detto facendo riferimento anche alla presenza del Commissario Francesco Figliuolo – a fare classifiche. Non ci interessa. A noi interessa che ci si vaccini». «Noi – ha sottolineato – siamo in guerra. Servono norme da guerra. E mi pare che qui lo si stia facendo, a cominciare dall’impiego delle farmacie che vedrà in Liguria uno dei punti di prima attivazione, così come la norma che sblocca l’operatività degli infermieri e tante altre cose fatte e recepite per favorire sia la parte tecnica che politica». «Fateci vedere cosa sapete fare – ha concluso – così che noi possiamo trasferirlo a livello nazionale come best practice da mettere in atto tutti insieme». «Il piano vaccinale – ha detto il commissario Francesco Figliuolo – non deve cambiare ogni due settimane: le Regioni hanno la programmazione bimensile delle aziende più grandi. Di Pfizer e AstraZeneca sanno già cosa arriva fino a fine aprile. Di Pfizer sanno addirittura le date». Il generale ha confermato l’arrivo di circa tre milioni di dosi per fine mese.

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