20 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 15:55:41

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Appalto siderurgico, lavoratori in ansia per il futuro

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Appalto siderurgico, lavoratori in ansia per il futuro

Assemblea dell’Usb con i lavoratori delle aziende dell’appalto ieri mattina, alla Portineria Area Imprese dello stabilimento siderurgico. E’ stata indetta dopo l’incontro di venerdì scorso con la Semat Service, una delle due aziende che gestiranno l’appalto Arcelor Mittal, finora affidato alla Ags. Come spiegano Egidio Murciano e Federico Cefariello, responsabili appalti Arcelor Mittal per l’Unione Sindacale di Base, “la Semat Service subentrerà con riferimento alla Acciaieria, la Gea Power, altra partecipata del Gruppo Sea, invece per l’Agglomerato. Oggetto dell’incontro di venerdì soprattutto il riconoscimento dei livelli contrattuali raggiunti che ovviamente l’organizzazione sindacale Usb chiede di mantenere e preservare da eventuali stravolgimenti che potrebbero caratterizzare, come accaduto in altre circostanze in passato, il cambio di appalto”.

L’assemblea, condivisa con la Fisascat Cisl, “è stata l’occasione per comunicare ai lavoratori l’esito del primo incontro con l’azienda, nella speranza che il passaggio, che si verificherà entro il 31 marzo, si realizzi in maniera fluida e soprattutto nel rispetto dei diritti acquisiti negli anni dai dipendenti. Va detto che si tratta di lavoratori che provengono da diversi cambi di appalto e che quindi hanno già vissuto gli effetti negativi di questa esperienza”. I lavoratori del Siderurgico e delle imprese che ruotano intorno non vivono certo un periodo tranquillo. Il sindacato, attraverso Sasha Colautti (Usb Lavoro Privato Nazionale) e Francesco Rizzo (Usb Coordinamento Provinciale Taranto) ha chiesto ai ministri dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e del Lavoro Andrea Orlando la nazionalizzazione totale dello stabilimento tarantino: “Il Governo prende tempo sull’intervento diretto dello Stato con i 400 milioni e si assume la responsabilità di una verifica ulteriore dell’accordo che prevede l’ingresso di Invitalia nel cda dell’azienda.

E’ evidente però che al di là delle parole del ministro Giorgetti sul giudizio del Governo nei confronti del piano ArcelorMittal, nessuno metta in dubbio per davvero questo soggetto aziendale e pensiamo che il Governo sia pronto a garantire a prescindere l’iniezione di fondi pubblici. Questa è una pesante contraddizione. L’Usb ha consegnato ai due ministri un documento di analisi e proposte su questa vertenza, evidenziando da una parte come ArcelorMittal abbia disatteso gli accordi presi, indicando come unica soluzione possibile la nazionalizzazione ‘vera’ dello stabilimento, la cacciata della multinazionale (o quantomeno l’azzeramento dell’attuale gruppo dirigente) e richiedendo che tale percorso avvenga col pieno coinvolgimento degli enti locali”. Per Usb l’accordo di programma per Taranto resta “la via maestra per garantire l’occupazione in un quadro di dismissione delle fonti inquinanti e di superamento del concetto della fabbrica come unica pregiudiziale per la città”.

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