11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 08:18:52

Cronaca News

Processo Ambiente Svenduto, penalisti in sciopero saltano tre udienze

foto di Il processo Ambiente Svenduto
Il processo Ambiente Svenduto

Torna in aula dopo le festività pasquali il processo Ambiente Svenduto. Lo sciopero dei penalisti, da ieri fino a domani, fa saltare tre udienze. Si tratta di un cambio di programma già previsto dalla scorsa settimana. Infatti, il presidente della Corte d’Assise Stefania D’Errico, mercoledì scorso, ha modificato il calendario, fissando l’udienza di ieri mattina soltanto per la verifica delle adesioni all’astensione proclamata dall’Unione Camere Penali italiane.

Fra le motivazioni alla base dell’iniziativa di protesta, la riforma della prescrizione penale entrata in vigore all’inizio del 2021, la segnalazione della mancanza di iniziative riguardo la crisi di autorevolezza che la magistratura sta attraversando per la nota vicenda Palamara e l’assenza, secondo i penalisti, di una riflessione più profonda sulla degenerazione dei meccanismi di indipendenza del governo della Magistratura, l’introduzione di un meccanismo di gestione del processo penale telematico ritenuto inadeguato e, al momento attuale, anche malfunzionante. Ieri mattina, dal presidente D’Errico (a latere il togato Fulvia Misserini e 6 giudici popolari) è stata apportata un’ulteriore variazione al programma, l’udienza prevista per il 15 aprile si svolgerà il 16 per indisponibilità dell’aula bunker.

Si torna in aula martedì 6 aprile con le arringhe dei difensori di alcuni fiduciari dei Riva, gli avvocati Gaetano Melucci e Feno che assistono Giuseppe Casartelli, Alfredo Ceriani e Enrico Bessone. Il primo rischia 2 anni e 6 mesi, gli altri due 20 anni perchè rispondono, fra l’altro, di disastro ambientale, reato contestato ai fratelli Fabio e Nicola Riva e agli altri ex vertici del Siderurgico. Gli imputati sono complessivamente 47 (di cui 3 società). Lo slittameno del programma iniziale dalla discussione dei numerosi avvocati che compongono il collegio difensivo era già stato determinato da alcuni contrattempi legati al rischio Covid e dalla necessità di adottare misure precauzionali. Intanto, uno dei giudici popolari sottoposto a tampone per contatti stretti con soggetti contagiati dal virus, è risultato negativo. Comunque era già stato sostituito come un altro suo collega che, invece, era risultato positivo al test del tampone. Due sono state le sostituzioni avvenute nell’arco di soli otto giorni. Comunque il Covid non ha fermato il processo.

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