21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Aprile 2021 alle 20:01:12

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Lavori abusivi, scatta il sequestro

Un tratto delle costa jonica è stato salvato in extremis, impedendo che venisse portata a termine un’azione di deturpamento. La Polizia Locale, nei giorni scorsi, ha bloccato due interventi non autorizzati nell’area della conca di Lido Bruno, ponendo sotto sequestro l’area e denunciando i presunti responsabili.

“Non si può consentire a nessuno di pensare di restare impunito – sottolinea l’assessore alla Polizia Locale Gianni Cataldino – deturpando e violando le coste della nostra città e del nostro territorio. Approfitto inoltre – ha dichiarato ancora Cataldino – per ringraziare, a nome dell’amministrazione guidata dal sindaco Melucci, tutti quei cittadini che con le loro segnalazioni, sempre preziose, diventano le sentinelle del nostro territorio e delle sue bellezze”. La Polizia Locale, come la Guardia Costiera, i Carabinieri del Corpo Forestale e altri corpi delle Forze dell’Ordine, vigilano quotidianamente per contrastare il fenomeno dell’abusivismo, soprattutto edilizio, che deturpa le bellezze naturali e paesaggistiche del territorio, in particolare costiero. Come riferito ieri, nei giorni scorsi, a Maruggio, in zona Acquadolce Cirenaica, è scattato un altro sequestro.

I sigilli sono stati apposti dai Carabinieri forestali ad un’area interessata alla realizzazione di lavori di scavo finalizzati alla realizzazione di una scalinata per collegare la spiaggia ad uno stabilimento balneare sovrastante. Da quanto accertato dai militari, i lavori erano in corso senza le necessarie autorizzazioni, venivano effettuati a pochi metri dal mare e per di più in una zona costellata dalle dune. Oltre al sequestro è scattata anche la denuncia nei confronti del proprietario del lido in quanto committente dei lavori ritenuti abusivi. Secondo i dati del dossier “Mare Monstrum” del 2020 di Legambiente, la Puglia è al secondo posto per abusivismo.

Stilato, come di consueto, dall’Osservatorio nazionale Ambiente e Legalità di Legambiente, “Mare Monstrum” dello scorso anno raccoglie una serie di dati e di episodi che raccontano di azioni aggressive ai danni dell’ecosistema del litorale e marino. A preoccupare è soprattutto la cementificazione. Nella classifica del cemento illegale nelle regioni costiere, la Puglia ha un triste record. Risulta seconda, dopo la Campania, con 1.368 infrazioni accertate (il 13,6% del totale nazionale), ben 973 persone segnalate all’autorità giudiziaria e 368 sequestri effettuati. L’abusivismo dilaga soprattutto nel Salento.

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