05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 06:15:17

Cronaca News

Perchè è giusto obbligare gli operatori sanitari a sottoporsi al vaccino

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Emergenza coronavirus

Finalmente lo hanno capito anche loro. Mi riferisco al Governo e all’obbligo di vaccinarsi per gli operatori sanitari. Pare infatti che il Governo stia pensando ad una legge che renda obbligatoria la vaccinazione per medici, infermieri e tutte quelle figure professionali che hanno a che fare con pazienti in ospedali, cliniche e case di riposo per anziani. Come sempre in questo strano Paese perché si assumesse un’iniziativa è stato necessario che scoppiasse il caso di un paziente contagiato da un infermiere in un ospedale. In Italia infatti la prevenzione è interpretata a rovescio nel senso che si previene dopo che l’irreparabile è accaduto non prima.

Oggi in Italia si calcola che ci sia in giro un 12% di no vax ideologici cioè di italiani convinti che il vaccino è pericoloso e fa correre dei rischi e un 26% di indecisi che ancora devono decidere se fare o no il vaccino. I no vax ideologici sono a metà strada tra i mentecatti e gli speculatori. Ciarlatani, complottisti, imbroglioni da fiera, estremisti e violenti nel linguaggio quanto ignoranti nella sostanza e assolutamente privi di qualsiasi competenza scientifica. Ma tra questo genere di persone ci sono anche affaristi e imprenditori di se stessi che lucrano non solo sull’incertezza ma anche sul dolore e sulla sofferenza. Questa gente purtroppo ha buon gioco sugli indecisi, sui depressi, sugli incerti, sui diffidenti nei confronti di tutto e tutti, su coloro che vedono complotti, inganni e trappole dappertutto e che anche di fronte all’evidenza scientifica negano la realtà.

Sono i negazionisti presenti anche in campo storico e i complottisti in servizio permanente effettivo. Sono i clienti di Wanna Marchi e del signor Do Nascimiento che spendono centinaia di migliaia di euro per farsi curare da sassi miracolosi e rametti rinsecchiti di pino d’Aleppo, gente che crede che la terra sia piatta come se Copernico e Galilei non fossero mai esistiti e che negano lo sbarco sulla luna ritenendolo un’invenzione degli americani e i filmati che rappresentano quell’evento dei falsi girati in uno studio televisivo. Sono le stesse persone che dietro ogni evento economico, finanziario, geopolitico vedono un complotto a seconda dei casi della Cia, del Bilderberg, della massoneria ecc. L’altra categoria di persone invece il ben dell’intelletto ce l’ha e anche ben sviluppato poichè sulla debolezza umana e sui problemi di salute specula e lucra centinaia di migliaia di euro. Tal dottor Franco Trinca per esempio, sedicente medico biologo e nutrizionista di Perugia, a cui purtroppo qualche trasmissione televisiva seria ha dato spazio, lui che di virus non capisce una mazza, si è dichiarato virologo, ha ingaggiato una lotta senza quartiere contro i vaccini diffondendo incertezza, sfiducia e diffidenza e proponendo prodotti inventati da lui che sono solo acqua fresca.

Il costo? Appena 100 euro per un kit di prodotti inutili e a volte dannosi. E’ una situazione assurda questa dei no vax che si trascina da tempo e che ha trovato in aree del Movimento 5 stelle addirittura un sostegno e una teorizzazione politica. Si sapeva perfettamente che prima o poi questa avversione nei confronti dei vaccini sarebbe diventata un problema serio e per questo si sarebbe dovuto provvedere per tempo con una legge seria. E invece se ne parla solo adesso dopo che il virus ha esplicitato i suoi effetti devastanti e mentre è in corso la campagna di vaccinazione. Ben si comprende che il problema non è di facile soluzione poiché comporta implicazioni di carattere costituzionale dal momento che tocca il nervo scoperto della libertà individuale. Ma il tema della libertà individuale a sua volta ha un limite che risiede nel rispetto della libertà degli altri. Il mio diritto alla libertà di scelta di non vaccinarmi finisce quando comincia il diritto a non ammalarsi degli altri. E nei casi di conflitti sul piano dei principi costituzionali lo Stato ha l’obbligo di intervenire nella sua funzione di regolatore dei rapporti tra i cittadini a norma della Costituzione e certificando attraverso la scienza che le ragioni di coloro che non intendono vaccinarsi sono inconsistenti. Certo la scienza in questa occasione non ha dato grande prova di sé. Infatti se da un lato ha avuto il grande merito di aver trovato nel giro di meno di un anno il vaccino giusto contro il covid 19 dall’altra sul piano della comunicazione ha mostrato crepe e deficienze inammissibili.

La spettacolarizzazione del confronto delle diverse opinioni e gli scontri tra gli scienziati nei talk show non hanno reso un buon servigio alla chiarezza anzi hanno contribuito a seminare incertezza e confusione. La scienza parla e si confronta nelle università, negli istituti di ricerca e sulle riviste scientifiche non in televisione. Quando si scontra nei talk show disorienta e semina incertezza laddove invece ad essa si richiedono sobrietà, certezze e rassicurazioni. E analoga responsabilità hanno i media che in questo periodo critico hanno dato voce alla schiera di ciarlatani e medici fasulli che hanno avuto la libertà di propalare dagli schermi televisivi le loro sciocchezze contribuendo ad alimentare la confusione, l’incertezza e la diffidenza. Questo giustifica il permanere ancora di un 26% di indecisi.

Ora che un italiano debole di pensiero si lasci influenzare da ciarlatani e imbroglioni è anche comprensibile ma che ad avere dei dubbi sull’argomento siano dei medici e degli infermieri è intollerabile oltre che incomprensibile anzi è da sanzionare in maniera decisa. Infatti il rifiuto del vaccino in questa categoria di persone si configura come un danno per sé e per gli altri e quindi come un vero e proprio reato penale di attentato alla pubblica salute. Quindi per queste categorie di persone occorre rendere obbligatorio per legge vaccinarsi. Ma una legge in tal senso non esiste per cui occorre approvarla in tempi brevi per dare una soluzione immediata al problema. Come? Ricorrendo alla coercizione e alla costrizione? Certamente no. La coercizione e la imposizione spingono automaticamente al rifiuto, alla emulazione e alla solidarietà con la vittima per cui si correrebbe il rischio di alimentare il fenomeno anzichè contenerlo. E poi siamo un Paese democratico e civile e questi sono strumenti da stati autoritari.

Noi apparteniamo alla civiltà della persuasione e della convinzione, magari persuasione forte ma sempre nel rispetto della persona e tenendo conto della volontà individuale che però deve essere resa compatibile con l’interesse collettivo. E allora bene sta facendo il Governo Draghi che mi pare orientato verso la persuasione e il convincimento e in caso questo non servisse verso misure un po’ più decise come l’allontanamento dal contatto con i pazienti di sanitari ed infermieri, il trasferimento ad altre mansioni fino a giungere a misure un po’ più decise come multe da 5000 euro e licenziamento vero e proprio. Mi pare che la strada che il Governo si appresta a percorrere sia una strada ragionevole e civile che concilia il principio della libertà individuale con l’interesse collettivo. In tale direzione già opera la Regione Puglia dove l’Assessore alla sanità Lo Palco, in assenza di una legge nazionale che regola la materia, tra le pieghe di un’altra legge regionale ha trovato lo spazio per stabilire per chi rifiuta di vaccinarsi la incompatibilità della sua presenza nelle corsie degli ospedali, negli ambulatori e nelle case di cura trasferendolo ad altra mansione. E questa mi sembra la strada giusta da seguire.

Mario Guadagnolo

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