21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:30:12

Cronaca News

Preti vaccinati, il Prefetto: «Non ho competenza sulle autorizzazioni»

Il prefetto di Taranto Demetrio Martino
Il prefetto di Taranto Demetrio Martino

Nessuna autorizzazione, nessuna azione influente per aprire corsie preferenziali ai sacerdoti. Il prefetto Demetrio Martino riporta tutto nell’alveo delle competenze, spegnendo le polemiche che si sono accese in questi giorni a proposito dei vaccini somministrati ai preti della diocesi. Il prefetto ha spiegato a TarantoBuonasera qual è stata la scansione degli eventi.

«L’arcivescovo – ha dichiarato il prefetto Martino al nostro giornale – mi ha legittimamente rappresentato un quesito sulla esigenza di sottoporre i sacerdoti alla vaccinazione. Io, in virtù del mio ruolo di coordinamento territoriale, dopo aver valutato quanto previsto nel piano vaccinale nazionale e in quello regionale e ritenendo che vi fosse la possibilità di vaccinare i sacerdoti, mi sono limitato a interfacciare la Curia con la Asl. Ho quindi semplicemente svolto il mio ruolo di coordinamento fra istituzioni. Non ho rilasciato alcuna autorizzazione e comunque non avrei potuto farlo perché non ne ho la competenza. Come valutazione personale ritengo, dopo aver letto il piano, che la vaccinazione dei sacerdoti non abbia comportato alcuna interferenza nel cronoprogramma operativo delle vaccinazioni». Poche parole per chiarire le interpretazioni che ci sono state sull’episodio che ha generato polemiche e cioè la somministrazione del vaccino ad un centinaio di preti al seminario arcivescovile sulla via per Martina Franca. Nella serata di martedì era stata la Curia a precisare quanto accaduto tramite una nota firmata da don Emanuele Ferro, portavoce dell’Arcidiocesi di Taranto.

“In relazione alle polemiche sorte, con relativo risalto mediatico, sulle vaccinazioni anti Covid effettuate in questi giorni ai sacerdoti dell’Arcidiocesi di Taranto, questa stessa Arcidiocesi intende precisare e chiarire di non aver mai auspicato, chiesto e preteso trattamenti di favore, o corsie preferenziali e privilegiate, verso gli esponenti del clero. Ci si è solo limitati a prospettare alle autorità la situazione delicata in cui gli stessi sacerdoti operano ogni giorno, a stretto contatto con le comunità di riferimento, e i potenziali rischi insiti in questa situazione. Non è stato mai rivendicato in nessuna occasione, e a nessun soggetto preposto, la priorità del vaccino anti Covid ai sacerdoti. È avvenuta solo una semplice informativa della situazione” si legge nella nota di don Ferro.

“Le autorità, vagliato quanto prospettato dall’Arcidiocesi, e verificato quanto stabilito dal piano vaccinale, hanno quindi ammesso a vaccinazioni anche i sacerdoti. È così partita la programmazione delle vaccinazioni che hanno poi avuto luogo partendo dai casi dei sacerdoti più anziani e fragili. Si evidenzia, a tal proposito, che il piano regionale anti Covid della Puglia ha previsto dal 22 marzo 2021 la possibilità di vaccinare il personale delle comunità religiose. Il piano fa infatti riferimento ad una serie di categorie e indica chiaramente i ‘Luoghi di comunità’. Circa il ruolo dei sacerdoti nelle comunitá loro assegnate, questa Arcidiocesi fa presente che esso non si limita alla sola celebrazione delle messe e dei sacramenti, tutti aspetti importanti e propri del ministero sacerdotale, ma ha anche un rilievo sociale.

Non dovrebbe sfuggire ad una attenta valutazione come le parrocchie, già nella prima fase della pandemia, quando la situazione a Taranto non aveva raggiunto gli attuali livelli di criticità, siano state un importante avamposto in termini di aiuto, assistenza e solidarietà verso quanti il Covid ha ulteriormente e drammaticamente impoverito, privando tantissime persone e le loro famiglie del necessario sostentamento. I parroci, con i loro collaboratori ad ogni livello, sono stati un supporto prezioso – grazie alla carità cristiana di tantissimi benefattori che qui ringraziamo ancora una volta – per quanti non avevano nemmeno i generi alimentari di prima necessità per se stessi e per i loro figli, spesso anche molto piccoli. I sacerdoti hanno svolto tutto questo con entusiasmo ed impegno, consapevoli di come il loro ruolo sociale e di ascolto degli ultimi fosse accresciuto dal dramma della pandemia. La Chiesa non si è tirata indietro ma ha collaborato con le istituzioni, le ha affiancate ed ha ampliato la platea dei destinatari degli aiuti. E questi aiuti, i sacerdoti e le parrocchie vogliono continuare ad assicurarli ancora meglio, intensificando gli sforzi, proprio perché come comunità cristiana abbiamo ben presente come il Covid stia purtroppo aggravando le nostre ferite.

Non ci spaventa questo, ma è del tutto evidente che ampliando il numero dei contatti sociali, delle persone incontrate, dei soggetti ai quali si deve donare un pacco alimentare, aumenta potenzialmente i rischi di contagio proprio perchè il contesto dell’infezione è diventato severo. Un sacerdote colpito dal Covid, è inevitabilmente costretto all’isolamento, a bloccare l’attività della sua stessa parrocchia. E in questo caso si priverebbe una comunità di un riferimento. Di un supporto. Di una realtà pronta a venire incontro al disagio. Questa Arcidiocesi, nell’auspicare che non si alimentino polemiche e strumentalizzazioni, ha ritenuto così di dover chiarire il suo pensiero spiegando quanto è avvenuto, il modo in cui è avvenuto e le ragioni che ne sono alla base”.

Un centinaio di sacerdoti delle Diocesi di Taranto e Castellaneta sono stati sottoposti alla vaccinazione anti-Covid, circostanza confermata dallo stesso arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, e che fa discutere, in ragione della “fame” di vaccini sul territorio. La vaccinazione di massa per i preti che per età o perché qualificati come personale scolastico non erano già stati immunizzati è stata portata avanti nella giornata di lunedì in un hub appositamente attrezzato al Seminario Arcivescovile sulla strada di Martina Franca come confermato da mons. Santoro martedì in una intervista a Rosa Vitarelli della Tgr Rai Puglia. “Io sono totalmente sereno” sono le parole del vescovo alla Tgr “ho parlato con il Prefetto, che mi ha informato che (quella dei sacerdoti) rientra nelle categorie di persone che ne hanno diritto”. Non sono stati vaccinati i giovani seminaristi; il siero utilizzato è stato AstraZeneca. L’arcivescovo di Taranto ha voluto sottolineare anche il “contatto costante con il pubblico” degli stessi preti parlando di “una difesa nei confronti dei fedeli” che si presentano in chiesa.

Sul fronte delle vaccinazioni sul territorio, superate le 600mila dosi di vaccino somministrate in Puglia. In particolare, il dato aggiornato alle ore 17 di ieri, è di 605.202 dosi. 138.943 sono le prime dosi somministrate agli over 80 e 68.441 le seconde dosi agli over 80. Per la Asl Taranto, ieri mattina sono state somministrate circa duemila dosi di vaccino (1.742 Pfizer e 250 Astrazeneca) a over80 e altre categorie individuate dal piano vaccinale nazionale. Per quel che riguarda le vaccinazioni domiciliari, sono circa mille le dosi consegnate ai medici di medicina generale che si occuperanno delle somministrazioni ai propri assistiti. Continuano le vaccinazioni per i pazienti dializzati e emodializzati: presso l’ospedale Ss. Annunziata di Taranto sono stati vaccinati 36 pazienti emodializzati; lo stesso numero presso l’ospedale di Martina Franca, più due pazienti in dialisi peritoneale; al Centro di Assistenza Decentrato di Grottaglie, infine, sono stati vaccinati 6 pazienti emodializzati. Oggi è prevista la vaccinazione di 60 detenuti della Casa Circondariale di Taranto. Mentre a partire da venerdì 2 aprile, presso l’ambulatorio dedicato e nel pieno rispetto della privacy, saranno vaccinate anche le persone con diagnosi Aids e/o grave immunodeficienza Hiv.

1 Commento
  1. gianni 3 settimane ago
    Reply

    Certo, come no. Inoltre tutti sanno che Gesù è morto di freddo . Ma per favore !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche