22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

Cronaca News

Melucci: «Perplessi sul nuovo decreto»

foto di Il sindaco Rinaldo Melucci
Il sindaco Rinaldo Melucci

«Il nuovo Decreto Aprile ci lascia molto perplessi e lo vogliamo affermare a gran voce, associandoci all’allarme sollevato dall’Anci. Facciamo appello, perciò, alla Regione Puglia perché intervenga per mitigare certi prevedibili impatti di questo decreto sulle nostre comunità, già lungamente provate dalla pandemia». Il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci non nasconde le sue perplessità dopo che l’esecutivo Draghi ha varato, mercoledì sera, le nuove norme anti-Covid.

«Noi siamo perfettamente consapevoli dell’andamento della curva dei contagi e abbiamo già dimostrato di saper agire con grande rigore a Taranto, a supporto dei cittadini più fragili o esposti, a favore dell’impegno di operatori sanitari e forze dell’ordine, ai quali tutti rinnoviamo la nostra incondizionata gratitudine. Questo, però, è il primo decreto di questa pandemia che giunge improvviso, senza alcun confronto con i comuni, le province e le regioni. Ancora una volta non troviamo soluzioni serie alla cruciale questione dei ristori, che i sindaci in queste ore stanno invocando con forza. Ancora una volta si scaricano su territorio e sistema di imprese tutti i rischi e i sacrifici. Per non parlare dell’assurdità di consentire viaggi all’estero, mentre bisognerebbe dare una prospettiva ai nostri operatori turistici, della ristorazione e della cultura, solo per fare degli esempi eclatanti per l’area ionica» dice Melucci. «Eppure» continua nonostante le difficoltà generalizzate di bilancio, basterebbe dare ai cittadini poche semplici indicazioni e tanto sostegno concreto e quotidiano come dotare i comuni di maggiori strumenti per i controlli e i servizi sociali.

«Di questo passo finiremo per consegnare le nostre imprese alla criminalità e non sapremo per cosa usare i fondi del Recovery Plan, visto che non resterà molto da fare ripartire in estate. Insomma, rigore sì, azzardo sulla pelle di imprese e amministratori locali no. Come fatto già nella prima fase della pandemia, il Comune di Taranto tornerà nei prossimi giorni ad ascoltare le categorie produttive e a valutare nuove misure positive per loro, ma sarà una goccia nel mare se il Governo non muterà il proprio approccio». Irene Lamanna, presidente dell’Associazione Taranto Turismo, è critica: «In Italia è tutto sofferto e confuso e contradditorio. Le regole vengono cambiate di continuo, con tempistiche lentissime, non si bada alla specificità delle imprese e quindi troppi soldi vanno sprecati oppure non vengono usati e le aziende cui sono destinate muoiono di Asfissia. Serve un progetto chiaro con due obbiettivi: uno sul Presente ed un sul Futuro». Il consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto che entrerà in vigore dal 7 aprile, confermando sostanzialmente l’impianto delle misure già in atto ma introducendo nello stesso tempo due importanti novità: l’obbligo di vaccinarsi per tutto il personale che opera nella sanità, farmacisti compresi e lo stop alla possibilità per i presidenti di Regione di emanare ordinanze, come hanno fatto in questo anno di emergenza, per chiudere le scuole nonostante le indicazioni nazionali prevedessero la presenza in classe.

COSA PREVEDE IL NUOVO DECRETO
Il testo prevede la proroga fino al 30 aprile dell’applicazione nelle zone gialle delle misure della zona arancione; l’estensione delle misure previste per la zona rossa in caso di particolare incidenza di contagi (superiori a 250 casi ogni 100mila abitanti e nelle aree con circolazione delle varianti) sia con ordinanza del Ministro della salute che con provvedimento dei Presidenti delle Regioni; la possibilità, nella zona arancione, di uno spostamento giornaliero verso una sola abitazione privata abitata in ambito comunale. Il testo prevede la possibilità entro il 30 aprile di apportare modifiche alle misure adottate attraverso specifiche deliberazioni del Consiglio dei Ministri.

Il provvedimento dispone che dal 7 al 30 aprile 2021 sia assicurato inderogabilmente, sull’intero territorio nazionale, lo svolgimento in presenza dei servizi educativi per l’infanzia e della scuola dell’infanzia, nonché dell’attività didattica del primo ciclo di istruzione e del primo anno della scuola secondaria di primo grado. Per i successivi gradi di istruzione è confermato lo svolgimento delle attività in presenza dal 50% al 75% della popolazione studentesca in zona arancione mentre in zona rossa le relative attività si svolgono a distanza, garantendo comunque la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Inoltre, il decreto esclude la responsabilità penale del personale medico e sanitario incaricato della somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2, per i delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose commessi nel periodo emergenziale, allorché le vaccinazioni siano effettuate in conformità alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio e alle circolari pubblicate sul sito istituzionale del Ministero della salute relative; introduce disposizioni volte ad assicurare l’assolvimento dell’obbligo vaccinale da parte del personale medico e sanitario, prevedendo una dettagliata procedura per la sua operatività e adeguate misure in caso di inottemperanza (assegnazione a diverse mansioni ovvero sospensione della retribuzione); stabilisce che le previsioni già vigenti per i soggetti incapaci ricoverati presso strutture sanitarie assistite in merito alla manifestazione del consenso alla somministrazione del vaccino anti- Sars-CoV-2 siano estese anche alle persone che, pur versando in condizioni di incapacità naturale, non siano ricoverate nelle predette strutture sanitarie assistite o in altre strutture analoghe; proroga al 31 luglio 2021 alcune disposizioni in materia di giustizia civile, penale, amministrativa, contabile e tributaria, prevede norme sullo svolgimento dell’attività giudiziaria in periodo di emergenza pandemica e reca modifiche al codice della giustizia contabile; proroga al 31 maggio 2021 il termine concernente le procedure di assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori socialmente utili (LSU) e dei lavoratori impegnati in attività di pubblica utilità (LPU) (Basilicata, Calabria, Campania e Puglia) nonché i contratti a tempo determinato degli LSU e LPU (Calabria), con oneri a carico del Ministero del lavoro e delle politiche sociali; estende agli enti del Terzo settore (Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale) la disciplina prevista per lo svolgimento delle assemblee ordinarie con modalità semplificate per le società sino al 31 luglio 2021; proroga dal 30 aprile al 15 giugno la scadenza entro la quale il Presidente del Consiglio dei Ministri deve assegnare alle Regioni interessate il termine per adottare i provvedimenti per il riequilibrio finanziario; dispone deroghe per lo svolgimento dei concorsi pubblici prevedendo lo svolgimento di una sola prova scritta e una orale, con modalità decentrate.

Si prevedono inoltre modalità ulteriormente semplificate (prova orale facoltativa) per i concorsi relativi al periodo dell’emergenza sanitaria e la possibilità a regime per le commissioni di suddividersi in sottocommissioni. È esclusa l’applicazione delle procedure derogatorie per il personale in regime di diritto pubblico. Inoltre, dal 3 maggio 2021 i concorsi riprenderanno in presenza nel rispetto delle linee guida del Comitato tecnico-scientifico; consente lo svolgimento della prova scritta del concorso per magistrato ordinario indetto con decreto del Ministro della giustizia 29 ottobre 2019 anche in deroga alle disposizioni vigenti, che regolano lo svolgimento di procedure concorsuali nel corso dell’emergenza pandemica da Covid-19. Si prevede espressamente che l’accesso dei candidati ai locali destinati allo svolgimento della prova scritta e della prova orale sia subordinato alla presentazione di una dichiarazione sostitutiva, sulle condizioni previste dal decreto del Ministro della giustizia concernente l’accesso ai locali adibiti alle prove.

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