19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca News

Ex Ilva, “Da Cingolani parole inaccettabili”

foto di L'ex Ilva di Taranto
L'ex Ilva di Taranto

“Il ministro Cingolani dichiara che ‘a Taranto serve un compromesso tra ambiente e sostenibilità sociale’. Siamo indignati! Le parole del ministro Cingolani riportano alla mente di noi tutti le tristi affermazioni del ministro Clini e di altri che hanno avallato scelte pessime ai danni di chi abita a Taranto e degli operai”. Fulvia Gravame co-portavoce Verdi Puglia, Eliana Baldo e Mino Briganti, co-portavoci Verdi Taranto e Anna Mariggiò, commissaria Verdi Manduria, attaccano il ministro e invocano una soluzione che delinei chiaramente il futuro dello stabilimento.

“Il ministro Cingolani propone di continuare in un compromesso al ribasso sulla pelle dei tarantini nonostante i dati tragici dello studio Sentieri dell’Istituto Superiore di Sanità che indicano eccessi di morbilità e mortalità tra gli abitanti di Taranto e nonostante sia stato provato il rapporto tra la fabbrica e la diossina presente nella catena alimentare dalla perizia chimica dell’incidente probatorio 2012. Informiamo il ministro – scrivono i Verdi – che i lavoratori Ilva sono già ‘per strada’ perché sono in cig e quelli che lavorano stanno rischiando la vita a causa di impianti vetusti che a detta dei sindacati, non sono manutenuti adeguatamente. Qui non si tratta di cambiare l’Ilva dall’oggi al domani ma di prendere atto del fallimento delle strategie adottate dal 2012 da governi di vari colori e adottare soluzioni innova-tive sul modello di quanto fatto in altri Paesi europei ben più lungimiranti del nostro. A Bilbao, nella Ruhr e a Pittsburgh hanno affrontato crisi industriali gravi come quella dell’Ilva chiudendo fabbriche, bonificando terreni e fiumi, ricollocando gli operai e costruendo quartieri vivibili Lo abbiamo proposto a partire dal 2012 in occasione della candidatura a sindaco di Angelo Bonelli mettendo insieme proposte articolate frutto della tradizione dei Verdi e dell’associazionismo tarantino. Ci chiediamo perché un governo guidato dal presidente Draghi dovrebbe immettere liquidità per 400 milioni di euro in un’impresa che produce debito per un importo che oscilla tra i 30 e i 60 milioni di euro al mese. E’ evidente che si tratterebbe di una soluzione per prendere tempo ma come dice sempre Greta Thunberg, ‘Non abbiamo più tempo!’.

La provincia jonica ha bisogno di darsi una prospettiva nuova che tuteli le sue specificità”. Una cabina di regia per guidare i la riconversione green è la strada indicata da Gravame, Baldo, Briganti e Mariggiò: “Lo Stato e i responsabili del disastro risarciscano i danneggiati e diano coraggio ai giovani e ai disoccupati dimostrando che è possibile vivere qui. Si avvii subito il percorso per ridare un futuro agli operai attraverso il Ministero del Lavoro e la Regione Puglia. Chiediamo al governo Draghi e alla Regione di creare una cabina di regia per costruire con reali processi partecipativi la riconversione ecologica dell’economia jonica; è necessario coinvolgere i sindaci dell’intera provincia di Taranto, gli imprenditori, specie quelli dei settori danneggiati e le associazioni più attive sul tema. Il ministro Cingolani dovrebbe sapere che la responsabilità dell’attuale crisi è dello Stato che ha gestito malamente la siderurgia. Auspichiamo – conlcudono – che il Ministro Cingolani abbandoni visioni ormai passate e concentrandosi sulla tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori”.

Anche il presidente del Gruppo consiliare Con Emiliano Gianfranco Lopane interviene sulle parole del ministro. “Cingolani dichiara che ‘non si può pensare di cambiare l’Ilva dall’oggi a domani’. Sappiamo quanto la rigenerazione degli impianti abbia costi e tempi particolarmente onerosi, peccato però che il tema sicurezza (al pari di salute e ambiente) venga rimandato da anni. Quella del Governo mi sembra l’ennesima posizione attendista! Se l’obiettivo è la transizione ecologica e il rilancio del Mezzogiorno, il Governo non può lasciare a Taranto l’amarezza di una solitudine infinita. Serve prendere decisioni congiunte che, per quanto potranno risultare scomode per alcune parti, devono offrire una prospettiva concreta. La preoccupazione invece è che Taranto sia sparita dall’agenda di quel ‘Governo dei migliori’ che se c’è batta un colpo adesso prima che sia troppo tardi”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche