19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca News

“Garantire la sicurezza agli abitanti dei Tamburi e agli operai della fabbrica”

foto di Arcelor Mittal
Arcelor Mittal

La sicurezza dei lavoratori e di coloro che abitano nelle vicinanze dello stabilimento ormai è un’urgenza improcrastinabile per esponenti di diversi schieramenti politici. Oltre il sindaco Melucci (come riferiamo in altra parte della pagina), il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e altri rappresentanti istituzionali, dopo l’esplosione al Siderurgico, chiedono che il Governo Draghi intervenga e prenda decisioni risolutive per il presente e per il futuro dello stabilimento.

“L’incendio avvenuto nell’Acciaieria 2 dello stabilimento ex Ilva di Taranto, l’ultimo in ordine di tempo fortunatamente senza feriti, testimonia l’urgenza e la non più differibilità degli interventi di messa in sicurezza della fabbrica, per chi ci lavora e chi abita nelle immediate vicinanze”. E’ quanto afferma Emiliano che “manifesta vicinanza ai lavoratori ed alla comunità tarantina”, preannunciando che la Regione Puglia “è pronta come sempre a svolgere il suo ruolo di tutore della salute, della sicurezza, dell’ambiente e del lavoro di Taranto a dispetto di ogni pretesa strabica strategicità”. L’appello non è rivolto solo al Governo centrale ma anche ad ArcelorMittal che il governatore mette sotto accusa non solo per la questione della sicurezza in fabbrica ma anche per le vicende relative alla sospensione di alcuni lavoratori per dei post poco ritenuti lesivi per l’azienda: “Il Governo del Paese deve tirarci fuori dal limbo giuridico e di fatto in cui siamo finiti da mesi, la posizione del territorio è chiara e compatta. ArcelorMittal dia risposte concrete sulla sicurezza degli impianti e la tutela dell’integrità di chi ci lavora e non perda tempo a osservare le bacheche dei social network per limitare e reprimere la libertà dei lavoratori che segnalano questa situazione”.

Anche Vincenza Labriola chiede al Governo di intervenire per garantire la sicurezza all’interno dell’azienda siderurgica più grande d’Europa, poichè l’esplosione dei giorni scorsi è soltanto l’ultimo di una serie di episodi, come la stessa parlamentare sottolinea. “Il Governo batta un colpo sulla vicenda di ArcelorMittal. Non è più possibile continuare in queste condizioni: incidenti, mancati pagamenti, cassa integrazione, incertezza del futuro. Gli anni passano, i governi si susseguono, ma la storia non cambia e ogni giorno di ritardo purtroppo pesa come un macigno sul presente di un’intera popolazione”. Scrive la deputata di Forza Italia. L’onorevole Labriola non mette in discussione l’operato del titolare del Mise ma lo sollecita a prendere decisioni tempestive: “Anche se – premette – rinnovo la mia fiducia nel ministro Giorgetti, penso che non ci sia più tempo da perdere: bisogna intervenire con urgenza, affrontando gli innumerevoli problemi sorti negli anni. È necessario – si legge ancora nel comunicato della deputata – garantire la sicurezza degli impianti, ascoltando gli imprenditori e le sigle sindacali locali”. “Un governo serio, anche alla luce della sfida del Recovery, non può più temporeggiare, né scaricare la responsabilità sul prefetto e sugli enti locali. Troppi morti, troppi incidenti, troppa incertezza: mettiamo la parola fine a questa tragedia. Forza Italia c’è – conclude la deputata azzurra – per dare il suo contributo, ma con fermezza dice basta a questa gestione scellerata dello stabilimento di Taranto”.

In una nota, Nicola Oddati componente della direzione nazionale del Partito Democratico e commissario Pd Taranto definisce preoccupanti le parole del ministro alla Transizione Ecologica: “Voglio dirlo con chiarezza al ministro Cingolani, l’acciaieria di Taranto può sopravvivere solo se, rapidamente, si avvia una reale transizione ecologica che porti ad una completa decarbonizzazione della produzione di acciaio. Cosa vuol dire compromesso? Con quanti morti è accettabile il compromesso? Quanto grande deve essere il disastro sanitario e ambientale? Mi preoccupano – sottolinea Oddati – dichiarazioni che sembrano riportare l’orologio indietro, ora è necessario non parlare ma agire. Ripartire dal piano predisposto dal precedente Governo e lavorare per renderlo più veloce ed efficace”. Intanto, sembra che nel reparto in cui è avvenuta l’esplosione siano piombati i funzionari dell’Ispettorato del Lavoro per sopralluoghi e verifiche di rito in questi casi per accertare se siano state rispettate tutte le norme a tutela della salute e dell’incolumità dei lavoratori. Non si sa se siano state o saranno impartite delle prescrizioni o saranno adottati provvedimenti. Per episodi come quello dell’Acciaieria 2 anche la Procura e i magistrati inquirenti avviano gli accertamenti d’ufficio in queste circostanze.

Dopo l’esplosione, Arcelor Mittal Italia, in una nota ufficiale di poche righe ha spiegato che dopo l’accaduto non c’è stata “nessuna interruzione del ciclo produttivo, nè danni al personale e agli operatori degli impianti si sono verificati”. Inoltre, ha spiegato ancora l’azienda, gli addetti e il sistema hanno gestito in sicurezza, secondo consolidate procedure, un evento di reazione in paniera durante la fase di colaggio nell’Acciaieria 2”.

L’episodio, comunque, ha suscitato le reazioni non solo del mondo istituzionale ma anche sindacale e di alcune associazioni ambientaliste. Due di queste ultime, “VeraLeaks” e “GiorgioForever”, ieri hanno fatto sapere che oggi depositeranno una denuncia relativa alle emissioni. La denuncia preanunciata si riferisce a “fenomeni di slopping” registratisi ieri e “ad incidenti avvenuti negli ultimi giorni presso gli impianti dello stabilimento ArcelorMittal Taranto”, con riferimento all’esplosione. In una nota, Luciano Manna e Angelo Di Ponzio fanno sapere di essere in possesso di un documento inedito e non pubblico relativo alle emissioni ArcelorMittale, inoltre, che questa mattina alle 10 saranno davanti ai cancelli degli uffici di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica, in viale Magna Grecia. Sarà l’ennesima denuncia contro lo stabilimento siderurgico di Taranto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche