21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 06:50:00

Cronaca News

Siderurgico, l’appalto senza soldi “bussa” a Giorgetti

foto di Il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti
Il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti

Si è tenuto ieri pomeriggio il previsto confronto, in video conferenza, fra il presidente di Confindustria Puglia Sergio Fontana, il rappresentante di Confindustria Taranto Piero Chirulli e il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti.

Sul tavolo i problemi dell’indotto dell’ex Ilva, da anni vessate da crisi di liquidità derivanti dalle alterne vicende del centro siderurgico. Un problema – di cui nei giorni scorsi era stato investito il prefetto Demetrio Martino – che si è puntualmente riproposto negli ultimi mesi generando ulteriori sofferenze dovute a crediti scaduti e non corrisposti dall’attuale gestione dello stabilimento. Problemi illustrati al Ministro Giorgetti, dal Presidente di Confindustria Puglia Sergio Fontana, dal rappresentante di Confindustria Taranto Piero Chirulli e dai referenti di Confapi e Confartigianato in rappresentanza delle imprese fornitrici. I referenti di Confindustria, dopo aver illustrato per grandi linee la situazione complessiva, hanno avanzato una proposta condivisa in grado di poter supportare le imprese della filiera operante sul territorio nazionale sul piano della carenza delle liquidità.

Si tratta, in sostanza, della cessione, a titolo oneroso, dei crediti non riscossi ad una società indicata dallo Stato, in modo tale da far ottenere alle aziende interessate la liquidità necessaria per il pagamento esclusivo di dipendenti, fornitori, imposte e contributi, (rinunciando pertanto ad altri usi, fra cui la distribuzione dei dividendi), in attesa che il gestore dello stabilimento possa risolvere i problemi causa dei ritardi dei pagamenti. Una proposta che il ministro Giorgetti, dopo una panoramica sui principali aspetti attinenti al mercato dell’acciaio e le criticità circa l’attuale situazione dello stabilimento tarantino, si è impegnato a valutare sulla scorta dell’ammontare degli stessi crediti (intorno ai 30 milioni di euro) e dei requisiti che gli stessi presentano per poter essere factorizzati. Il ministro ha inoltre comunicato ai presenti che a breve i previsti 400 milioni che Invitalia verserà in vista dell’ingresso come azionista al 50% potrebbero servire, come è auspicabile, per un possibile anche se parziale ristoro della platea dei fornitori.

Il ministro ha poi ribadito l’importanza dell’acciaio italiano “con il cuore a Taranto”: un punto strategico della nostra economia che merita di essere affrontato “ a tutto tondo” sia per gli aspetti industriali sia ambientali. Quindi, si è detto disponibile a proseguire, attraverso l’interlocuzione già avviata con i presenti, il monitoraggio costante della questione inerente all’indotto e a tutte le ripercussioni che la vicenda assume sul territorio jonico e più in generale sull’economia nazionale. “Siamo soddisfatti – ha dichiarato Fontana, presidente di Confindustria Puglia – della interlocuzione avuta con il ministro Giorgetti e del ruolo strategico che è stato riconosciuto al sito di Taranto nel Piano nazionale dell’acciaio e nel Pnnr. La disponibilità e l’impegno del Governo ci lasciano ben sperare per il futuro dell’ex Ilva e di tutte le imprese dell’indotto”.

Analoga soddisfazione è stata espressa da Piero Chirulli, rappresentante di Confindustria Taranto, al termine dell’incontro. “Confidiamo nell’impegno del ministro Giorgetti a prendere in esame la nostra proposta relativa alla cessione dei crediti ed allo stesso tempo accogliamo con favore la sua disponibilità a confrontarsi per fare piena luce sugli aspetti, industriali e ambientali, che attengono al delicato momento che vive la siderurgia a Taranto e a livello nazionale”.

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