19 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Aprile 2021 alle 15:35:44

Cronaca News

Processo Ambiente Svenduto, “Nessuna pressione da Conserva”

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Il processo Ambiente Svenduto

“Non ci sono state pressioni di alcun tipo da parte di Michele Conserva nei confronti dei dirigenti Ignazio Morrone e Luigi Romandini. Non c’è alcuna prova ma solo contestazioni generiche nei suoi confronti. Le circostanze emerse in dibattimento evidenziano la totale insussistenza del fatto contestato, per questo chiediamo l’assoluzione”. Gli avvocati dell’ex assessore all’Ambiente, Michele Rossetti e Laura Palomba, hanno replicato alle accuse citando intercettazioni e testimonianze, contestando il contenuto di alcune delle prime ed evidenziando le seconde che scagionano Conserva dalle accuse contenute in due episodi di presunta concussione contestati dalla pubblica accusa.

Ieri mattina, davanti alla Corte d’Assise di Taranto, i due difensori, nelle rispettive arringhe, hanno ripercorso l’iter della richiesta di autorizzazione della discarica Mater Gratiae espletato negli uffici della Provincia dal 2009 al 2013, durante l’Amministrazione presieduta da Gianni Florido. “Conserva voleva soltanto l’efficienza dell’Assessorato e degli uffici a lui affidati, non intendeva favorire nè l’Ilva nè altri. Il comportamento negli anni è stato sempre lo stesso, come abbiamo evidenziato in un altro processo in cui Conserva è stato assolto perché il reato contestato si è rivelato insussistente”. Questo “è un processo anomalo”, lo hanno definito i legali facendo riferimento a “intercettazioni telefoniche riascoltate in funzione Ilva, in senso univoco, sulla scorta delle quali, peraltro, è stata emessa la seconda ordinanza” e utilizzate nel processo Ambiente svenduto anche se frutto di una “autorizzazione riferita ad altro procedimento”.

La famosa intercettazione di Morrone, in realtà riferita agli impianti termici e non alla discarica di Ilva Mater Gratiae, e soprattutto con la parola “firmare che spunta all’improvviso” pur non essendoci traccia nell’audio. “Se quella è la prova regina è assolutamente inconferente”. Ma, ha aggiunto Rossetti, anche ipotizzando che si parli della Mater Gratiae, se Morrone afferma di non avere alcun problema a firmare, dove sono gli elementi della concussione!”. Nella testimonianza Morrone “mai ha parlato di pressioni, anche quando è stato sentito dalla Finanza dalle 9 della mattina alle cinque del pomeriggio”, parla di “disistima reciproca ma non di pressioni”. Come emerso anche dalle intercettazioni, la difesa ha ricordato la famosa frase di Conserva: “Morrone lo teniamo per pupazzo”.

Ma l’avvocato Rossetti ha “riabilitato” l’ex dirigente della Provincia che, ha ha fatto notare “è molto piu intelligente di quello che si vuol far sembrare in questo processo, è un ingegnere che con molta onestà ammette di non essersi mai occupato di questioni ambientali”. Come ha ricordato l’avvocato Palomba, Conserva, in udienza preliminare, aveva chiesto lo stralcio per essere giudicato a parte e celermente ma la richiesta è stata rigettata. “Conserva ha subito una doppia ingiustizia – ha detto in sintesi l’avvocato Palomba – dalla quale può essere risarcito solo con l’assoluzione”. “Non lasciatevi influenzare dalle suggestioni. E’ questo il nostro messaggio”. Hanno concluso i difensori rivolgendosi soprattutto ai sei giudici popolari della Corte presieduta dal giudice Stefania D’Errico (a latere il togato Fulvia Misserini). Un altro imputato per lo stesso reato, l’ex segretario della Provincia Vincenzo Specchia ha dichiarato in aula di rinunciare alla prescrizione. Con i legali di Conserva si conclude la discussione degli imputati che all’epoca dei fatti ricoprivano ruoli istituzionali, fra i quali l’ex presidente della Regione Nichi Vendola, che con l’accusa di concussione (5 anni la richiesta del pm) figura fra i 47 imputati (di cui 3 società) del processo sul disastro ambientale dell’Ilva. Ieri hanno discusso anche gli avvocati Luca Sirotti e Maddalena Rada, legali di Caterina Vittoria Romeo, addetta alle relazioni istituzionali a Roma. Per lei il pm ha chiesto la prescrione per abuso d’ufficio e violazione del segreto d’ufficio. Oggi terza e ultima udienza della settimana con altre arringhe.

Annalisa Latartara

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