23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 14:59:00

Cronaca News

Tecnopolo di Taranto, ora c’è lo Statuto

Una veduta aerea del Ponte Girevole
Una veduta aerea del Ponte Girevole

È stato finalmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 aprile lo statuto della Fondazione Tecnopolo del Mediterraneo. Un atto che ora dovrebbe sbloccare l’avvio del tanto atteso centro di ricerca per lo sviluppo sostenibile, finora rimasto sulla carta. Il regolamento di approvazione dello statuto entrerà in vigore il 17 aprile, a conclusione di un iter che era cominciato con l’approvazione della legge 30 dicembre 2018 con la quale veniva appunto istituita la Fondazione che vede come soggetti fondatori il Ministero dell’università e della ricerca, il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’economia e delle finanze.

Il 7 agosto scorso il regolamento per lo statuto era stato approvato dal Consiglio dei Ministri, prima di essere emanato con il decreto del Presidente della Repubblica dell’11 settembre 2020 e della successiva registrazione da parte della Corte dei Conti. Mancava però la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale cosa, come detto, avvenuta il 2 aprile. Lo Statuto stabilisce compiti e gestione del Tecnopolo, una istituzione pensata nell’ambito della più generale riconversione ecologica e produttiva di Taranto. «L’istituzione del Tecnopolo – è scritto nello Statuto – risponde all’obiettivo di promuovere un hub italiano con proiezione internazionale sullo sviluppo sostenibile, quale asset strategico dell’innovazione. Attraverso le attività poste in essere, il Tecnopolo intende, con specifico riferimento al suo ambito di operatività: rafforzare le capacità di ricerca di base, industriale e di sviluppo sperimentale presenti sul territorio nazionale; imprimere una accelerazione allo sviluppo di tecnologie ad alto potenziale finalizzate alla mitigazione degli impatti derivanti da attività produttive o dalla presenza antropica, alla produzione e trasformazione delle energie rinnovabili e al rafforzamento dei principi dell’economia circolare; sperimentare nuovi approcci collaborativi per accorciare i tempi di dispiegamento delle innovazioni proposte».

Nelle intenzioni il Tecnopolo di Taranto dovrebbe quindi promuovere «la ricerca, lo sviluppo, la sperimentazione di soluzioni tecnologiche, processi e prodotti» per «aumentare la capacità di risposta ai problemi dello sviluppo sostenibile nell’ottica di ridurre la frammentazione del sistema di ricerca». A gestire il Tecnopoli saranno gli organi statutari previsti e cioè: il Comitato dei partecipanti; il Consiglio di amministrazione; i l P residente; il Segretario generale; il Comitato scientifico; l’Organo di revisione.

Il Consiglio di amministrazione è composto da nove membri, così designati: cinque consiglieri di designazione pubblica, di cui: due consiglieri designati dal Ministro dello sviluppo economico, due designati dal Ministro dell’università e della ricerca ed uno designato dal Ministro dell’economia e delle finanze; quattro consiglieri designati di intesa tra i Partecipanti, in seno al loro Comitato, a condizione che, anche in associazione tra loro, versino almeno il 10 per cento del contributo annuo erogato dai soci fondatori al Fondo di gestione. Il Presidente del Tecnopolo è nominato dal Ministro dello sviluppo economico, d’intesa con il Ministro dell’università e della ricerca, tra i consiglieri che compongono il Consiglio di amministrazione. Il Comitato scientifico, che è l’organo di indirizzo delle attività del Tecnopolo, è composto da cinque componenti, di cui quattro designati dal Ministro dell’università e della ricerca e uno dal Ministro delegato per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, tra esperti di alta e riconosciuta competenza nelle aree scientifiche ove prevalentemente insistono le attività del Tecnopolo. Per quanto riguarda la gestione, vi è da dire che il Tecnopolo ha una dotazione complessiva di 9 milioni di euro: 1 milione di euro è il fondo di dotazione con risorse conferite dallo Stato; poi c’è il fondo di gestione, costituito dalla dotazione iniziale dello Stato di 2 milioni di euro per l’anno 2019, a cui vanno aggiunte risorse per 3 milioni di euro relative all’anno 2020 e altri 3 milioni per il 2021.

Lo Statuto fissa anche i compensi per gli organi di gestione: Al Presidente del Tecnopolo è riconosciuto un compenso omnicomprensivo annuo lordo pari ad euro 120.000 a valere sul fondo di gestione del Tecnopolo e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica; ai componenti del Consiglio di amministrazione, purché affidatari di un delega, è riconosciuto un compenso omnicomprensivo annuo lordo fino ad un importo massimo di euro 30.000 a valere sul fondo di gestione del Tecnopolo e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica; ai componenti del Comitato scientifico è riconosciuto un compenso omnicomprensivo annuo lordo pari ad euro 30.000. Quella per il Tecnopolo del Mediterraneo è una battaglia che da anni vede impegnato l’ex ministro Lorenzo Fioramonti e, a Taranto, il Centro di Cultura Lazzati. Fioramonti è stato più volte a Taranto sia per incontrare le istituzioni, sempre allo scopo di attivare Tecnopolo, che per partecipare a convegni organizzati dal centro Lazzati. Occasioni, queste ultime, nelle quali non ha risparmiato critiche ai governi di Giuseppe Conte per lo scarso impegno che a suo dire ci sarebbe stato per l’attivazione di questo che potrebbe diventare un centro di ricerca di eccellenza. I problemi, comunque, non sono finiti. La strada è appena stata tracciata: ora c’è da trovare una sede operativa e poi si spera in una rapida nomina degli organi statutari. Non sarà facile.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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