15 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca News

I 169 anni della Polizia di Stato. Il Questore Giuseppe Bellassai: «Sempre al fianco dei cittadini»

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I 169 anni della Polizia di Stato

Oggi ricorre il 169° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato.

Anni ricchi di cambiamenti, che vengono ricordati il 10 aprile, giorno in cui nel 1981 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge 121 che, come evidenziato dalle parole del Capo della Polizia Prefetto Lamberto Giannini, “portava in sé il seme di grandi evoluzioni, ridisegnando una polizia moderna e a forte identità civile”.

Il Capo della Polizia è stato ricevuto a palazzo del Quirinale dal Presidente della Repubblica, accompagnato dai Vice Capi della Polizia, dai Direttori centrali del Dipartimento della pubblica sicurezza e da una rappresentanza del personale. Il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese accompagnata dal prefetto Giannini, ha deposto una corona d’alloro al Sacrario dei Caduti presso la Scuola Superiore di Polizia.

Successivamente nel piazzale della Scuola, il Ministro dell’Interno ha consegnato la medaglia d’oro al merito civile, conferita dal Presidente della Repubblica, alla Bandiera della Polizia di Stato. Il prestigioso riconoscimento è stato attribuito per il compito svolto dai Questori, Autorità provinciali di pubblica sicurezza preposte al coordinamento tecnico operativo dei servizi di ordine e sicurezza pubblica.

A Taranto c’è stato un momento solenne con il Prefetto, Demetrio Martino, e con il Questore, Giuseppe Bellassai. Subito dopo il Questore ha tenuto una conferenza online per sottolineare il valore di questo particolare anniversario: «Il 10 aprile di 40 anni fa – ha detto il Questore – la riforma della Pubblica Sicurezza, diventata legge, fu un cambiamento radicale voluto da chi sentiva il bisogno di adeguare ad una società in rapida evoluzione il sistema preposto alla tutela della sua sicurezza. Da quella riforma, consolidatasi nei decenni a venire, ha preso le mosse la Polizia di Stato che siamo oggi. La Polizia dell’Esserci sempre. Esserci sempre è una sfida difficile che si alimenta di senso di appartenenza. È passione, impegno, coraggio, consapevolezza e rispetto di tutti. È il faro sul nostro percorso che indirizza scelte e progetti, motivando la nostra aspirazione di essere riferimento di ogni cittadino. Vogliamo esserci con “Comunità Sicure” che ha contribuito a vederci operare fianco a fianco con le Polizie Locali dei 29 Comuni della Provincia. E su Taranto in ogni quartiere del capoluogo e soprattutto in Città Vecchia, cuore pulsante di storia e cultura del capoluogo».

«E per esserci sempre – ha detto ancora il Questore –  non abbiamo abbassato la guardia nel contrasto incessante alle consorterie criminali. Il lavoro prolifico della nostra Squadra Mobile, apprezzato dalle Autorità Giudiziarie di Taranto e Lecce che la coordinano, ci ha permesso di ottenere risultati importanti nella repressione dei reati di natura associativa. La nostra Sezione Falchi ha continuato ad infondere sicurezza nella collettività con i suoi quotidiani arresti. Le nostre Volanti, con la loro costante ed avvertita presenza sul territorio, hanno scoraggiato la microcriminalità e contrastato le forme più diffuse di illegalità. I Commissariati distaccati ed il Commissariato Borgo hanno replicato, nei territori di competenza, il medesimo approccio, la stessa filosofia che abbiamo fatto nostri a Taranto. Oggi è la festa degli uomini e delle donne della Polizia di Stato e colgo l’occasione per ringraziarli tutti per quello che fanno in un periodo difficile per la nostra società. Forti delle nostre convinzioni e dell’esempio di chi non più, di chi ha dato la vita per la Polizia di Stato, tutti noi tarantini, per nascita e per adozione, abbiamo deciso di dedicare i nostri sforzi ad una terra che amiamo o abbiamo imparato ad amare».

Il Questore ha sottolineato il particolare momento di difficoltà causato dalla pandemia, con le oggettive ripercussioni sull’economia del territorio. Con i rischi di pericolose infiltrazioni criminali nelle attività economiche? «Preoccupati? No, ma siamo attenti. Questo particolare momento può facilitare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia lega. Finora non abbiamo avuto segnali inequivocabili di situazioni di questo tipo. Siamo però consapevoli che gli effetti delle attuali difficoltà economiche si cominceranno a vedere da queste settimane in poi. Abbiamo però tutti gli strumenti per contrastare questi tentativi e per individuarne i responsabili».

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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