10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 15:20:57

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A Grottaglie e a Mottola per tradizione il clima pasquale si continua ancora a respirare una settimana dopo la domenica di Pasqua

foto di Chiesa
Una chiesa

Da una settimana è stata archiviata la Pasqua tarantina targata 2021 e Antonio Fornaro, ideatore e curatore di questa rubrica, continua a farci ancora assaporare il clima pasquale facendo conoscere ai nostri lettori le Pasquette ritardate di Grottaglie e di Mottola che allungano di una settimana la Pasquetta tarantina.

Questi i santi della settimana: San Deta il Giovane, Santa Gemma Galgani, San Giulio I, Sant’Ermenegildo, San Valeriano, il Beato Cesare de Bus, Santa Engrazia, Sant’Innocenzo di Tortona. Santa Gemma Galgani aveva già ricevuto l’estrema unzione ma guarì inspiegabilmente. La sera prima della festa del Sacro Cuore cadde in estasi e ricevette le stimmate. Sperimentò sul suo corpo il dolore della corona di spine e della fustigazione. Sudò sangue. Tenne sempre nascosti questi fenomeni. San Giulio I Papa combattè l’arianesimo, fece costruire due nuove basiliche romane e durante il suo regno si diffuse l’uso dei calendari dedicati ai santi. Sant’Ermenegildo fu figlio del re dei Visigoti e la moglie lo convertì al Cristianesimo. Il re, suo padre, lo fece decapitare sulla pubblica piazza. San Valeriano era lo sposo di Santa Cecilia e insieme a lei fu sorpreso a dare sepoltura ai cristiani martirizzati. Il Beato Cesare de Bus fu il fondatore della Congregazione dei Sacerdoti secolari della Dottrina Cristiana. Santa Engrazia è patrona di Saragozza, sua città d’origine.

Questa settimana la Chiesa cattolica venera la Madonna sotto i titoli di: Madonna della Rivelazione, di Leuca, della Compassione, della Ferita, delle Vittorie e del Sorriso. Questi i detti della settimana: “Quando aprile mette il muso, fuoco acceso e porte chiuse”, “Non ci sono altari senza croci e matrimoni senza vocii”, “Donne, cucina e piazza fanno l’uomo di brutta razza”, “Mercanti e porci stimali quando sono morti”, “Spese e misura rendono la vita sicura”, “La serva dopo un anno licenziale perché fa danno”, “Non mi dispiace di chi si va cercando guai”. Giuseppe Cravero ci ricorda che il 12 aprile 1869 nasceva il Borgo con il Palazzo di Domenico Savino a Corso ai Due Mari. Il 14 aprile 1886 viene inaugurato il Canale Navigabile lungo 810 metri, largo 91 metri e profondo 12 metri. Il 16 aprile 1813 giunge a Taranto Gioacchino Murat.

Queste le effemeridi di Fornaro: il 10 aprile 1921 in via D’Aquino viene messa la targa commemorativa in onore di Tommaso Nicolò D’Aquino. Il 13 aprile 1929 dai Cantieri Tosi viene varato il Sommergibile “Ettore Fieramosca”. L’11 aprile 1407 Re Ladislao assedia Taranto. Il 13 aprile 1901 durante alcuni scavi in Piazza d’Armi vengono trovate delle tombe. Il 10 aprile 1945 muore il giovane confratello del Carmine Giacomo Buzzacchino a soli 21 anni che qualche giorno prima aveva partecipato alla Processione dei Misteri e si era ammalato di bronchite. Questi gli approfondimenti di Fornaro. I grottagliesi celebrano la loro Pasquetta la Domenica successiva alla Domenica di Pasqua recandosi dalle 7 del mattino a piedi nella bella e antica Chiesa della Madonna della Mutata, ma già il giovedì precedente fanno un loro pellegrinaggio a piedi. È grande la devozione dei grottagliesi verso la Madonna della Mutata perché il Lunedì di Pentecoste del 1359 l’immagine della Vergine che il giorno precedente era orientata verso Martina Franca era stata trovata miracolosamente rivolta verso Grottaglie.

La devozione dei grottagliesi verso la Madonna della Mutata, protettrice della città, è attestata dal fatto che numerose donne grottagliesi portano il nome di Maria Mutata. Durante la scampagnata presso il Santuario della Madonna della Mutata (nella foto) i grottagliesi consumano un dolce equivalente alla nostra scarcella e che viene chiamata “palomma”. Si ottiene impastando il lievito preparato in casa, la farina, l’acqua, l’olio, il sale e un po’ di pepe. Sotto la testa della colomba vengono nascoste uova sode come all’interno di ciascuno dei pezzi che danno forma alla grande palomma. Anche i mottolesi vivono la loro Pasqua ritardata la Domenica in Albis portando in località Casalrotto la statua della Madonna della Carmine su un carro addobbato e seguito da un lungo corteo di automobili. Si svolge in questa località, chiamata in dialetto “Madonne abbascie”.

Qui c’è una chiesetta fatta risalire al 1400 ma che diventò luogo di culto per i pellegrini solo nel 1500. Si racconta che il 20 aprile 1506 un pastore di nome Francesco Pietro Chierico, di Filippo, mentre riposava nella grotta sentì una voce angelica e vide tutta la grotta illuminata. Chiese chi fosse e si sentì rispondere che era la Madonna Santissima del Carmine e aggiunse: “Voglio che facciate una cappella nel nome mio, ma in questo luogo deserto e che la mia festa venga celebrata l’8 settembre. A tutti quelli che verranno a visitarmi in questo deserto io darò dal cielo qualsiasi grazia mi chiederanno”.

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