17 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2021 alle 17:53:40

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Roberta Gentile: «La musica è la mia catarsi»

foto di Roberta Gentile
Roberta Gentile

Anche questa volta sono in Italia, a Milano per essere precisi, ad incontrare una nostra conterranea: la trentasettenne Roberta Gentile che è di origini pugliesi, ma lombarda di adozione. Prodotta dal leader della band di fama internazionale Incognito, Bluey Maunick, Roberta è nata ad Andria nel 1994. Al mondo della musica si avvicina sin da bambina, studia in varie scuole di musica, al conservatorio N. Piccini di Bari e si diploma in un’accademia di teatro di Milano. Ottiene il diploma della “London College of Music”.

Nel 2017 si esibisce all’EXPO-Experience e nella “Notte degli Oscar” di Vanity Fair. Nello stesso anno partecipa ad un programma televisivo in onda su Canale 5, “The winner is”, in collaborazione con Radio 105. Grazie al batterista e polistrumentista italiano Francesco Mendolia, entra in contatto con il leader della band “Incognito”, Bluey Maunick, con il quale inizia subito a lavorare per la produzione di un album inedito, registrato tra Londra, Hackney Studios e Krabi Road Studios in Thailandia. Roberta debutta nel dicembre 2017 al Blue note di Tokyo e, subito dopo, arriva al Blue note Nagoya, Osaka e nel gennaio 2018 al Blue note Milano, supportata dai Thames river soul (Francesco Mendolia, Francisco Sales e Francis Hylton) e Matt Cooper, in apertura dei concerti degli Incognito.

È un disco soul che strizza l’occhio al jazz, con un’orchestra di 20 archi diretta dal maestro Simon Hale che ha lavorato con artisti come Bjork, Jamiroquai, Sam smith, George Benson e tantissimi altri. Nel gennaio 2019 arriva al Ronnie Scott’s di Londra, uno dei più importanti jazz club del mondo. Lo scorso dicembre é uscito il suo singolo d’esordio con l’etichetta discografica di Bluey, leader degli Incognito, che anticipa l’uscita del disco. L’8 novembre 2019 esce l’ultimo disco degli Incognito e la traccia nr. 8 è “Absent in spring” di Roberta Gentile, con più di 50mila ascolti in America. Durante il lockdown mondiale, la Splash Blue (etichetta discografica Londinese dello stesso Bluey) presenta “You”, l’ultimo singolo di Roberta con il quale apre una raccolta fondi per degli ospedali per l’emergenza Covid19. Lo scorso 6 novembre sono stati pubblicati due pezzi del disco, “Play me” e una cover di Pino Daniele, “Che male che c’è”.

Queste le parole di Bluey Maunick, leader della band, dopo aver ascoltato la performance della cantante andriese: «Roberta è uno dei più importanti pezzi mancanti nel mio sogno musicale e non vedo l’ora di presentarla alla scena mondiale dove è nata per brillare». Le chiedo, allora, di raccontarsi per contenere la mia sete di curiosità e informazioni. «Tutto è nato per caso – mi dice – Qualche anno fa mi è arrivata una mail inaspettata dal leader di una band di fama internazionale che conoscevo da bambina. Una mail che penso abbia cambiato il mio modo di vedere, il mio modo di sentire e percepire tutto ciò che mi circonda.

Da quel momento penso che tutto sia cambiato. Bluey Maunick mi ha chiesto se avessi voglia di lavorare con lui per la produzione di un album inedito, basato su di me, solo sulla mia voce e sulla mia anima.Potete immaginare cosa ho provato nel leggere la mia posta in una fredda mattina di febbraio a Milano. Ho fissato il soffitto per circa cinque ore senza nemmeno accorgermene, senza riuscire a crederci. In quel periodo era tutto molto buio, (the feeling was so blue). Vivere sola a Milano non è semplice e nel primo periodo è stato davvero traumatico. Sono sempre stata legata alla mia terra e l’ho lasciata per inseguire i miei sogni, come tanti ragazzi fanno. Vivevo la fine di un amore e non riuscivo molto a tirare fuori quel ‘peso’ incredibile, per paura di scoppiare o paura di chissà che. Poi è arrivato Bluey e tutto il ‘peso’ è diventato “musica”, la mia katarsi.

Abbiamo iniziato a scrivere musica via FaceTime, io parlavo a malapena l’inglese, abbastanza per la sopravvivenza direi… ora rido, ma delle volte mi scoppiava solo la testa. Quindi la difficoltà ha raggiunto alti livelli e i momenti duri ci sono stati ogni giorno. Quando non riesci a comunicare tutto pesa il doppio, ma la musica è una lingua universale. Lei salva sempre.Dopo due mesi ero a Londra, per me era la prima volta in Inghilterra; in uno studio privato, con una delle sessioni ritmiche più forti al mondo, nascevano i miei primi pezzi. Pezzi d’amore che raccolgono la mia fragilità e diventano la mia forza. Ispirati da Donny Hataway, Lauryn Hill, Chet Baker, Amy. È nato il mio mondo. Dopo altri 3 mesi mi ritrovo in Giappone in tour per più di 20 concerti con la stessa band, a sognare ad occhi aperti, a sentirmi mancare l’aria e la terra sotto i piedi, l’Asia. Per me è sempre stato un miraggio. E mi lascio ispirare per altri nuovi pezzi. Dopo altri due mesi, una nuova tappa: Tailandia. Questa volta si torna a registrare! Uno studio bellissimo e per una settimana è tutto nostro! Ispirati dalla natura, dal calore del sole, dalla forza della terra, nascono altri pezzi che raccontano un po’ del Giappone e della stessa Tailandia.

Sento la forza di tirare fuori tutte le emozioni che nella vita in generale tendo a nascondere e faccio finta che non ci siano. E diventano nuove canzoni. Il mio album è un viaggio dentro me stessa, mi sono allontanata da casa per riuscire a scoprirmi di nuovo.. C’è tutto il mio cuore, tutta la mia anima, tutta la mia intimità, le notti insonni, i pianti, le incertezze e anche tutta la mia naturalezza, la forza che ho trovato per riuscire a parlarne, condividerle con dei musicisti incredibili e grazie a loro trasformarli in questi frammenti di tempo che rimarranno immortali». Passo a chiederle della situazione musicale in Italia e nel mondo e sorprendentemente le sue poche parole le trovo prive di polemiche e rammarico.

Dice infatti: «La situazione musicale in Italia e nel mondo è davvero strana: non c’è una ricetta precisa per il successo. Io penso che ciascun artista debba rispettare la musica in maniera sincera, cioè essendo se stesso, ricordandosi di essere un essere umano, prima ancora di essere un prodotto musicale. Si parte da qui, per me: umanità, sincerità, rispetto nella musica e nella vita». Si chiude qui il mio incontro con Roberta Gentile che, involontariamente, mi conferma che molto spesso gli artisti davvero capaci sono umili e disponibili. Naturalmente la saluto non prima di avergli chiesto dieci tracce per lei rappresentative. Eccole: 01) Doo Wop (that thing) Ms. Lauren Hill; 02) You Roberta Gentile; 03) Fuori…fuori…fuori… Venerus, Mace; 04) Regina Davide Shorty; 05) You Don’t Know what love is Chet Baker; 06) Blue World Mac Miller; 07) Really Love D’Angelo; 08) Don’t You Worry But A Thing Incognito; 09) Come On Over Karhis; 10) Reachin’ 2 Much Anderson, Paak, Lalah Hathaway.

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