07 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

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Addio a Gianni Cipriani, latinista eccellente

foto di Gianni Cipriani
Gianni Cipriani

Ci ha lasciati per un improvviso malore, in questa tristissima stagione di pandemia, Gianni Cipriani, uno studioso a noi tutti caro e un eccellente latinista. Amabile, colto, ironico, capace di spaziare in tutti i campi della latinità (ma l’età repubblica resta privilegiata, con Sallustio, Cesare, e poi Virgilio ed Orazio) si era speso instancabilmente nella difesa e rilancio degli studi classici.

Aveva prima insegnato all’ Università di Bari discipline classiche e poi dal 2000 si era trasferito all’Università di Foggia, dove aveva contribuito in maniera egregia a mettere su la Facoltà di lettere, dando il giusto peso agli insegnamenti di Lingua e letteratura latina e di Didattica del latino. Il rettore Pierpaolo Limone dell’Università di Foggia, lo ricorda così: «Puntuale e sorridente a lezione, con la giusta dose di severità mai disgiunta dall’umanità era entrato nei cuori di tutti gli studenti, instillando in loro il grande amore per la civiltà classica rivitalizzata attraverso il riuso moderno dell’antico». Infatti, oltre ad essere un ottimo latinista, Giovanni Cipriani era appassionato cultore di letteratura, arte, musica e teatro contemporanei. Alla luce di questi interessi, aveva messo in scena con rigore scientifico alcune opere classiche opportunamente rivisitate e attualizzate. Riuscì per questa via ad instillare nei giovani il grande amore per la civiltà classica e ad avvicinare il grande pubblico alle opere e all’arte degli antichi.

Viveva da molti anni a Taranto e, benché fosse alquanto appartato per i numerosi impegni di studio (la sua produzione scientifica è più che cospicua) non faceva mancare i suoi interventi in convegni e seminari di studio non solo a livello nazionale ma anche cittadino, collaborando con i Licei Quinto Ennio ed Archita, l’Associazione italiana di cultura classica, la Società Dante Alighieri, gli Amici dei Musei, ma anche con il Moscati di Grottaglie. Nel 2007 con Adolfo Mele, Patrizia De Luca ed alcuni studiosi baresi (Di Staso, D’Angelo) volle, bontà sua, che presentassi nel Salone Ufficiali della Marina Militare il suo “Ero e Leandro: un mare d’ amore” (Mandese editore), un saggio significativo del suo orientamento interdisciplinare, in cui la letteratura antica incrocia quella moderna, ma anche l’arte, la musica e il teatro. Un modo nuovo e stimolante di accostarsi ai classici e di cogliere l’essenza del loro messaggio ideologico, culturale ed artistico. La sua lezione di vita e di cultura, sono convinto, non andrà persa. Oggi piangiamo l’amico gentile e colto, che allo studio del mondo classico aveva dedicato le migliori energie e il miglior tempo della sua vita e che ci consegna il testimone perché si continui ad operare in questo importante solco.

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