12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 17:00:38

Cronaca News

Presidenza, spunta il nome di Franco Bernabè

foto di Franco Bernabè
Franco Bernabè

Potrebbe essere Franco Bernabè il presidente della joint venture pubblico-privato fra Invitalia e ArcelorMittal. Il nome dell’ex amministratore delegato dell’Eni e di Telecom Italia, stando a quanto riferiscono alcuni quotidiani nazionali, sarebbe sul tavolo del ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti su input del presidente del Consiglio Mario Draghi. Per Bernabè sarebbe un ritorno in una società pubblica anche se parzialmente.

Per gli altri due componenti del cda di nomina pubblica circolano i di Stefano Cao, amministratore delegato Saipem e Ernesto Somma, professore di Economia industriale dell’Università di Bari, responsabile incentivi di Invitalia ed ex capo di Gabinetto di Carlo Calenda. Il loro ingresso nel cda è previsto dopo l’erogazione dei 400 milioni di euro da parte di Invitalia. Un passo che, stando ai rumors, Invitalia non ha ancora compiuto in attesa degli sviluppi delle vicende giudiziarie. Sullo stabilimento siderurgico di Taranto, infatti, gravano due grossi interrogativi legati a procedimenti distinti e paralleli ma convergenti sul suo destino: la richiesta di confisca dell’area caldo avanzata dal pm nel processo “Ambiente Svenduto”, sul disastro ambientale e la decisione del Consiglio di Stato sullo spegnimento intimato da un’ordinanza del sindaco Rinaldo Melucci.

Quest’ultima si dovrebbe conoscere il 13 maggio. Sempre a maggio è prevista la sentenza della Corte d’Assise e quindi la decisione sulla confisca. “Non si può continuare a vivere in un clima di assoluta incertezza per il futuro di migliaia di lavoratori di ArcelorMittal, Ilva in as e dell’appalto insieme alle criticità ambientali ancora irrisolte”. Scrivono in un documento congiunto le segreterie provincia di Fim, Fiom e Uilm, preannunciano una giornata di sciopero il 23 aprile a Roma, davanti al Mise e una campagna di assemblee con i lavoratori, a partire da oggi, per illustrare le rivendicazioni e organizzare lo sciopero del 23. “Per mettere fine a questa fase di assoluta confusione Fim, Fiom e Uilm chiedono, fra l’altro, il “reintegro dei lavoratori illegittimamente licenziati” sui quali sarà presentato “un dossier” al Mise e al Ministero del Lavoro e l’accelerazione per “favorire l’ingresso di Invitalia necessario a garantire il processo di risanamento ambientale e la piena occupazione”.

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